Ho avuto la fortuna di visitare l’Egitto qualche anno fa, giusto poco prima di quella rivoluzione che non ha soltanto reso insicuro il luogo ma  ha anche distrutto buona parte dei tesori presenti.   La mia settimana in Egitto, in pieno gennaio, ha avuto come base un resort a Sharm El Sheik con diversi tour in tutto il territorio.

Non ero mai stato in un resort, a dire il vero non avevo nemmeno mai preso in considerazione questo tipo di vacanza, in questo caso però non avevamo alternative, sia perché il territorio non lo consente (a dire il vero ci sarebbe anche l’opzione crociera sul Nilo) sia perché il motivo principale del nostro viaggio era quello di rivedere mia sorella che da mesi lavorava proprio in un resort di Sharm, precisamente in quel resort ovviamente, altrimenti probabilmente non avrei preso mai in considerazione l’Egitto come destinazione per una vacanza. Devo dire che in realtà mi sono proprio divertito e rilassato allo stesso tempo, ho anche mangiato molto, ad ogni ora del giorno, ho fatto sport e nuove amicizie, ho vinto tutti i giochi aperitivo, ho strabiliato tutti con il concorso quiz cultura generale arrivando primo e secondo (ho giocato anche per mia madre), ho sorpreso qualcun altro durante una partita di calcio e ho riso, ho davvero riso molto.

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Il mio resort, una piccola parte

Certo che la compagnia di mia madre non era quella adatta ad un divertimento giovanile, e questo un po’ ha pesato, ma indaffarato com’ero nelle molteplici attività non ho patito poi tanto la mancanza di una compagnia di coetanei, considerando il fatto che grazie all’appoggio di mia sorella mi è stato più facile far amicizia con i ragazzi dello staff/animazione della struttura. Certo, sarebbe stato diverso se non fossi stato impegnato nei vari tour all’esterno (che considero fondamentali in un tipo di vacanza del genere anche per rompere la solita routine della vita da villaggio), ma anche all’interno mi sono dato da fare giocando a beach volley, leggendo, nuotando e facendo snorkeling, andando in giro a scoprire un po’ la struttura, guardando e partecipando ai vari spettacoli e interagendo con gli altri ospiti .

La bellezza di posti come Sharm  sta soprattutto nel mare cristallino abitato da decine e decine di varietà di pesci tropicali che si spingono fino a riva.

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Tratto di spiaggia del resort

In giro per Sharm ho avuto anche l’occasione di visitare un negozio specializzato  in cui ho assistito ad una esauriente e coinvolgente lezione sulle modalità di produzione dei papiri e sulle loro diverse qualità, una bellissima moschea (sempre con guida al seguito per spiegarci il necessario) ma soprattutto uno dei più bei tramonti mai visti.

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Moschea di Sharm
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Tramonto a Sharm

Una tappa obbligatoria una volta in Egitto è sicuramente Il Cairo ed i suoi tesori ed io non me la sono persa anche se ciò mi è costato ben 16 ore di autobus con l’attraversamento dell’Egitto in tutta la sua lunghezza. La capitale egiziana mi ha trasmesso sentimenti contrastanti. Sin dall’arrivo sono subito stato colpito dallo stato di enorme degrado della città, degrado che sembra risparmiare soltanto le due rive del Nilo dove si respira un minimo di aria occidentale. Per le strade di Il Cairo ho visto invece la povertà più assoluta, ho guardato la gente vivere nel cimitero costruendosi la propria “casa” tra un loculo e l’altro, ho visto cammelli a terra, morti e con le gobbe tagliate in modo che la gente del posto potesse succhiare l’acqua in esse contenuta. Anche l’aria sembrava diversa, pesante, irrespirabile, sporca, sembrava così densa da poterla quasi affettare con le mani.

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Il Cairo
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Il Cairo – Il fiume Nilo

Dopo aver visitato l’enorme moschea di Muhammad Ali ci siamo recati a visitare le piramidi e la sfinge che si trovano proprio in città. Descrivere queste immense opere millenarie è davvero impossibile, troppo grande l’emozione e l’estasi una volta giunti ai loro piedi. Anche qui però purtroppo ho vissuto diverse situazioni che non hanno reso la visita piacevole come mi aspettavo. A parte la solita sporcizia veramente indecente da trovare in un posto del genere, tesoro dell’umanità, la vera seccatura sono la gente del luogo che motorizzata a cammello gira per il luogo inserendosi a sorpresa dietro i turisti in posa per le foto, rovinandole e soprattutto chiedendo insistentemente soldi in cambio solo per il fatto di essere stati fotografati, e non solo sono in tanti  ma sono pure molto abili in questo photobombing.

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Moschea Muhammad Ali – Il Cairo
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Tesori dell’umanità a Il Cairo

Inaspettatamente bella, anzi oserei dire fantastica, è stata invece per me la visita al Museo Egizio con i suoi tesori di Tutankhamon. Grandissima è stata l’emozione di poter passeggiare tra oggetti così studiati, famosi e soprattutto così ben conservati. Il pezzo più pregiato a mio avviso è  la celebre maschera del giovane faraone, ma come non citare le bighe (su una delle quali morì), i gioielli, gli ornamenti, persino il suo profilattico, il tutto reso ancora più bello dalla semplice e chiara descrizione della guida che ci ha fornito una vasta panoramica della vita di Tutankhamon e dell’utilità di tutto ciò che gli apparteneva e che vedevamo esposto. In una sala più piccola con ingresso a pagamento è stato possibile vedere anche le mummie di altri faraoni egizi che mi hanno particolarmente colpito per la loro statura, fin troppo bassa. Purtroppo non è stato possibile fotografare nulla all’interno di questo museo perché vietato, ma che tristezza sentire ai tg qualche mese dopo delle razzie e dei danneggiamenti al suo interno durante la primavera araba.

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Piramide – Il Cairo

La giornata più divertente e avventurosa è stata invece quella della gita nel deserto. Dopo un abbastanza lungo rally in jeep tra le dune del deserto abbiamo fatto una sosta nell’accampamento berbero dove abbiamo assaggiato il famoso thè reso così gustoso da una particolare foglia, al tempo stesso siamo invece rimasti interdetti durante i racconti delle varie usanze di questo popolo, abbastanza primitive per non dire barbare. Dopo un altro piccolo tragitto abbiamo lasciato la jeep  per salire sopra dei cammelli che avanzando in riva al mare per qualche chilometro ci hanno portato dritti fino al punto più bello per ammirare la barriera corallina. Una volta giù, sistemati gli effetti personali e indossata la muta ci siamo tuffati in una piccola gola e una volta riaperti gli occhi….che meraviglia! Una delle sensazioni più belle mai provate! Vedere attorno a me questi scogli così colorati con centinaia di pesci di diversa forma e colore che mi nuotavano attorno. Non avrei mai creduto che potesse essere così bello.

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Una pausa durante il tragitto

Di questo viaggio mi porto dentro la grande simpatia della gente incontrata, una natura sfavillante, visioni emozionanti, un po’ di tristezza e la consapevolezza che, se mista a dei tour avventurosi e culturali, anche una vacanza in un resort può essere un’idea da non sottovalutare.

 

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