Premessa: vorrei che qualcuno leggendo questo mio post mi spiegasse  perché il mio seguente ragionamento è da ritenersi sbagliato e/o esagerato.

L’oggetto della mia riflessione è la qualità dell’istruzione in Italia in un ambito ben preciso che è quello storico. Adesso io non vorrei assumere toni catastrofici o appoggiare campagne pro o contro qualcuno o qualcosa, non voglio pensare (anche se, beh, in verità un po’ si, lo penso) che i Bluvertigo avevano ragione quando cantavano

Consideriamo il fatto che la scuola nel paese
e’ un istituzione alquanto reazionaria, repressiva:
reagisce alle reazioni, non stimola interessi
non produce cultura ma propone da cent’anni
le stesse vecchie storie di sposi in riva al lago,
gli stessi schemi mentali, obsolete concezioni.

ma mi sembra evidente, a mio modesto parere, che molte cose non funzionano.

Penso che agli studenti manchi un bel pezzo di storia tra le loro conoscenze, a mio avviso il più importante perché è quello che gli permette di capire i motivi di molti meccanismi socio-politici odierni.

Provate a chiedere ad un fresco diplomato chi sia Gorbaciov e per cosa lo si ricorda, oppure chiedete di parlarvi di Cuba, di John Kennedy, di Kruscev, di piazza Tien An Men, del muro di Berlino, della DDR, del Vietnam, di Fidel Castro, di Goring, di Truman, della primavera di Praga e di quei tanti accadimenti o personaggi degli ultimi 80 anni che hanno ancora oggi una forte influenza sulla vita attuale, i più importanti, senza scendere troppo nel nozionismo. I risultati saranno davvero deludenti.

Sarebbe più educativo dare il giusto peso ai vari argomenti di studio trattati nel corso degli anni e non impantanarsi in vicende di secondo piano col rischio  di non avere alla fine neanche il tempo di una semplice presentazione dei fatti del 900.

Ancor più grave trovo però il fatto che queste lacune le abbiano anche laureati o laureandi in lettere, storia e filosofia, e parlo di gente capace e studiosa, soprattutto quando il loro piano di studi contempla corsi di storia contemporanea. Trovo assurdo che io, laureato in ambito scientifico ma con una passione per la storia del 900 (è forse questa la causa del mio sfogo?) debba spiegare certi argomenti anche di attualità odierna a gente che in realtà queste nozioni dovrebbe invece fornirmele.

Perché in questi corsi non si fornisce agli studenti almeno una panoramica generale su questi anni di storia, giusto per conoscere almeno gli eventi fondamentali necessari a comprendere il mondo in cui oggi viviamo?

E’ giusto che al posto di far questo spesso e volentieri ci si dedica ad approfondire argomenti di significato veramente misero per, lasciatemelo dire, incompetenza, poca applicazione o, soprattutto, interessi personali del professore?

E’  ammissibile che un laureato, che un domani potrebbe insegnare storia ai miei figli, non sappia chi sia stato Eisenhower  o non sappia cosa sia la perestrojka?

Chi vigila  sulla qualità dei programmi all’interno di un piano di studi?

Spero vivamente che qualcuno raccolga l’invito presente in premessa e mi presenti la questione da un diverso punto di vista.

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