E rieccoci qui, approfitto di questo poco tempo a disposizione  per parlare un po’ del più e del meno, di quest’ultimo periodo e dei  futuri impegni soprattutto riguardo questo blog.

Pochi giorni fa sono tornato dalla mia piccola vacanza ad Amsterdam. Devo dire che a differenza delle scorse volte è stato più difficile tornare, vuoi perché questa volta la vacanza  è durata un paio di giorni in  meno rispetto al solito e io dopo due anni ne sentivo proprio l’impellente bisogno, vuoi perché mi ha lasciato un senso di vuoto dentro per le cose che avrei voluto fare (visitare i mulini a vento) o rifare (rivedere la casa di Anne Frank che tanto mi ha commosso), o anche perché magari questa volta non avevo voglia di ritornare alla vita di tutti i giorni che certo non brilla per motivazioni o gioie a parte la vicinanza della famiglia. Ogni volta che vado all’estero, in qualsiasi posto, mi accorgo di quanto indietro sia l’Italia in tutti i campi e le situazioni, provo quasi vergogna per il mio Paese, mio ma che in realtà non sento che mi rappresenti affatto. Pensate un po’, ho nostalgia anche di quel freddo intenso a cui non sono per niente abituato.  A dire il vero avevo portato con me anche un po’ di curriculum, ma figuratevi, non ho avuto alcuna occasione di distribuirli, e a chi poi?

Comunque adesso sono qui, di nuovo a casa, contento dell’esperienza fatta, delle cose viste e vissute che sicuramente mi hanno fatto crescere culturalmente, tutte cose che più o meno vi descriverò in un post a parte con tanto di foto come da mia routine.

Ritornato a casa un sentimento ha preso subito il sopravvento, l’ansia. Si, sono un tipo ansioso, fin troppo, al limite del patologico, anche se cerco di combattere questa natura ragionando nel modo più razionale possibile. In questi giorni ho un bisogno fisiologico di godermi la famiglia nel miglior modo possibile, di essere più vicino non fisicamente ma sentimentalmente, è come se avessi  paura dei vuoti dell’anima e stessi cercando di fare una scorta di emozioni per tamponarli in un prossimo futuro.

Intanto leggo un mio mito letterario, John Fante, ascolto a più non posso i The Cure (come ho fatto a perdermeli fino a oggi! Quale sciagura! Mi toccano l’anima), traffico con le mie foto decidendo quali sviluppare e quali potrebbero diventare dei bei quadri da regalare, anche a me stesso, guardo telefilm, penso al futuro, a cosa voglio, alla possibile ricerca di un altro lavoro che possa darmi le giuste motivazioni, la giusta spinta oltre che al giusto sostentamento. Penso a come impegnare il tempo, ai progetti nell’immediato futuro (un altro viaggio oltre al concerto dei The Cure?) e prego affinché non  manchi mai la serenità, a me e ai miei cari.

E poi penso anche a voi, ai prossimi post da pubblicare. Ne ho già pronti due, uno su Stephen King e uno sulla mia piccola esperienza da  produttore di sidro, ma vorrei innanzitutto completare il mio tag sui viaggi che spero vi piacerà e coinvolgerà, ed iniziare le mie guide fotografiche di Amsterdam (ovviamente) e Monaco di Baviera. Ho in mente anche altri post un po’ più personali, uno sull’influenza dei social network nella mia vita e uno sul mio animo un po’ così, direi decadente, e poi una sezione interamente dedicata ai telefilm, chissà cosa ne uscirà fuori.  Quindi che altro dire se non banalmente stay tuned.

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