Ecco uno dei vantaggi di tenere un blog, venire a conoscenza di idee o iniziative che altrimenti sarebbero passate inosservate. E’ infatti così che sono venuto a conoscenza di Bookcity (ideato dal Comune di Milano e dal comitato promotore composto tra gli altri dalle Fondazioni Feltrinelli, Mondadori e Rizzoli “Corriere della Sera”) che si terrà nel capoluogo lombardo dal 22 al 25 ottobre, e soprattutto della “poesia dorsale”, un’iniziativa che trova sfogo sui social network e che unisce la lettura alle immagini.

La poesia dorsale non è altro che un piccolo concorso indetto da ilLibraio.it per promuovere Bookcity, è un gioco in cui dar sfogo alla propria immaginazione, creatività, ispirazione e soprattutto al proprio amore per i libri. Partecipare è tanto semplice quanto illuminante, le regole sono queste:

  1. Recarsi allo scaffale di libri più vicino, quello della propria casa o quello di un amico, o anche in biblioteca o in libreria;
  2. Munirsi di tutti i libri che si vuole;
  3. Metterli uno sopra l’altro con i dorsi rivolti tutti dalla stessa parte;
  4. Cercare di comporre una frase di senso compiuto o anche una poesia, un motto…qualunque cosa;
  5. Scattare una foto e postarla sui profili social de IlLibraio.it (Twitter, Facebook o Instagram) con l’hashtag #LibriParlanti.

Ovviamente ho subito accettato la sfida mettendo sottosopra la mia libreria, non tanto per la possibilità di comparire in un album o per la sorpresa promessa alle immagini più creative, ma proprio per il piacere di partecipare, per la possibilità di divertirmi  giocando con i miei amati libri facendoli interagire tra loro.

Devo dire che non è stato così facile, non è solo una questione di creatività e immaginazione, obiettivamente si deve avere anche la fortuna di possedere libri dai titoli semplici, chiari e soprattutto  adatti ad interagire con altri. Mi sono tra l’altro anche imposto di evitare scorciatoie ed aumentare la difficoltà del gioco costruendo frasi utilizzando il maggior numero di libri possibile, la regola che ho seguito è stata “dai quattro in su”.

Fino a questo momento il mio profilo Twitter  conta ben cinque poesie dorsali di cui sono più o meno soddisfatto.

La più lineare, semplice ma a mio modesto avviso molto evocativa, tanto da essere forse la mia preferita, è “Le notti di Salem Kafka sulla spiaggia La canzone di Susannah  Dance Dance Dance”.  Curioso come la frase sia composta da due libri di Stephen King e due di Murakami.

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Un’altra poesia dorsale invece  mi riporta alla mente ambientazioni western e protagonisti solitari di un certo calibro, è una frase che sicuramente risente delle mie attuali letture: “A sud di nessun nord  (l’) ossessione (del)L’ultimo cavaliere (che) Fino all’ultima ora (cerca) La strada verso casa”. Ho constatato che la difficoltà maggiore incontrata è stata sicuramente la scarsità di titoli contenenti verbi che quindi spesso nelle frasi devono essere sottintesi.

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Un’altra poesia dorsale creata invece ha atmosfere molto dark, immagini che rasentano la follia umana e che rimandano a generi thriller o horror: “Notte buia niente stelle Sulla strada Ad ovest di Roma L’uomo della provvidenza Correndo con le forbici in mano Chied(e)i alla polvere (l’)Uscita per l’inferno.  Da notare che non solo questa frase è molto fluida e naturale, senza cioè dover sottintendere quasi nulla, ma è composta da ben sette, e dico sette(!!), libri, quindi una poesia dorsale di altissima difficoltà.

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Come appassionato di storia non potevo poi certo farmi mancare qualcosa inerente questo ambito. Ne è uscita fuori una frase molto dura, triste: “Il processo Tutti gli uomini di Hitler Serial Killer Incubi &Deliri Le parole sono pietre”. Più che una frase è una sequenza ordinata di immagini, di sensazioni, di istantanee che raccontano il processo di Norimberga.

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Infine ecco la mia poesia dorsale che su Twitter sta conquistando un certo successo. Anche questa è molto evocativa, ma più eterea e romantica: “Al crepuscolo Come un romanzo Polvere di luna La ragazza dello Sputnik Ci rivediamo lassù Ora sei una stella”.

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Bella vero?

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