A proposito di libri, mi sono accorto solo qualche giorno fa che sto leggendo esattamente il cinquantunesimo libro del re, dove il re è ovviamente Stephen King  il cui cognome ne ha anticipato il destino.  Inizialmente sono  rimasto un attimo impressionato dal numero, cinquanta libri sono davvero tanti, chi l’avrebbe mai detto che avrei un giorno letto ben 50 libri di uno stesso autore? (in realtà tra poco saranno 52 perché oltre a questo in corso di lettura cioè “La leggenda del vento”, nel mio scaffale giace in attesa anche “Mr. Mercedes” ). Penso che questa ricorrenza sia da festeggiare o comunque da celebrare, e l’unico modo per farlo mi sembra sia quello di tirare un po’ le somme qui nel mio blog.

Ricordo come se fosse ieri il giorno in cui acquistai il suo primo libro, era l’1 maggio del 2002, al mio primo anno di università. Stavo passeggiando per il lungomare, solo, in mezzo ai tanti turisti che in queste ricorrenze si riversano a fiotti qui nella mia città, quando decisi all’improvviso di acquistare un libro, c’è da dire che fino a quel momento non potevo considerarmi certo un grande lettore. Entrai nell’unica libreria e tra i minibook in offerta  ad un prezzo davvero concorrenziale scelsi Cuori in Atlantide, sia perché avevo una grande curiosità di leggere finalmente qualcosa  del famoso Stephen King di cui tanto avevo sentito parlare, sia perché mi ricordavo di un servizio al tg proprio su questo libro. L’impatto è stato devastante, non riuscivo a smettere, avevo difficoltà pure a concentrarmi nello studio, poi però piano piano l’interesse è scemato fino ad esaurirsi del tutto ritrovandomi ad arrancare stancamente verso la fine. Qualche tempo dopo, complice una bancarella all’interno dell’università, decisi di riprovarci e acquistai Carrie alla modica cifra di 1000 lire. Era fatta! Da quel momento è iniziato quel lungo cammino da fedele lettore che mi ha portato ultimamente a percorrere la lunga strada verso la Torre Nera, la summa di tutti i suoi romanzi, il contenitore di tutte le sue storie.

E’ impossibile parlare di ogni libro letto vista la quantità. Innanzitutto è importante dire che scegliendo  Stephen King si va sul sicuro, raramente mi sono ritrovato ad odiare un suo libro (per quanto mi riguarda il peggiore è La storia di Lisey), ma bisogna dire che ce ne sono un bel pò che s’innalzano oltre il pur altissimo livello medio di qualità raggiungendo picchi vertiginosi di bellezza. IT  ad esempio, la storia del terrorizzante clown che ogni 25 anni torna a Derry per far incetta di bambini è una vera droga, da cui è impossibile staccarsi,  è impossibile dirsi “ok, per oggi basta” senza continuare per almeno un altro paio di pagine. E che dire di L’Ombra dello Scorpione? Quella fantastica eterna lotta tra il bene ed il male negli Stati Uniti ridotti a lande desolate da una terribile epidemia? Due libri di più di 1000 pagine ciascuno che avrei potuto tranquillamente continuare per altrettante ancora senza cedere per un momento alla stanchezza. E Pet Semetary? Meraviglioso, a mio avviso il libro più macabro, forse il mio preferito.

E’ sbagliato catalogare Stephen King come un gran scrittore di horror, non è solo uno scrittore di genere, non scrive solo romanzi violenti e bui, egli è innanzitutto un gran romanziere che riuscirebbe a mandare in visibilio i suoi lettori anche scrivendo semplicemente il contenuto di un elenco telefonico, ha una capacità di far entrare il lettore dentro la storia che non ha eguali, i protagonisti dei suoi libri prendono forma e diventano gente reale, amici che conosciamo da una vita. Per non parlare delle trasposizioni cinematografiche…King è, dopo Shakespeare, lo scrittore che ha avuto più trasposizioni teatrali e cinematografiche nella storia, i suoi libri hanno ispirato film di grande successo come Shining, Il Miglio verde, Misery non deve morire, Stand by me,  Le ali della libertà e tanti altri.

Mi piacerebbe continuare col presentarvi qualche altro bellissimo libro come 22/11/63 o il geniale Cose Preziose, ma non vorrei dilungarmi troppo col rischio di annoiarvi, penso che le cose già dette siano sufficienti per invogliarvi alla lettura di almeno una delle sue opere in modo che possiate trascorrere anche voi lunghi giorni e piacevoli notti.  Vi lascio dunque citando direttamente una frase del re, pescata direttamente tra le pagine di presentazione di un suo libro, una frase che a mio avviso potrebbe considerarsi come manifesto dei sui lavori:

“La sera, quando mi corico, sento ancora il bisogno di assicurarmi che le mie gambe siano sotto le coperte, una volta spenta la luce. Non sono più un bambino ma… non mi va di dormire con una gamba che sporge dal letto. Perché se una mano gelida si protendesse per caso da sotto il letto ad afferrarmi la caviglia, potrei anche urlare. Sì, potrei cacciare un urlo da svegliare i morti. Sono cose che non succedono, naturalmente, e lo sappiamo tutti. Nei miei racconti incontrerete esseri notturni di ogni genere: vampiri, amanti di demoni, una cosa che vive nell’armadio, ogni sorta di altri terrori. Nessuno di essi è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia.”

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