Tra le tante città visitate all’estero Budapest è tra le mie preferite, sicuramente è quella che più mi ha sorpreso visto che inizialmente non mi aspettavo certo così tanta bellezza. In questo blog potete già trovare un appassionato resoconto della mia settimana trascorsa nella capitale ungherese ma è una  testimonianza di sole parole scritta qualche tempo fa ad uso e consumo dei lettori del sito di Turisti per caso. Budapest però è così bella, così elegante, così affascinante e così romantica da non avere niente da invidiare a città ben più blasonate ed è per questo che il fine di questo post è proprio quello di rimediare alla mancanza del precedente e quindi condividere finalmente con voi alcune foto del mio viaggio, non per forza le più belle, magari le più particolari, sicuramente un numero esiguo rispetto a quello che meriterebbe.

Metto subito in gioco l’artiglieria pesante per chiarire  le cose, Budapest è un vero gioiello, e se avete dubbi a riguardo penso che questa foto con il Danubio, il Ponte delle Catene,  il Parlamento e l’isola Margherita in primo piano dovrebbe fugarli tutti. Una foto che a mio avviso non ha bisogno di ulteriori commenti.

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Budapest

La foto  è stata scattata dalla cima della collina Gellert, la collina che sovrasta la città dalla parte di Buda. Scalarla è costato un bel po’ di fatica ma penso che ne è valsa la pena non solo per il meraviglioso paesaggio precedente ma anche per come si è presentato l’arrivo, con il monumento della liberazione visibile dagli ultimi gradini della salita.

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Monumento della Liberazione in cima alla collina Gellert

Il mio primo giorno a Budapest è iniziato così, al cospetto del famoso Ponte delle Catene (Szechenyi Lanchid),  pronto ad attraversarlo per tuffarmi nelle meraviglie di Buda. Tra i tanti bei ponti che uniscono le due parti della città,  Buda (la più antica) e Pest, il Ponte delle Catene è il più vecchio, il più  importante, il più famoso ed il più bello, anche se in realtà si gioca quest’ultimo fregio con il Ponte della Libertà.

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Ponte delle Catene

Ed eccole le meraviglie di Buda. Il castello o Palazzo Reale, vecchia dimora dei sovrani ungheresi e inserito dall’ UNESCO tra i patrimoni dell’umanità. Al suo interno si trovano chiese, musei, monumenti, vari edifici di diverso genere, un teatro e piazze di discreta importanza. Durante la mia visita ho potuto visitare una bellissima mostra di arte contemporanea oltre che passeggiare per i suoi viali barricati da cui è possibile godere di splendidi panorami. Il castello di Budapest l’ho amato soprattutto la notte, osservandolo durante la mia solita passeggiata sulle rive del Danubio dalla parte di Pest, questo maestoso edificio splendidamente illuminato che mi sembrava quasi di poter toccare semplicemente allungando la mano….magnifico.

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Castello di Buda
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Castello di Buda visto da Pest

Altri imperdibili mete di Buda sono la Chiesa di San Mattia, dove furono incoronati Francesco Giuseppe I d’Austria e Carlo IV, ma soprattutto la manna per i fotografi in visita alla città,  il Bastione dei Pescatori, un sistema di bastioni neoromanici e neogotici situato sul colle del castello da cui si presenta una vista indimenticabile sul Danubio e su Pest tanto che tale panorama (così come quello di altri punti della città, vedi prima foto ad esempio) è stato inserito dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale.

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Bastione dei Pescatori
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Bastione dei Pescatori

A Pest la Basilica di Santo Stefano è il fulcro della parte di città più vicina al Danubio, quindi della zona più turistica. La basilica, che si affaccia su una bellissima piazza, è la più grande chiesa della città con una capienza di 8000 fedeli e conserva al suo interno il Santo Destro, ovvero il braccio mummificato di re Stefano, il primo re fondatore.

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Basilica di Santo Stefano e Ponte delle Catene visti dal Castello di Buda

All’interno della Sinagoga Grande, il più grande edificio ebraico d’Europa ed il secondo del Mondo, più precisamente alle sue spalle, si trova il Cimitero degli Eroi dove riposano gli Ebrei ungheresi morti nel ghetto durante l’inverno 1944-45, ma soprattutto si trova l’Albero della Vita, un monumento all’olocausto opera di Imre Varga che raffigura un salice piangente su ognuna delle cui foglie è impresso il nome di quei martiri.

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Albero della Vita

Piazza degli Eroi (Hosok tere), la più grande piazza di Budapest, si trova alla fine di viale Andrassy, il grande ed elegante boulevard che attraversa Pest. Alle sue spalle il grande parco civico, il parco Varosliget, uno dei più antichi parchi pubblici del mondo, frequentatissimo dagli abitanti e dai turisti grazie anche a diverse attrazioni: statue, zoo, lunapark, circo, mercatino delle pulci (davvero bellissimo e particolare quest’ultimo), le terme di Szechenyi e soprattutto il bellissimo  castello Vajdahunyad che sorge al centro del lago percorribile anche attraverso deliziose barchette a noleggio.

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Piazza degli Eroi
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Ingresso Castello Vajdahunjad

All’interno del castello Vajdahunyad si trova quella che ritengo la statua più bella ed affascinante di Budapest (e Budapest  è colma di belle statue soprattutto nella zona del centro tra la basilica di Santo Stefano ed il ponte delle Catene), la cosiddetta Statua dell’Anonimo, il notaio di re Bela III rimasto tuttora anonimo (ed infatti il volto della statua è indefinito) che scrisse Gesta Hungarorum, il primo libro scritto in latino che racconta la storia degli Ungheresi. Leggenda vuole che se si sfrega o semplicemente si tocca la punta della sua penna si diventerà scrittori di successo. Io l’ho fatto. Resto sempre in paziente e fiduciosa attesa della fama letteraria.

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Statua dell’Anonimo

Una cosa che mi ha molto entusiasmato è stata la possibilità di vedere scorazzare tranquillamente per le strade numerose Trabant. Per un amante della storia del 900 come me osservare dal vivo una vettura mitica come quella è davvero un’emozione indescrivibile, è stato come fare un improbabile quanto inaspettato tuffo in un passato mai  vissuto ma sempre studiato e immaginato.

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Trabant

Il primo libro di un certo spessore che ho letto nella mia vita è stato i Ragazzi della via Pal regalatomi dai miei genitori nel giorno di un mio compleanno. Ho letteralmente amato il capolavoro di Molnar, è stato un libro che ho letto e riletto, che ha condizionato anche in maniera inconscia la mia visione del mondo, e per questo non potevo non andare alla ricerca di questa via una volta trovatomi a Budapest. Che emozione arrivare lì davanti e riuscire finalmente a dare un’immagine reale ad una strada che ho immaginato sin da bambino. Ma non è finita lì perché nella vicina e famosa per lo stesso motivo via Maria c’è persino una statua che ritrae una delle scene più importanti del libro, la razzìa delle biglie dei terribili fratelli Pasztor ai danni di Nemecsek e compagni. Un luogo assolutamente da visitare per tutti gli amanti della letteratura.

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Via Pal
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Statua della razzìa in Via Maria

Concludo malvolentieri con il simbolo di Budapest nel mondo, il suo Parlamento. Anche in questo caso penso sia sufficiente far parlare direttamente le immagini, eccovi dunque una foto del bellissimo edificio scattata durante un giro notturno in battello lungo il Danubio.

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Parlamento
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