Fino all’anno scorso non avevo mai preso in considerazione la Francia come possibile meta turistica, a parte la bellissima Parigi ovviamente (comunque  già ampiamente visitata), ma alcune foto trovate casualmente su internet mentre ero in cerca di una nuova meta per le prossime vacanze mi hanno fatto ricredere e mi sono così convinto ad organizzare una settimana in giro per la regione dell’Alsazia. Ovviamente come meta principale è stata scelta Strasburgo con successive tappe a Selestat, Colmar e una capatina in Germania, a Rust, per una giornata di sano divertimento all’Europa Park. Con un’organizzazione più accurata avrei potuto, e forse dovuto, visitare altri luoghi  rappresentativi della regione come Mulhouse con i suoi bellissimi musei, i caratteristici paesini di Riquewihr ed Eguisheim, seguire la via del vino con le sue cantine, una capatina alla linea Maginot e perché no, una bella escursione nella vicina Germania, a Friburgo, in piena foresta nera.

L’Alsazia è una ragione bellissima, ricca di storia e di posti davvero incantevoli  dove è  chiaro che la qualità della vita sia molto elevata. E’ un luogo di incrocio tra la cultura francese e tedesca, dal cibo alla birra, dal modus vivendi a, soprattutto, quelle caratteristiche case a graticcio che sanno tanto di Baviera a tal punto che  a volte non si capisce in quale parte del Reno (che fa da confine tra i due Paesi) ci si trovi. La sua posizione al centro dell’Europa, questo suo essere cosmopolita con protestanti e cattolici che pregano insieme nella stessa cattedrale, questa sua capacità di prendere il meglio di queste due grandi culture, fa di Strasburgo la città europea per eccellenza, e  non è un caso che sia sede tra gli altri del Parlamento Europeo e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Strasburgo è una città bellissima che è turisticamente conosciuta soprattutto per la sua cattedrale, una delle chiese più conosciute al mondo che per due secoli fu anche l’edificio più alto fino ad allora costruito e che al suo interno conserva il famoso orologio astronomico con il suo calendario perpetuo (imperdibile la dimostrazione del suo funzionamento).  Il centro storico che si sviluppa attorno è davvero invidiabile, ben curato,  dove si respira veramente aria d’Europa, così come è impossibile evitare di sedersi ad un tavolino di un bar della piazza principale o anche sulle scale della cattedrale e rilassarsi osservando il continuo passeggio delle persone e ammirando Casa Kammerzell, gioiello architettonico medievale, uno degli edifici più importanti di tutta l’Alsazia.

Cattedrale di Notre Dame a Strasburgo
Cattedrale di Notre Dame a Strasburgo

A mio avviso l’esperienza più bella è però passeggiare per la cosiddetta Petite France con le sue case a graticcio, i suoi ponti, i suoi canali e le sue stradine fiorate. Con i suoi Ponts Couverts e la diga Vauban è senza dubbio la zona più pittoresca di Strasburgo.

Scorcio Petite France Strasburgo
Scorcio Petite France Strasburgo
Petite France Strasburgo
Petite France Strasburgo

Il vero gioiello alsaziano è però sicuramente Colmar, una piccola cittadina da cartolina. Passeggiare per il suo centro storico, la Petite Venise (la piccola Venezia), vuol dire essere costretti a fermarsi ad ogni passo, troppo forte l’impulso di fotografare ogni scorcio, ogni veduta, ogni canale, ogni particolare, ogni colore che si mostra agli occhi, possibilmente anche via mare da sopra una piccola barchetta. Colmar è  sicuramente uno dei posti più incantevoli che io abbia visto in giro per l’Europa.

Petite Venise a Colmar
Petite Venise a Colmar
Gita in barca a Colmar
Gita in barca a Colmar
Colmar
Colmar

Sempre in treno da Strasburgo una meta è il castello di  Haut-Koenigsbourg, uno dei monumenti più visitati in Francia, situato in cima ad una montagna che sovrasta la cittadina di Selestat. Qui ho notato la prima differenza sostanziale tra la Francia e la Germania in quanto la visita al castello non è poi così ben organizzata, soprattutto per quanto riguarda i mezzi che dalla stazione portano al castello che sono attivi solo pochi giorni alla settimana. Un costoso viaggio in taxi  all’andata e una passeggiata di ben 19 km a piedi al ritorno è stata la soluzione da me adottata. Il castello è davvero bello, con molte memorabilia all’interno, ma la disavventura dei trasporti ed il freddo glaciale una volta in cima non mi hanno lasciato un bel ricordo.

Castello Haut-Koenigsbourg a Selestat
Castello Haut-Koenigsbourg a Selestat

I 19 km di strada a piedi fino al primo centro abitato, Kintzheim, e da questo, sempre a piedi tramite stradine fino a Selestat,  hanno permesso però di apprezzare la bellissima natura attorno curata in maniera impeccabile. La quiete dei borghi attraversati è quasi irreale e il mezzo più usato per spostarsi tra un paesino ed un altro è la bicicletta, molte sono infatti le vie riservate alle due ruote con propulsione a quadricipite dove a volte è possibile ritrovarsi improvvisamente faccia a faccia con una delle innumerevoli cicogne del luogo, non per nulla questo volatile è il simbolo dell’Alsazia, terra in cui abbonda e circola liberamente, anche a Strasburgo.

Il ritorno a piedi dal castello
Il ritorno a piedi dal castello

Come ultima escursione abbiamo optato, come già accennato, ad una piccola incursione in Germania, a Rust, per una giornata di divertimento, relax ma anche tanta adrenalina all’Europa Park. Si tratta di un enorme parco di divertimenti che unisce la scenografia ricercata di Eurodisney ad una forte temerarietà delle giostre. Il parco è diviso in nazioni dove ogni zona è costruita in modo tale che l’ambiente e le stesse giostre siano ispirate al Paese rappresentante. Il comodo viaggio in bus con il bellissimo paesaggio ammirato, l’emozione di attraversare il Reno e la bellezza delle giostre tra cui spiccano il Blue fire e il Timburcoaster in Islanda, l’Euro-Mir in Russia, l’Atlantica Supersplash in Portogallo ma soprattutto le incredibili montagne russe targate Mercedes, con tanto di esposizione di prototipi della famosa casa automobilistica, rendono imperdibile la visita al parco.

Padiglione Grecia - Europa Park
Padiglione Grecia – Europa Park

Un buon motivo per visitare l’Alsazia è anche la cucina del luogo, anche qui un miscuglio tra la tradizione francese e tedesca. Il piatto principale è lo choucroute composto da ben cinque tagli di carne conditi con abbondante porzione di crauti. Io in realtà per una settimana  mi sono abbuffato di tarte flambée (flammkuchen) in una brasserie di fiducia in cui ho anche bevuto boccali di ottima birra on made. La tarte flambée  ricorda molto una pizza ma è molto più sottile e croccante e ricoperta tradizionalmente di cipolle, pancetta, crauti e una crema a base di panna acida ed erbe. L’Alsazia è anche una terra di vini, tanto da dare vita ad una via, la via dei vini appunto, un percorso che da un borgo ad un altro tocca tutte le migliori cantine della ragione.

Choucroute
Choucroute

Devo dire che tra tutti i posti visitati Strasburgo, insieme a Monaco di Baviera,  è quello in cui più mi piacerebbe andare a vivere, inoltre  adesso, memore della lezione,  ho già puntato altri luoghi francesi, un bel tour tra Bretagna e Normandia sicuramente non me lo farò scappare in futuro.

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