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una vita non basta

Ho scolpito sulla pelle che chi piange riderà

#Americanate pt VII: Una dieta da 12 Kg

Tra il mio primo e secondo viaggio negli USA per i corsi di specializzazione non sono tornato a casa ma sono rimasto a Milano. In quel periodo ero ancora legato tramite la mia borsa di studio ad un grande ospedale del capoluogo lombardo e  lo stacco tra un viaggio e l’altro era solo di due settimane.

E’ così che i miei mi vennero a prendere all’aeroporto di Palermo dopo non avermi visto per un mese e mezzo di cui 4 settimane passate in territorio Americano. La prima cosa che mia madre mi disse, prima ancora di salutarmi, fu:

–          ma cosa hai fatto?

E cosa avevo fatto mai? “Nulla” risposi.

L’amara verità la scoprii una volta arrivato a casa dopo aver consultato la bilancia. In quel lasso di tempo avevo messo su ben 12 kg! DODICI!

“Come?”  Vi domanderete.

Non ero certo partito con quelle intenzioni io, mi sono lasciato sopraffare dopo una dura resistenza. Ci ho provato a non cadere in tentazione, a volte ho storto pure il naso davanti a certe offerte, ma è bastato cedere un attimo, per soddisfare una curiosità o un’offerta di qualcuno,  per rovinare tutto e precipitare in un tunnel senza fine di pericolose abitudini.

La mensa! Oddio, se ci penso! Un enorme salone ricco di portate in cui potevi servirti fino a scoppiare. Si iniziava a colazione quando mi avvicinavo al cuoco con la seguente richiesta:

–          a omelette with all, please

e davanti ai miei occhi, con un sorriso complice, lui mi preparava  quell’enorme bontà di uova, ceddar, prosciutto, cipolle, peperoni, piselli, funghi e tanto altro ben di Dio. E poi ovviamente le fettine di pancetta fritta, coni gelato e mezzo (proprio mezzo!) melone bianco. Tutte le mattine lo stesso menù.

Tra la colazione ed il pranzo c’erano le pause dalle lezioni, di solito una ogni ora, dove ci si recava tutti in un’aula con la tv e dei ripiani traboccanti di caramelline gommose, frutta secca,  gelati e bibite.

Del pranzo e  della cena non ve ne parlo neanche, non saprei da dove cominciare. Vi dico solo che una volta, seduto al tavolo con dei francesi con i quali ero in gruppo per le lezioni pratiche in laboratorio, ho dovuto passare il tempo a convincerli che stessi bene. Erano preoccupati, avevo mangiato “solo” cinque fette di carne.

Ed i pasti fuori dal building. Non dimenticherò mai la Jambalaya, un piatto della Louisiana, una specie di risotto con pollo, salsiccia e gamberi. L’ho mangiata sia al Rock Bottom, locale del centro di Millwaukee situato proprio davanti la statua di Fonzie, che al Cheesecake Factory, sempre semplicemente goduriosa.  Così come non dimenticherò mai le fantastiche cene messicane dentro la carrozza della Estacion.

Di tutto questo ho ancora i segni, le mie due maniglie dell’amore, i più grossi souvenir che ho portato con me dagli States.

Avanti così

E’ passato un mese  da quando ho iniziato il mio nuovo percorso dietetico fai da te che si basa essenzialmente sull’utilizzo di due app: Runtastic e Fitbit, e finalmente è arrivato il giorno della prova del nove, della pesata insomma, la prima.

Ebbene, udite udite, ho perso ben 700 grammi!!!

Ora voi direte: “che saranno mai 700 grammi in un mese?” e avete anche ragione. No, non saranno tanti forse, ma per me sono comunque un bel traguardo visto che segnano un importante cambio di rotta dalla crescita esponenziale degli ultimi mesi.

Certo, l’obiettivo finale è quello di perdere altri 3-4 kg scendendo così ben al di sotto degli 80, ma grazie a questa iniezione di fiducia adesso posso guardare a questo lungo cammino con più ottimismo. A poco a poco posso farcela.

Ma come ho passato questo mese?

In realtà non ho dovuto fare dei sacrifici così pesanti. Sono stato attento col cibo preferendo mangiare alimenti con un più basso contenuto proteico. Lo sforzo maggiore è stato sicuramente quello  di dover moderarne le quantità, o a volte anche di fare delle rinunce. Ho cercato di tenermi quotidianamente sotto le 1600 calorie giornaliere o comunque sempre sotto le calorie bruciate, e, eventi particolari a parte, ci sono riuscito. In tutto questo devo dire che una grossa mano me l’ha data Fitbit.

Gli allenamenti, certo. Ho iniziato imperterrito con le corse al lungomare. La prima volta è stato ovviamente più faticoso, poi è andata sempre meglio. Ultimamente però mi sono dedicato soprattutto a esercizi cardio svolti più comodamente a casa, tralasciando quindi l’app Runtastic a favore dei video su youtube.

Lo so, non è un metodo scientifico il mio. Qualcuno leggendo potrebbe anche adirarsi domandandosi perché non sia andato ad esempio da un dietologo. La verità è che vorrei farcela da solo. Devo imparare a dire di no o anche a limitarmi, pur continuando a mangiare ciò che mi va, tutto questo almeno fino a quando condurrò questa vita così sedentaria. E’ una sfida, una prova, e voglio vincerla. Le camicie e le giacche al momento inutilizzabili sono lì ad aspettarmi e io non vedo l’ora di poterli indossare nuovamente.

 

Domanda

Ma un giorno gli italiani decideranno mai di scendere in piazza per far valere i propri diritti? O fanno chic solo gli ipocriti cortei a favore dell’illegalità?

no comment

 

Siracusa in 9 scatti

Lasciata Ragusa ci siamo diretti  a Siracusa per l’ultima breve tappa della nostra vacanza.

Dai tesori barocchi siamo passati quindi alle splendide testimonianze di antiche civiltà e all’eleganza dell’isola di Ortigia. La differenza tra i due posti è risultata subito evidente: diversa la confusione, diversi i colori.

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Anfiteatro romano

Siamo arrivati nella tarda mattinata e dopo aver parcheggiato,  sistemato  i bagagli in camera e ascoltato le dritte del simpaticissimo Giuseppe, il proprietario del b&b, ci siamo subito attivati per quella che sarebbe stata una lunga giornata, fisicamente probante ma allo stesso tempo piacevolissima.

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Teatro greco

La prima tappa è stata il Parco Archeologico. Al prezzo di 10 euro di ingresso abbiamo potuto ammirare splendide antiche testimonianze  come  l’orecchio di Dioniso, il teatro  greco e l’anfiteatro romano. Il parco è veramente ben mantenuto ed è un piacere girare tra i suoi verdi sentieri nonostante l’inaspettato clima torrido. Tessa ne è stata deliziata, la sua passione per l’archeologia è stata stavolta ben ripagata.

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Tessa in giro per il Parco archeologico

Dopo un piccolo pit-stop in stanza per lasciare qualche indumento di troppo abbiamo subito ripreso il cammino stavolta dirigendoci verso l’isola di Ortigia. Due ponti collegano l’isola al resto della città, è sempre Siracusa ma sembrano due mondi differenti. Subito ci si ritrova davanti una bellissima piazza dominata dai resti del Tempio di Apollo. Da lì ci siamo diretti a sinistra, verso il mercato. Non siamo andati lì a caso e non abbiamo aspettato di pranzare alle due per nulla, noi volevamo il panino di Borderi.  La coda allo stand è durata un’ora ma ne è valsa davvero la pena. Il sig. Borderi è uno spettacolo. Guardarlo condire quei panini con quella sua incredibile maestria è stato veramente fantastico. Lui intanto parla, racconta, insegna,  filosofeggia, scherza, si indigna e di tanto in tanto tira qua e là sugli avventori qualche fetta di mortadella appena affettata, o qualche mozzarella appena legata. Cinque euro per un chilo di bontà alta una quindicina di centimetri che ci è servita da pranzo e cena.

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Orecchio di Dioniso

Pieni e felici ci siamo avventurati quindi per le vie dell’isola. Non è grande, si gira in poche ore, ma è bella, pulita, solare, con splendidi luoghi.  Un vero gioiellino.

Piazza del Duomo è davvero fantastica. Si estende in grandezza con la sua pianta rettangolare e ti viene quasi voglia di correre a perdifiato in tutte le direzioni. Libertà. La cattedrale è decentrata su un lato lungo ma attira su di se l’attenzione con le sue dimensioni e lo splendore della sua facciata.

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Piazza Duomo con la cattedrale sulla destra

Prendendo  una via che scende dal lato corto opposto costeggiando la bella chiesa di Santa Lucia alla Badia si giunge al papireto e alla piazza adiacente esposta al sole da cui si può ammirare una splendida vista della costa. E’ da qui che partono le due passeggiate sul mare: sulla sinistra lo stretto lungomare Alfeo, con i suoi locali, e, ad un livello più basso, sulla destra,  il nuovo Foro Vittorio Emanuele II  che con le sue dimensioni sono sicuro che in estate si trasformi in un vero e proprio luogo di attrazione e ritrovo per migliaia di persone (li conterrebbe tutti senza problemi).

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Chiesa di Santa Lucia alla Badia in Piazza Duomo

Il pomeriggio è stato allietato dall’incontro con due dei ragazzi conosciuti l’anno scorso alle Eolie. E’ stato davvero bello rivedersi. Insieme abbiamo passeggiato per le caratteristiche strade, poi abbiamo preso posto davanti ad un gazebo parlando e  ridendo tanto davanti ad un irresistibile bicchiere rinfrescante di un intruglio a base  di sciroppo alla menta, succo di limone, Schweppes e granita al limone. Ne ho bevuti tre bicchieri almeno.

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Lungomare Alfio

La serata finisce con un ultimo giro insieme per godere del tramonto sul mare, un selfie  di gruppo da inviare agli altri due ragazzi dell’avventura della scorsa estate, i saluti e la promessa di rivedersi presto, poi  il rientro a piedi verso il b&b.

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Veduta di Siracusa dalla piazza accanto al Papireto

Il mattino dopo è il momento della ripartenza. Prima di metterci  in marcia per attraversare quasi per intero la Sicilia c’è un’ultima cosa ancora da vedere, in fondo l’abbiamo ad appena qualche metro. E’ il santuario della Madonna delle lacrime, con la sua pianta circolare e la sua cupola che è un punto di riferimento per tutta la città. Una chiesa diversa, particolare,  moderna ma comunque affascinante.

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Santuario Madonna delle lacrime – interno

Finisce così il nostro breve soggiorno nella costa orientale della Sicilia. Di questi giorni ricorderò soprattutto le persone che abbiamo incontrato e conosciuto, persone affabili, gentili, a volte strane ma tutti innamorati pazzi della loro terra, un attaccamento che raramente ho visto in altri posti.

 

Episodio 30 – Passato in sospeso

-Si zia! Si tutto bene… tranquilla… davvero…

-Da quando hai fatto quell’incidente in Sicilia ogni volta che non mi rispondi al telefono penso al peggio.

– Non devi preoccuparti zia, e poi lo sai no? Se mi dovesse capitare qualcosa verresti a saperlo immediatamente!

-Certo cara. Ma poi? Com’è proseguita la vacanza? Dai su racconta!

-Beh, Ferenc per fortuna si è ripreso prima del previsto, dopo una settimana siamo stati entrambi dimessi senza eccessive conseguenze, la decisione di rimanere è stata naturale. L’unico problema è stato chiedere ulteriori giorni di ferie, lui non ha avuto problemi in questo, io invece ho dovuto penare un po’ ma alla fine mi sono state accordate anticipando quelle non ancora maturate.

-Brava Lucia! E’ questo lo spirito con cui ho cercato di farti crescere, è così che voglio sentirti.

-Mi manchi zia. E poi  mi fai ripensare a quei momenti. Ero felice! Finalmente ho capito cosa si prova ad esserlo, è una sensazione bellissima. Pensa che usciti dall’ospedale siamo andati subito al B&B che avevamo prenotato, ci hanno accolti a braccia aperte, si sono presi cura di noi nonostante il paese fosse in fermento per la festa degli aquiloni, sono stati veramente ospitali e abbiamo trascorso dei giorni meravigliosi.

-Cos’è la festa degli aquiloni?

-E’ un evento che si tiene una volta l’anno, sta diventando una tradizione, richiama professionisti da tante parti del mondo e accoglie una moltitudine di turisti. Che bello zia! Guardavi il cielo e vedevi tante macchie colorate di tutte le forme possibili, come in un sogno. Siamo tornati bambini, camminavamo sempre con il naso all’insù. E poi non puoi neanche immaginare le prelibatezze che ho mangiato: pesce di ogni genere, ed i dolci: cassate, cannoli…

-E la colazione? Ricordo che anni fa, quando lo zio mi portò in Sicilia, la colazione era qualcosa di speciale!

-Oh si zia, ogni mattina una granita diversa: al limone, alla fragola, alla mandorla, all’anguria e a chissà cos’altro, e io ci inzuppavo anche quelle prelibate brioches. E poi i cornetti, qualche piccola pasta, che loro chiamano piccola ma non ha niente a che vedere con la nostra piccola pasticceria…

-Senti piccola, ma…

-Dimmi zia!

-Come mai mi ha chiamata Marco?

-Eh… zia…Scusa devo andare! Stanno suonando alla porta! Ci sentiamo presto…ah! Non dimenticarti che ti voglio bene.

“Prima o poi dovrò affrontare anche questa questione” pensò Lucia riattaccando la cornetta e correndo verso la porta di casa. La aprì con estrema sicurezza.

-Ferenc, amore!?? Sei tu??

-Ciao Lucia….

-Marco! Che…che ci fai tu qui? Come hai fatto a trovarmi?

-Pensi davvero che sia stato difficile? Ti prego adesso, fammi entrare e chiariamo tutto! Non hai ancora risposto a quella mia domanda. Non me ne andrò finchè non lo farai.

Scritto in collaborazione con Marta Vitali di Pensieri Loquaci

Breaking Bad

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Penso sia doveroso iniziare a parlare di questa serie TV dando voce direttamente ai riconoscimenti ottenuti. Solo nel 2013 Breaking Bad  è stata  classificata dalla Writers Guild of America come la tredicesima serie meglio scritta di tutti i tempi  e dalla Guinness World Records   come la serie con la più alta valutazione di sempre. Ha vinto 16 Emmy (il più importante premio televisivo a livello internazionale) e  2 Golden Globe (riconoscimento annuale ai migliori film e programmi televisivi della stagione), e se ciò non bastasse anche 8 Satellite Award, 12 Saturn  Award e tanti altri premi minori. Detto questo, come potrei io descriverla  in modo più convincente?  Dovessi definirla con una sola parola direi COINVOLGENTE. Si, coinvolgente! Perché vi lascerete rapire completamente dall’intelligenza del sig. White, dal modo in cui riesce a risolvere i problemi più ostici, dalla sua parabola da umile e sottomesso insegnante di chimica colpito dal cancro e sull’orlo del lastrico economico a potente produttore e trafficante internazionale di metanfetamina , e  si, sembrerà strano ma resterete colpiti  anche dalla sua umanità.

In fondo, prima di prenderci gusto, prima di capire quanto sia bravo e quanto ciò lo faccia sentire vivo, prima di zittire quella frustrazione mai sopita per aver perduto soldi e gloria dopo aver lasciato l’azienda appena messa su con i due suoi migliori amici, prima di tutto questo, la finalità era delle migliori ovvero potersi permettere di pagare le cure per combattere il tumore. Tutto nasce quindi da una critica al sistema sanitario USA dove  non puoi curarti se non hai i soldi e quindi un’ottima assicurazione,  non chi è nelle condizioni del sig. White,  un comune insegnante di chimica con moglie disoccupata, un figlio adolescente affetto da paralisi cerebrale e una nuova figlia in arrivo. Un uomo che ama profondamente la famiglia, una famiglia allargata che comprende anche i due cognati, Marie e Hank, infermiera cleptomane lei, tostissimo capo della DEA lui, la legge incorruttibile, dura e spietata, totalmente ignara di bere, mangiare, chiacchierare e ridere continuamente con la sua nemesi, l’inafferrabile e temutissimo Heisenberg.  E per il sig. White è un membro di questa famiglia anche  Jesse Pinkman, suo alunno prima e socio poi,  che lo introduce nel mondo dello spaccio e che nonostante tutte le liti ed i fraintendimenti  considera come un figlio, prendendosene cura fino all’inevitabile fine.

E poi c’è il re del traffico dei narcotici, lo spietato quanto insospettabile  Gustavo Fring, ed il suo braccio destro, il durissimo Mike; l’originalissimo avvocato Saul Goodman con i suoi contatti e le sue consulenze;  Steve Gomez, il fidato collega di Hank; Krysten e Andrea, le due sfortunate  compagne di Jesse;  Hector Salamanca, ex capo del cartello, ora anziano, muto e sulla sedia a rotelle. Amici, amanti, conoscenti, guardie del corpo, contatti, killer, autolavaggi e altro ancora… tutti gli ingredienti per una serie tv impossibile da perdersi perché tocca tutte le corde emozionali dell’uomo. Una serie unica,  meravigliosa.

Trama

Per trovare i soldi necessari a pagare le cure per  il tumore appena diagnosticatogli, un professore di chimica inizia a produrre e spacciare metanfetamina insieme ad un suo ex alunno. Col tempo assumerà il controllo del traffico internazionale della sostanza. Intanto suo cognato, tosto capo della Dea, è completamente assorbito nella ricerca di un certo Heisenberg…

Stagioni:  5

Episodi:  62

Durata episodio:  45 min circa

Voto:   ●●●●●  imperdibile!!

 

Giro d’Italia #100

Lo dico subito, io di ciclismo non ne capisco una beata mazza. Non mi appassiona, non lo seguo. Una volta magari ero più sul pezzo, parlo di quando da bambino stavo con mio nonno che non si perdeva mai una tappa, oppure quando Pantani ci rendeva tutti orgogliosi con le sue indimenticabili scalate.

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Intrattenimento prima della partenza

Nonostante lo scarso interesse verso questo sport martedì però non ho potuto non presenziare alla partenza della quarta tappa della centesima edizione del Giro d’Italia visto che ha preso il via proprio dalla mia piccola ma meravigliosa città.

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E’ stata una mattinata bellissima con un’atmosfera davvero gioiosa ed un entusiasmo travolgente da parte di tutti. Le strade sgombre di macchine sono state prese d’assalto dalla gente venuta da tutto il circondario. Tantissimi  erano vestiti di rosa grazie anche ai pacchetti in offerta venduti dai gazebo ufficiali arrivati già dal giorno prima. Tantissimi erano in bici e quasi si mischiavano agli atleti.

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Barbara Pedrotti

Sotto  un gradevole sole di una giornata di inizio estate i giornalisti dalle loro postazioni sul  lungomare non nascondevano la loro espressione più stupita di fronte a tanta bellezza e calore e tessevano le lodi del luogo durante la diretta o la registrazione dei servizi (presenti anche Bartoletti e De Zan).

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Ingresso del Trofeo del Giro

Prima della partenza,  durante la presentazione dei team in gara e la firma degli atleti, tanto intrattenimento con la musica di altissima qualità di Radio2 (e qualità davvero visto gli artisti fatti ascoltare tra cui The Clash, Depeche Mode e Led Zeppelin!) e soprattutto con la meravigliosa, simpaticissima e, non me l’aspettavo, preparatissima Barbara Pedrotti che ci ha davvero incantati.

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Firma degli atleti
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Presentazione squadre
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Nibali

Poi la presentazione dei colori delle maglie, l’ingresso del trofeo, i  balli, le belle ombrelline e gli applausi ai siciliani in gara con Nibali in testa.

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Trofeo in mostra

Alle dodici e trenta tutto era già finito. I ciclisti riuniti in un compatto  gruppone hanno percorso in pochi minuti le strade (passando anche davanti casa mia) lasciando sorrisi sulla bocca di tutti, sorrisi che non si vedevano da un bel po’.

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Autografi
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Via alla tappa

Il Giro d’Italia ha portato una grossa ventata di gioia e ottimismo. Ne avevamo bisogno.

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Barbara Pedrotti

Incubi & Deliri

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L’idea è davvero geniale:  riunire in un’unica serie TV le trasposizioni cinematografiche di alcuni racconti brevi del re. Il titolo, Incubi & Deliri, in realtà è fuorviante perché gli otto racconti contenuti sono estrapolati da diverse raccolte di racconti, non solo quindi da quella che dà il titolo alla serie TV ma anche da  A volte ritornano e Tutto è fatidico. Tutti gli otto racconti sono ben girati anche se alcuni potevano rendere molto di più. Il livello non è per nulla equilibrato e la bellezza dell’intero progetto è tenuta a galla quasi esclusivamente da tre racconti: Campo di battaglia, E hanno una band dell’altro mondo e Autopsia 4. Per il resto ( si ricordano soprattutto la bellezza della protagonista femminile in Crouch End, la disperazione paterna in L’ultimo caso di Umney ed il ritratto cangiante in Il virus della strada va a nord) si poteva certo scegliere di meglio potendo attingere da un numero indefinito di ottime storie.

 

Trame

Campo di battaglia  (tratto da:  A volte ritornano) ●●●●●

Un killer professionista uccide il presidente di una fabbrica di giocattoli. Al ritorno a casa si vede recapitare un pacco proveniente proprio dalla stessa fabbrica  contenente un set di soldatini. Inaspettatamente questi prendono vita e ben armati  cercano di vendicare il loro proprietario.

Crouch End  (tratto da:  Incubi & Deliri) ●●○○○

Due sposini si trovano a Londra in luna di miele quando, recandosi a cena da un amico, si perdono per strada nel quartiere di Crouch End rimanendo vittime di strani fenomeni e dimensioni parallele .

L’ultimo caso di Umney   (tratto da: Incubi & Deliri) ●●○○○

Uno scrittore disperato per la morte del figlio in un incidente nella piscina di casa si rifugia nella scrittura finchè, per reagire alle provocazioni della moglie, decide di catapultarsi all’interno dei suoi romanzi hard boiled prendendo il posto del suo protagonista  che si ritroverà invece a sostituirlo nella vita reale.

La fine del gran casino  (tratto da: Incubi & Deliri) ●●○○○

Un documentarista racconta della sua infanzia in compagnia del geniale fratello minore, della loro crescita, di come un giorno lui gli abbia rivelato di aver trovato l’antidoto alle violenze ed alle guerre nel mondo, di come abbia attuato il piano e come questo abbia portato a conseguenze ben più nefaste.

Il virus della strada va a nord   (Tratto da: Tutto è fatidico) ●●●○○

Un famoso romanziere horror, di ritorno da un tour promozionale, acquista in un mercatino privato un tetro quadro in cui è ritratto un ragazzo dal ghigno infernale alla guida di un’auto. Il romanziere porta quindi con se il nuovo acquisto capendo presto di aver fatto uno sbaglio: il ritratto cambia continuamente e  lascia lungo il tragitto una terribile scia di sangue.

Il quinto quarto  (Tratto da: Incubi & Deliri) ●●●○○

Appena uscito di prigione e ritrovata la moglie dopo sette anni Willie si ritrova coinvolto con un amico in una caccia al tesoro: dovranno impossessarsi degli altri tre pezzi di una mappa che indica il nascondiglio di un bottino milionario

Autopsia 4   (Tratto da:  Tutto è fatidico) ●●●●○

Sta per iniziare l’autopsia di un ricco imprenditore colto da infarto durante una partita di golf. I medici non sanno però che è vivo e cosciente  ma temporaneamente paralizzato per il morso di un serpente…

E hanno una band dell’altro mondo   ( Tratto da: Incubi & Deliri) ●●●●●

Una coppia in vacanza sbagliando strada in auto si ritrova in una strana cittadina chiamata Rock’n Roll Heaven tra i cui abitanti troveranno vecchie rockstar decedute come Elvis, Orbison, Buddy Holly, Hendrix etc…

 

Stagioni:  1

Episodi:  8

Durata episodio:  40 min

Voto medio:   ● ● ● ○ ○  occasione sprecata

King, Sun Tzu, Ciarla: nuove recensioni

Questa volta cambio modalità di presentazione per le mie mini recensioni degli ultimi quattro libri letti. Questa volta pubblico direttamente qui le novità. Ovviamente vi invito comunque a visitare la pagina Letture 2017 anche solo perchè ho rivisto i voti dei titoli normalizzandone i giudizi.

Ecco dunque le mie ultime letture:

Battisti-Panella da Don Giovanni a Hegel – Ciarla  ● ● ● ● ●    (20/03/2017 – 06/04/2017) new

E’ un libro davvero importante questo. E’ unico! Il solo che offre una comprensibile chiave di lettura dei bianchi, i lavori del duo Battisti-Panella, dei singoli album, delle singole canzoni, tra gli album, tra le canzoni, delle copertine, tra le copertine. Ne avevo già parlato qui al momento dell’acquisto ma solo leggendolo ho compreso la grandezza di brani prima per me insignificanti. Un percorso davvero illuminante che si snoda in tanti altri significati posti su piani diversi. Davvero fantastico. Un libro che ogni fan dovrebbe avere. Unica pecca è quella di non riuscire a volte a chiarire in modo semplice le tematiche. In alcuni casi si fa un po’ fatica a stare dietro alla spiegazione, come nel caso di parte dei brani di L’apparenza, ma certi argomenti hanno riferimenti così intellettualmente elevati…magari la mancanza è la mia.

L’arte della guerra – Sun Tzu  ● ● ○ ○ ○  (27/03/2017 – 17/04/2017) new

Composto nel IV secolo a.C. è ancora oggi il trattato di strategia militare più studiato, una lettura obbligatoria nei corsi di management, marketing e tante altre discipline. Diviso in tredici piccoli capitoli fornisce delle sagge indicazioni per la gestione di una campagna militare, ma sono oggi soprattutto preziose riflessioni per emergere in ambito lavorativo e nella vita di tutti i giorni. Una lettura semplice, leggera ma intelligente, riflessiva e soprattutto utile.

Fine turno – S. King  ● ● ○ ○ ○ (06/04/2017 – 23/04/2017) new

Fine turno è la degna chiusura della trilogia del Re che ha come protagonista il detective Hodges ed i suoi fidi collaboratori. Questo terzo capitolo si collega direttamente al primo in quanto è uguale la nemesi: il sadico Brady Hartsfield (non ho letto il secondo capitolo ma so che in quel caso i nostri combattono altra gentaglia). Questa volta però Brady è apparentemente immobile nel suo letto d’ospedale, ancora convalescente dal primo scontro, e non è facile collegarlo a tutte le strane e sanguinarie vicende che si susseguono. A mio avviso si tratta di un buon libro ma non paragonabile al primo che è superiore in pathos e fluidità della trama. Un gradino sotto le aspettative che noi fedeli lettori riponiamo nel Re.

Ossessione – S. King  ● ● ● ● ○    (24/04/2017 – 28/04/2017) old 2°

Uno dei primi romanzi del Re, scritto ancora prima di Carrie (sua prima pubblicazione) e poi edito successivamente sotto lo pseudonimo di Richard Bachman (come altri suoi romanzi prima di essere scoperto). Ossessione è però un titolo che oggi non è più possibile trovare  in commercio, l’unica speranza di averlo è quella di trovarlo di seconda mano da qualche pazzo che vuole disfarsene, un po’ come è successo a me, se non per il fatto che mi è stato regalato. Questo libro è stato messo al bando parecchi anni fa dallo stesso King, non voleva avere sulla coscienza altri tentativi di emulazione. La trama è infatti tristemente comune nelle cronache degli Stati Uniti: un ragazzo entra armato in un liceo e prende in ostaggio la sua classe. Ovviamente questo sarebbe stato troppo scontato per un genio come lui,  quindi il Nostro ci va giù pesante con la psicologia trasformando la “detenzione” in una catarsi collettiva, un’esperienza costruttiva dove ognuno riesce a liberarsi dei propri segreti e tabù più reconditi. Le conseguenze non saranno uguali per tutti.  A mio avviso un gran libro.

 

Horror calling

La prima parte di questo racconto prende spunto da un’esperienza personale. La trama e le sensazioni sono le stesse, solo che al capo opposto della cornetta c’era una persona in carne ed ossa, mio zio, fratello di mio nonno, che non sentivo da circa venti anni. Non lo auguro a nessuno.

Il telefono cominciò a squillare.

Marco stava sonnecchiando davanti la tv e non udì subito il suono che gli giunse inizialmente ovattato dal suo stato di dormiveglia. Ebbe tutto il tempo di mettersi a sedere e scrollare un po’ la testa come per accelerare il risveglio. Il telefono continuava a squillare, chi chiamava doveva avere qualcosa di importante da dire.

Ricordò di essere rimasto solo a casa, i suoi genitori erano usciti un paio di ore prima per una visita, quindi raccolse tutte le forze, si alzò e si diresse verso il cordless senza neanche prima spegnere la TV.

Giunse nel corridoio, sollevò il ricevitore dalla base e premette il pulsante di risposta.

-Ciao Marco, ce ne hai messo di tempo!

Un’ondata di gelo pietrificò immediatamente il corpo del ragazzo che non riuscì a proferire parola. “Quella voce” pensò “non è possibile…lui…lui…non è possibile!”

-E allora? Non mi saluti neanche?

La ragione stava spasmodicamente cercando di trovare un senso, un appiglio ben saldo per non cadere nel baratro  della pazzia. Era veramente suo nonno quello al telefono? Lo stesso suo adorato nonno  che li aveva lasciati 4 anni fa? Non aveva dubbi, la voce era inconfondibile, ma non poteva essere vero.

Stava per iniziare a balbettare qualcosa di risposta quando sentì suonare alla porta. Come in uno stato di trance posò il ricevitore sul tavolo e si avviò verso di essa. Mentre percorreva a passo lento quei pochi metri riusciva a sentire quella voce continuare a gracchiare dal telefono:

-…pronto…Marco…pronto…mi senti?…

Giunto a destinazione afferrò la maniglia per aprire la porta proprio mentre da fuori il citofono suonò nuovamente. Lasciò la presa e guardò dallo spioncino, non c’era nessuno.

Cadde in ginocchio, gli occhi sbarrati,  poi si sedette poggiando la schiena alla porta e coprendosi le orecchie con le mani come per difendersi da un rumore assordante, non sapendo che tutte quelle voci urlanti stavano dentro la sua testa priva ormai di ogni cognizione.

I genitori al ritorno avrebbero faticato un bel po’ ad entrare.

La cura

Insonnia, di nuovo. E poi mal di testa, nausea,  impossibilità a respirare, naso colante, occhi gonfi, lacrime. Vita sociale a rischio.

Stavolta ho detto basta e dopo quasi venti anni ho preso un appuntamento da un buon allergologo. Sapevo già di essere allergico alla parietaria e a chissà cosa altro, e per anni, quando colpito dalla periodica potente reazione, sono andato avanti ad aerosol con gli stessi due medicinali di sempre. Adesso ho però ritenuto necessario  rimettere le carte in tavola e cominciare da zero un processo serio di cura definitiva e non più palliativa (che comunque di palliativo c’è stato ben poco).

La visita è stata davvero gratificante. Il medico, simpatico e molto preparato, mi ha fornito un sacco di informazioni utili di base, dai consigli per gli acquisti dei medicinali al giusto modo di somministrare lo spray  per via nasale (sembra una sciocchezza ma è davvero importante farlo nel modo giusto se si vogliono ottenere dei risultati).

Ha eseguito diversi test dai quali è venuto fuori come per me il naso sia solo un’inutile escrescenza (anche abbastanza prorompente) del mio corpo. E’ efficiente solo al 5% e questo proprio per via del mio stato allergico. Mi ha spiegato cosa questo voglia dire per i miei bronchi, per la mia voce nasale, ma mi ha anche promesso che seguendo la sua cura con costanza e dedizione presto tutto questo sarà solo un brutto ricordo.

Ho anche rifatto i test sul braccio che si è subito trasformato in una catena montuosa. Sono allergico quasi a tutto, alla polvere superlativamente, in modo importante anche alla parietaria, alle graminacee, all’assenzio (non la bevanda dai risvolti psichedelici ma semplicemente, se ricordo bene, i fiori di campo), e in maniera più leggera anche all’olivo, al cipresso e al pelo di gatto. Per fortuna non lo sono a  quello di coniglio.

Oggi ho speso più di cinquanta euro in spray, però chissenefrega, l’importante è tra quindici giorni poter offrire un caffè al medico al bar dell’ospedale, vorrà dire che sarò già migliorato tantissimo.

#RitornoalLICEO pt. 10 – Boom!

Lezione di italiano, quinto anno. Improvvisamente la porta si apre con violenza, sbatte sul muro, boom! Mariano, il mio migliore amico, un anno più piccolo, adesso in Cina per lavoro,  entra tenendo per il colletto Vanni che aveva chiesto di andare in bagno ma non era più rientrato. Lo tiene davanti a sé strattonandolo, come un rozzo piedipiatti che ha appena acciuffato un delinquente, poi gli molla un bel calcio nel sedere e gli urla: “adesso vatti a sedere al tuo posto e segui la lezione”, si strofina le mani come se si fosse disfatto di qualcosa di sporco, gira i tacchi e se ne va chiudendosi la porta dietro, non prima di averci regalato un bel sorriso complice e soddisfatto.

Noi restiamo di sasso, increduli. Vanni si siede, ride imbarazzato, come se fosse stato tutto organizzato. Il prof scuote la testa tra il divertito ed il rassegnato, e poi ricomincia spiegare. In fondo Mariano è suo nipote.

Teaser Tuesday Special

Questo è un Teaser diverso, edizione limitata, Special, perché è un upgrade di quello che abitualmente sono solito pubblicare. Cosa ha di particolare? Due semplici caratteristiche: non solo l’estratto non è scelto a caso ma è anche accompagnato da un piccolo commento.

Sono rimasto particolarmente colpito da una frase di questo libro perchè descrive perfettamente la situazione in cui oggi mi ritrovo. Le mie  condizioni e aspirazioni sono diverse da quelle dello scrittore ma la realtà è uguale. Sono ormai un paio di anni che aspetto invano un qualcosa che dia sale alla mia vita. Intanto vivacchio mentre il tempo scorre (e non lo riprendi più) ed i fortunati mordono la vita godendosene i frutti.

Questo è un libro particolare, un pilastro della letteratura del 900, più per ciò che ha rappresentato che per il suo innovativo stile che fu ispirazione per la beat generation e per molti altri scrittori (Bukowski ad esempio). Il suo linguaggio esplicito, quasi pornografico, diede non pochi problemi a Miller che attraverso continui  flussi di coscienza racconta la sua vita da squattrinato per le vie della Parigi degli anni 30.

Il caso curioso e su cui rifletto spesso è però che trovo, ho trovato, molta più umanità e poesia in questi libri “osceni” piuttosto che in titoli osannati e politicamente corretti.

E’ solo un caso?

Titolo: Tropico del Cancro

Autore:  H. Miller

Pagina: 90

Per una qualche ragione l’uomo cerca il miracolo e per ottenerlo è pronto a guadare un fiume di sangue. Si corromperà con le idee, si ridurrà un’ombra, purchè per un secondo soltanto della sua vita possa chiudere gli occhi alla cattiveria della realtà. Ogni cosa si sopporta: sfacelo, umiliazione, miseria, guerra,  delitto, ennui – nella fiducia che dalla sera alla mattina accada qualcosa, un miracolo,  che ci renda sopportabile la vita. E intanto dentro di noi gira un contatore e non c’è mano che possa raggiungerlo e fermarlo. Intanto qualcuno mangia il pane della vita e ne beve il vino…”

Gli ultimi, lo prometto (e le birre)

Vi ricordate quante volte ho promesso che non avrei più comprato libri? Penso di si. E in effetti ci sono anche riuscito, sicuramente  ho abbattuto gli acquisti di un bel 90%. Però dovreste anche ricordare del buono regalatomi dalla mia collega Sole qualche tempo fa, ne parlai qui.

Questi soldi dovevo pur spenderli no? Anche per farle piacere. Così dopo mesi questa mattina ho deciso di farlo. Ho definitivamente messo in un angolo al momento l’opzione puzzle perchè il mio prossimo futuro al momento è così indecifrabile che non saprei poi cosa farmene di questi nuovi quadri, dove li potrei appendere? E poi tra poco entriamo in pieno clima estivo e non avrò sicuramente tempo da dedicare a questa attività. Così ho deciso di acquistare un paio di libri, anche perchè 1Q84  di Murakami non posso non leggerlo, e ultimamente su Facebook ho visto fin troppi post e commenti inneggianti a Duma Key, uno dei pochi libri del Re che non ho ancora letto. Beh, è fatta, ho acquistato entrambi. Ho informato Sole ovviamente, mi ha risposto felice con un messaggio vocale per farmi ascoltare la voce maschile con cui si è alzata stamattina.

Per i puzzle ci sarà tempo, quando capirò cosa sarà di me. Una cosa è certa, la mia casa avrà una sua determinata caratteristica, sarà colma di quadri: foto artistiche dei miei viaggi, foto personali da mostrare, qualche futuro acquisto artistico, diplomi e attestati di vario genere….e puzzle.

P.S a proposito di clima estivo. Questo weekend sul lungomare c’è la sagra della birra, vari stand con diverse piccole aziende autoctone produttrici. Tutto km zero, o quasi. Ci sono già stato ieri sera, davvero una bella manifestazione, con musica dal vivo, gente, vecchi amici,  e turisti stranieri a frotte. Belle sensazioni.

Episodio 29 – Dolorose coincidenze

“Non credevo fosse possibile ma ancora una volta la vita mi sta prendendo alla sprovvista. Una sorpresa, una brutta sorpresa. Io mi ero immaginata tutt’altro. Nel mio film io e Ferenc correvamo lungo la spiaggia mentre degli aquiloni ci volavano accanto…Il blu del mare faceva da cornice a questo splendido ritratto”.

– Avevamo un sacco di progetti ed è andato tutto in frantumi. Quello stupidissimo animale che ha attraversato la strada!  Eravamo felici, stavamo vivendo un momento magico.

– Signora si calmi…Dobbiamo ricostruire l’accaduto, signora, abbiamo bisogno del suo aiuto.

– Portatemi in ospedale, voglio stargli vicino. Ho bisogno di lui. Ha bisogno di me.

Erano trascorse già due ore dall’incidente ma Lucia continuava a piangere, disperata. Nulla riusciva a tranquillizzarla.

– Signora…signora!signora! E’ svenuta… Presto, portate un bicchiere d’acqua e accompagniamola in ospedale.

_

-Ferenc. Dove sei?

-Dottoressa,  si è svegliata?

-Mi dispiace.. Non ancora, credo che si sveglierà presto…Mi scusi, lei è?

-Sono un suo amico d’infanzia. Ho visto l’incidente, l’ho riconosciuta… Sono corso qui dopo la deposizione al commissariato, ora posso solo attendere… Come sta il ragazzo che era con lei?

-No guardi mi dispiace… Non posso per la privacy…

-Dottoressa la prego…

-E va bene… Faccio uno strappo alla regola… è piuttosto grave, lo trova nell’altra ala del reparto. Non è sotto la mia custodia quindi non posso darle i particolari, so solo che tra i due ha avuto la peggio. Noi occupiamoci di lei. Mi sa dire come si chiama?

-Lucia, Si chiama Lucia Saetta. Non la vedevo da un po’, si era trasferita all’estero…è stata una coincidenza incredibile.

La dottoressa non fece in tempo a rispondere che un allarme sonoro proveniente dal monitor paziente ruppe la già flebile serenità della stanza.

– Fuori! Fuori dalla stanza, subito!

La dottoressa azionò la procedura d’emergenza, la paziente era senza ossigeno, qualcosa le impediva il respiro.

– Cosa succede? Perché ha le convulsioni? Cosa sta succedendo?

Il ragazzo fu spinto con forza fuori, quasi urtando contro l’altro personale medico che era subito accorso dai locali adiacenti. La porta fu chiusa alle sue spalle, non gli rimase altro da fare che tornare in sala d’attesa e pregare sperando per il meglio.

Scritto in collaborazione con Marta Vitali di Pensieri Loquaci

Un pomeriggio come gli altri…

…di questo ultimo periodo. Sono nella mia stanza in modalità multitasking a sbrigare diverse cose contemporaneamente. Oggi non sono andato a correre, l’ho fatto ieri, no, oggi mi tocca una seduta strong di pettorali, addominali e bicipiti. Ho il cellulare accanto e sto in allerta, dovrebbe chiamarmi una certa Marlena da Cracovia per un piccolo colloquio telefonico in merito ad un posto di lavoro nella bella città polacca. Doveva chiamarmi alle tre e un quarto, penso che ormai se ne riparlerà un altro giorno. Intanto continuo con gli esercizi con in sottofondo Bloodflowers dei Cure.  E’ il turno di The last day of summer. Mi fermo, mi avvicino al pc con ancora aperte tutte le finestre utili al colloquio e mi lascio trasportare da questa melodia così bella…un sogno. Ripenso così a quando ho avuto la fortuna di ascoltarla dal vivo a novembre, ho i brividi. Mi sento meglio adesso. La pace la raggiungerò tra una decina di minuti, quando sarà la volta di The loudest sound. Potere della musica.

Lovely TAG

tag.jpg

Ed eccomi qui a cimentarmi in questo nuovo TAG creato da Shio. Sono subito rimasto entusiasta di questo TAG dopo averlo letto nel blog di Fulvialuna1 (che non ha nominato nessuno dando spazio a chiunque avesse voluto mettersi in gioco) e per questo  sono stato felice quando ho ricevuto l’invito a partecipare anche dalla mia amica Erigibbi. E’ un TAG che fa un po’ sognare ad occhi aperti quindi liberate la fantasia, chiudete gli occhi e rispondete alle domande, sinceramente.

 Le regole sono semplici:

 -Rispondere alle domande del TAG;
-Usare l’immagine del TAG;
-Nominare e taggare il creatore del TAG e chi vi ha nominati;
-Sono consentite fino a 3 risposte per argomento e possono essere affiancate a immagini
-Taggare 10 amici blogger e avvisarli
-Divertirvi

 1- Il vostro Lovely letterario: autori o autrici che con le loro qualità vi fanno battere il cuore attraverso i loro romanzi.

Beh, chi  segue il mio blog dovrebbe già saperlo. La regola delle tre risposte a disposizione mi permette di indicare tutti i miei scrittori preferiti: S. King, J. Fante e H. Murakami. Tra i tre quello che seguo da più tempo è sicuramente King. I suoi libri mi accompagnano da anni e mi entusiasmano così tanto da averne letti più di 50.

2- Il vostro Lovely sportivo: personaggi legati al mondo dello sport, che siano ancora in attività o in vita non importa, basta che sono riusciti a farvi sognare con le loro imprese.

Qui sono un po’ di parte. Il mito assoluto è il capitano J. Zanetti, esempio di potenza, carattere,  sportività, lealtà e onestà, un mito assoluto.  Poi ce ne sono tanti, ma tra questi un posto d’onore ce l’ha il panzer tedesco Lothar Matthaus, uno dei più grandi calciatori di sempre e idolo della mia infanzia. Il più forte che io abbia mai visto invece è sicuramente Ronaldo, il fenomeno, il dentone brasiliano non il fustacchione portoghese. Lo avrei messo in cima alla classifica se non ci avesse traditi in quel modo.

3- Il vostro Lovely cinematografico: attori o attrici che si sono guadagnati un posto d’onore nella vostra top ten cinematografica (magari raccontando anche con quale interpretazione).

 Sicuramente Tom Hanks è il mio attore preferito di Hollywood, ma adoro anche Carlo Verdone, anche se negli ultimi anni il livello dei suoi film è drasticamente calato. Film come Borotalco e Compagni di scuola restano però tra i miei film preferiti in assoluto con la loro irresistibile comicità amara.

4- Il vostro Lovely musicale: il cantante, la cantante, il gruppo, il cantautore/trice che vi fa sognare con la loro musica.

Qui è veramente dura. Dico Battisti, Litfiba e The Cure. E mi dispiace per gli altri. Il primo lo ascolto da quando sono in fasce, conosco tutta la discografia a memoria e ancora oggi lo ascolto spesso e volentieri. Qui ci colpa mio padre che ne è un fan sfegatato, ma in fondo oggettivamente nessuno è paragonabile a lui in Italia. I Litfiba invece sono il mio gruppo di riferimento, una passione tutta mia che non condivido con tantissime persone nella mia cerchia di amici. Li scoprii nel 97, ai tempi di Mondi Sommersi e da lì non li ho più abbandonati diventandone un grandissimo fan. I Cure invece li ho scoperti da poco ma mi hanno subito conquistato. Poi certo, ripeto, è dura scegliere, sono un grandissimo appassionato di musica e tra gli artisti che seguo e adoro ce ne sono un bel po’.

5- Il vostro Lovely fumettistico: I vostri idoli fumettistici! Da La Pimpa a Bonelli a Toriyama, chiunque abbia fatto breccia nel vostro cuore e per questo sono diventati i vostri preferiti.

Uno solo: il mitico indagatore dell’incubo, Dylan Dog.

6- Il vostro Lovely serial TV: gli attori che hanno fatto battere il vostro cuore (scrivete anche la serie che hanno interpretato così possiamo guardarla se interessati), ma mi raccomando, solo attori di serie TV.

Anche qui è molto dura. Direi tutti e sei i protagonisti di Friends ma non posso, quindi cito Jennifer Aniston per tutti.  Seguono l’irresistibile Jim Parsons, lo Sheldon di The Big Bang Theory e poi direi Bryan Cranston, l’indimenticabile sig. White di Breaking Bad.

7- Il vostro Lovely teatrale: Il teatro, il grande teatro e i suoi grandi interpreti, che siano di prosa, di musical o di danza classica il discorso non cambia, basta che vi hanno emozionato.

 Nessuno. Purtroppo non amo e non seguo il teatro.

 8- Il vostro Lovely televisivo: I personaggi della TV italiana che non vi stancate mai di seguire, ovviamente se la seguite xD

Non seguo molto la tv ma guardo con piacere i programmi di Paolo Bonolis. Lo ritengo oggi il maestro della tv italiana: professionale, simpatico, divertente, innovativo, serio quando serve, spigliato,  fuori dagli schemi e lontano dal comportamento ipocrita e sonnolento degli altri presentatori o comunque personaggi della tv  italiana. Per rilassarsi e divertirsi con intelligenza è l’unico a cui affidarsi.

9- Il vostro Lovely fantastico: Il personaggio di fantasia che più amate. Non l’attore o l’attrice che lo interpreta, ma proprio il suo personaggio, esempio Harry Potter ??

Mah, non saprei, l’unico che mi ha sempre affascinato è stato Batman, anche se odio i supereroi.

10- Il vostro Lovely di sempre: Colui o colei che hanno superato le barriere del tempo, che nonostante gli anni che passano, continuate a seguirlo ed a amarlo come il primo giorno (o che avete amato e ora non c’è più).

Non so davvero come rispondere, posso dire però che mi ha sempre appassionato la figura di JFK e tutto ciò che gli ruota intorno.

Nomino:

Kikkakonekka  2015 A.D. Il blog noioso per gente noiosa  Deserthouse  Idee del cuore  Il mio blog per caso La camera vagabonda  I discorsi dell’ascensore  Diario di un’eterna incompleta  Il salotto irriverente  Pensieri loquaci

Tiramisù di mare

vongole.jpg

In un precedente post vi avevo confessato che era mia intenzione in questo weekend riprendermi da questo brutto periodo e dalle beghe con gli  assurdi modus operandi delle agenzie interinali attraverso il cibo, o meglio un particolare piatto, nonostante il mio regime dietetico che comunque sto riuscendo a portare avanti con discreto successo (per i risultati vi farò sapere tra un mese).

E a tavola cosa riesce a farmi sentire felice e appagato se non un bel piatto di spaghetti con le vongole?  fatti da me of course!

Ecco per voi quindi un piccolo assaggio, una foto che ho tentato di rendere un pò artistica inserendo qualche sfocatura.

Per la ricetta se siete interessati sono disponibile a condividerla 🙂

Buon appetito

 

Teaser Friday

Ormai l’idea che la mia amica  Erigibbi  ha condiviso con tutti noi è diventato un appuntamento periodico anche per me.

Le  regole sono le seguenti, molto semplici:

  1. prendi il libro che stai leggendo.
  2. aprilo ad una pagina a caso.
  3. condividi un estratto di quella pagina.
  4. occhio agli spoiler! assicurati di non dire troppo.
  5. riporta titolo ed autore, così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dal teaser.

 

TITOLO:  On Writing

AUTORE:    Stephen King

Pag: 88

 

Mia madre fu sepolta vicino alla Congregational Church a Southwest Bend; la chiesa che aveva frequentato a Methodist Corners, dove mio fratello e io eravamo cresciuti, era chiusa per il freddo. Pronunciai io il discorso di commiato. Credo di essermela cavata bene, considerato quanto ero sbronzo.

Nonna

Seduta sulla sedia

ricordando i vecchi tempi

mentre l’ugghia sale e scende

disegnando arte antica.

 

Camicie strappate

In questi giorni ho strappato una nuova camicia. Camicia di buona qualità. La seconda nel giro di quattro mesi.

Come?

Semplicemente sedendomi.  STRAAAAP e l’asola non riuscendo a sostenere più lo sforzo si è aperta di qualche centimetro. A quel punto mi sono davvero vergognato e ho capito che ho davvero superato il limite della decenza. E poi al momento non sono neanche nelle condizioni  economiche di poter aggiornare il guardaroba.

Ho fatto passare le vacanze pasquali perché non mi capita tutti i giorni di gustare dell’ottima carne alla brace (stigghiola comprese), ma da ieri non solo sono a ”dieta” ma mi sono anche imposto di ricominciare l’attività fisica. Che vuol dire questo? Che ho scaricato ben due app che penso (spero) mi aiuteranno a tenere il processo sotto controllo: Fitbit e Runtastic. Fitbit mi sarà utilissimo per limitarmi col cibo ed aiutarmi a mangiare meglio scegliendo in base alle calorie, Runtastic invece mi servirà a monitorare i  miglioramenti nella corsa e quindi la mia condizione fisica. Visto infatti che la caviglia è ormai quasi ko per poter riprendere col calcio e che non ho voglia per vari motivi di iscrivermi nuovamente in palestra non mi rimane che il jogging.

Dopo un anno e mezzo ieri pomeriggio sono quindi sceso in spiaggia a correre un po’ ottenendo  questi risultati:

Tempo: 24 min e 42 sec

Spazio percorso: 3,35 km

Velocità media: 8.1 km/h

Calorie bruciate: 288 K

Penso che come inizio possa bastare. Adesso viene il difficile, ovvero continuare imperterrito questo nuovo stile di vita, anche se sabato vorrei tanto gustarmi un bel piattone di spaghetti alle vongole Neogrigio style. E’ da tanto che non ne mangio e uno strappo alla regola, uno solo, posso anche farlo.

P.S. ma di tutte quelle uova di cioccolato cosa me ne faccio adesso?

Carrambate pasquali

Le festività pasquali sono dunque terminate.

Giorni senza particolari giochi d’artificio, come mi aspettavo d’altronde,  ma almeno giorni tranquilli, sereni e perché no, spensierati. Il ritorno dei miei amici dalle loro varie residenze lavorative è sempre una gioia, ma non è che poi siamo riusciti a vederci tanto, giusto due sere. Addirittura con il mio carissimo amico Popov non siamo riusciti a vederci per nulla, ma ora lui è papà, ha ritmi e orari diversi, e come se non bastasse l’intera famiglia è stata dilaniata da un terribile virus influenzale allo stomaco. Niente da fare quindi.

Di contro però questa è stata sicuramente la Pasqua dei ritorni e dei ricordi con due carrambate davvero particolari. Ho incontrato casualmente un mio vecchio carissimo amico con cui ormai non mi sento praticamente più da anni. Abbiamo passato buona parte del sabato sera insieme, ad aggiornarci sulle nostre vite e su quelle degli altri amici del nostro storico gruppo, a ridere dei ricordi di un tempo. Ma soprattutto ho avuto il piacere di ritrovare dopo ben 15 anni (!!!) due mie amiche francesi, sorelle, tra le protagoniste della favolosa estate anno di grazia  2002. Ci siamo rivisti in spiaggia, seduti sulla sabbia, a raccontarci di noi e a rispolverare vecchi divertenti ricordi. In realtà soltanto dopo ho realizzato che con una di loro mi sono visto anche qualche anno dopo, sempre d’estate anche se per poco tempo, giusto un paio di sere, sufficienti però a farci sposare da un pazzoide che per anni è stato il personaggio più chiacchierato del paese. E’ stata una cerimonia molto breve finita la quale abbiamo avuto da lui in dono anche dei confetti. Il tutto per pochi spiccioli che se non ricordo male sono bastati anche per il divorzio. Quella sera anche Vanni si è sposato con un amico, ma loro non hanno divorziato mica!

Per vari motivi l’incontro in spiaggia non ha avuto un seguito nei giorni successivi  ma prima di partire mi hanno inviato su Facebook un paio di vecchie foto di quella incredibile estate. Vederle mi ha fatto venire un po’ i lucciconi agli occhi, non solo per il rivedermi cosi giovane e diverso ma anche per quegli sguardi così brillanti e felici che sanno così tanto di spensieratezza. Sguardi che adesso non abbiamo più.

Tempo che passi come una ruspa 

sul mondo e sulla mia pelle

tempo che non mi lasci il tempo

di capirci un bel niente

tempo che non hai pietà

ridi di noi soli e imperfetti 

Tempo che passi –  L. Carboni

Buona Pasqua

Auguro a tutti voi di passare una felice e serena Pasqua.

 

 

 

Feste indesiderate

Quel buonumore mostrato qualche post fa non è poi durato tanto nonostante gli auspici. Ha infatti lasciato presto il posto ad un forte malessere che, causato da un potente attacco di nervosismo per la situazione lavorativa in alto mare e altre vicende, è alla fine sfociato in un durevole mal di pancia che penso proprio (e spero) possa trattarsi di gastrite.

E siccome le disgrazie non camminano mai sole ecco l’arrivo della Pasqua, sicuramente tra le feste da me meno apprezzate (discorso religioso a parte). Mi tocca quindi in questi giorni fare buon viso a cattivo gioco, elargire finti sorrisi e uscire di casa mostrandomi accollativo.

Ma che so…magari passare un pò di tempo  con gli amici tornati per l’occasione riuscirà a farmi dimenticare un pò di cose…

Grande nazione

Se siamo poeti, santi ed inventori
non impariamo niente dalla nostra storia

centocinquantuno anni di mafie e di massoni
centocinquantuno anni di raccomandazioni
noi siamo il paese dei balocchi per i ricchi
repubblica basata sulla furbata incentivata

Grande nazione – Litfiba

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