Comincia così la saga della Torre Nera, la spina dorsale di tutta la produzione Kinghiana, l’opera che al suo interno contiene tutte le altre e che può definirsi la summa della sua bibliografia. I sette volumi che formano l’intera storia sono stati scritti nell’arco di trent’anni e traggono ispirazione dalla saga del Signore degli Anelli di Tolkien, da cui è stato ripreso il tema della ricerca, e dal film western di Sergio Leone Il buono, il brutto, il cattivo dal quale è stata ripresa l’ambientazione. Il protagonista è infatti un pistolero, Roland di Gilead, l’ultimo cavaliere sopravvissuto, che avanzando nel Medio-Mondo (uno dei tanti mondi paralleli al nostro) va alla ricerca della Torre Nera. Per raggiungerla dovrà superare notevoli difficoltà e mille peripezie insieme al suo ka-tet ovvero un gruppo di persone che si uniscono a lui e che lo aiutano nella ricerca condividendone il destino. Il primo volume intitolato proprio L’ultimo cavaliere è più un libro di presentazione, soprattutto del personaggio. Ad alcuni potrebbe apparire noioso (a me è piaciuto), in realtà King non fa altro che gettare le fondamenta per tutto ciò che succederà in seguito. Da qui infatti parte tutto, anche se in realtà si capisce come Roland sia in viaggio da molto più tempo. Si comincia a conoscere il misterioso pistolero, qualcosa del suo passato, fa la sua apparizione Jack, un bambino proveniente dalla New York del nostro mondo,  un personaggio che in seguito riapparirà per diventare membro del ka-tet, si superano tante difficoltà e si raccontano ancor più avventure per concludersi con lo scontro con la sua nemesi, l’uomo in nero.

Che dire…il viaggio è solo all’inizio e il costo del biglietto ci vale tutto.

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