Nei primi anni 80 Firenze è una città che può vantare una scena musicale di tutto rispetto, un ambiente in pieno fermento  da cui uscirà fuori il meglio delle band underground locali, su tutti Diaframma e Litfiba. I Litfiba diventeranno fenomeno di massa, la più celebre rock band italiana degli anni 90, i Diaframma, anche per volere del suo leader, il carismatico Federico Fiumani, resteranno un fenomeno di nicchia a cui non mancherà un certo seguito di fan e ammiratori continuo nel tempo. Saranno proprio i Diaframma, nel 1984, ad incidere il loro primo album anticipando tutti gli altri aspiranti gruppi fiorentini, e che esordio il loro!  Siberia, sconosciuto al grande pubblico, è un capolavoro osannato ancora oggi da tutta la critica, tanto che nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre la rivista Rolling Stones  lo piazza alla posizione numero 7. Siberia non è un album da tormentoni estivi, non contiene pezzi da fischiettare né da pogare, al contrario contiene pezzi freddi (<< I nostri occhi impauriti nelle stanze gelate al chiarore del petrolio bruciato,  e oltre il muro il silenzio, oltre il muro solo ghiaccio e silenzio>>), tormentati, da ascoltare mentre fuori piove o dopo una cocente delusione d’amore. E’ new wave o meglio ancora è profonda dark-wave, ma è attraverso la tensione e la disperazione che coprono l’intero album che si cerca di raggiungere la salvezza, o almeno intravedere un’ uscita, una speranza, come nella canzone più rappresentativa,  la title-track, manifesto dell’intero album, che negli ultimi versi recita <<poi in un momento diverso dagli altri coprirò il peso di queste distanze>>. La cupezza musicale caratterizzata da un basso mangiatutto e opprimente, la straordinaria poeticità dei testi di un ispiratissimo Fiumani e  la voce di Sassolini (uscirà dal gruppo dopo il terzo album) sono i tre ingredienti principali  che trovano massimo splendore nel capolavoro Amsterdam con il suo celebre verso  <<dove il giorno ferito impazziva di luce>>, il mantra finale che insieme ad un evocativo accordo di chitarra fa da contraltare all’insostenibile tensione iniziale. Da letteratura. Amsterdam verrà riarrangiata l’anno successivo in coppia con i Litfiba (amici e accumunati dalla stessa etichetta discografica, l’IRA), stravolgendone la versione iniziale ma dando vita ad una cover amatissima dai fan dei due gruppi e ultimamente riproposta live dagli stessi Litfiba proprio in coppia con Fiumani. Non passano inosservati pezzi come Delorenzo,  la canzone più nichilista dell’album << e la noia di un giorno diventa la noia di sempre. La mia sola alleata che mi ha seguito ovunque …Fra i minuti scanditi dai colpi di una telescrivente qualcuno scrive la mia storia  prima che finisca… >>; Memoria, una Siberia più intimista in cui si intravede una presa di coscienza sulla possibilità di conquistare finalmente un oceano di luce per la propria esistenza << Vivendo per qualcuno io moriro’ per me stesso. Che cosa mi attira allora nei suoi passi fantasma, che cosa mi spinge a seguirli. Se non il filo che mi lega alle cose, se non il suono della sua voce? >>. E poi Elena, Desiderio del nulla, Neogrigio, Specchi d’acqua per concludere con l’incalzante quanto malinconica Ultimo boulevard. Un album ovviamente non per tutti, consigliato a chi vuole crogiolarsi in un momentaneo auto compatimento per un periodo storto, a chi è stato lasciato,  a chi è metereopatico e attende con ansia l’arrivo dell’inverno e rimane alla finestra a contemplare la pioggia che viene giù,  a tutti quelli che hanno un’anima, meglio ancora se dark.

Tracklist: 1) Siberia;  2) Neogrigio;  3) Impronte;   4)  Amsterdam;   5) Delorenzo;  6) Memoria;   7) Specchi d’acqua;  8) Desiderio del nulla;  9) Elena;   10) Ultimo boulevard

Voto: ● ● ● ● ●   Pietra miliare!

siberia

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