Questo 2016 si è già presentato come un anno alquanto altalenante, strano, imprevedibile, ed io, con molta difficoltà, dopo un primo periodo alquanto nero,  sto adesso  cercando di dare la giusta dimensione alle cose e soprattutto seguire i buoni propositi fatti proprio qui con voi poco tempo fa.

Le cupe nuvole lavorative sembrano accennare a una piccolissima, impercettibile schiarita, almeno da un punto di vista economico e di gestione, anche se da qui a parlare di problemi risolti ce ne passa, eccome.

Avevo promesso a me stesso soprattutto di riprendere con un tipo di vita un po’ più mondana, di godermela un po’ di più, ed è per questo che, superata qualche remora iniziale, visto che comunque la mia zona offre il nulla più assoluto,  ho provveduto a ottenere il pass per due belle esperienze.

La prima è il viaggio ad Amsterdam, appena organizzato e già pronto ad essere vissuto, manca ormai pochissimo, questione di giorni. E’ una città che tenevo nel cassetto dei posti da visitare da un bel pò, una delle possibili mete da cui però non  ricevevo mai le giuste sensazioni e per questo sempre messa un po’ in disparte. Questa volta invece, complice il forfait dell’ultimo minuto di due persone ed il conseguente  abbandono dell’idea Berlino,  Amsterdam è salita in cima alle preferenze grazie anche al fattore risparmio, tra le possibili opzioni rimaste era infatti, stranamente aggiungerei,  la meta più economica.

Questi ultimi due giorni li ho dedicati allo studio della città buttando giù la mia ormai immancabile personale guida e mi si è presentata davanti l’idea di una città molto viva, interessante e ricchissima dal punto di vista culturale con tutti quei suoi musei che promettono davvero faville nonostante i costi di ingresso davvero esorbitanti, insomma, l’ho rivalutata e non vedo l’ora di viverla al meglio sperando che il tempo sia clemente perché purtroppo questo era il periodo ottimale per la nostra partenza.

La seconda emozionante avventura organizzata è invece qualcosa che desideravo rifare da tempo, ovvero vedere un concerto di livello internazionale. Sette anni dopo quello dei fantastici Depeche Mode all’Olimpico di Roma e dopo tutte le occasioni fallite negli ultimi anni, non potevo farmi sfuggire l’occasione di vedere dal vivo un gruppo di cui non sono un fan della prima ora ma che adoro e che da un bel po’ è in cima alle mie svariate playlist, quindi questa volta ho deciso, ho rotto gli indugi, e ho acquistato il biglietto per il concerto dei The Cure del grande Robert Smith del prossimo autunno prima che vada di nuovo sold-out. E’ un po’ presto per parlarne, manca ancora tanto tempo e non si sa mai, lo so, ma intanto il mio biglietto è in arrivo ed io sono felice, e già questa è una gran bella cosa.

Che altro dire al momento, spero di vivere al meglio queste due belle esperienze che ovviamente condividerò con voi qui nel mio blog nel miglior modo possibile, ora non mi resta che riempire anche i mesi di mezzo guardando al futuro con ottimismo.

Annunci