Per natura mi piace sperimentare, provare cose nuove, cercare di dare libero sfogo alle mie idee seppur limitate dalla mia dominante componente razionale, solitamente però il frutto di questi entusiasmi non è che mi dia poi così tante soddisfazioni. Anche qui su WordPress quando posso cerco di fare viaggiare la mia fantasia cercando di dare sempre nuova linfa al mio blog, così come in questo caso.

Io non conosco la blogger di Pensieri loquaci, o meglio, la conosco come conosco tutti voi. Mi è capitato di leggere recentemente qualche suo post ma con la stessa assiduità con cui leggo quelli degli altri, però tra un commento ed un altro è nata questa folle idea di lavorare insieme e collaborare nella scrittura di piccoli racconti che hanno come tema la felicità, un pò come i moderni romanzi svedesi scritti a quattro mani. Ci siamo quindi scambiati le e-mail e a turno, tempo libero permettendo, diamo il nostro contributo, aggiungendo, aggiustando, limando, fino a che per entrambi il racconto è pronto per essere pubblicato.

Devo dire che, quale che sia la riuscita di questo progetto, è questa una buona esperienza, soprattutto per me che sono abituato per mentalità ad avere tutto sempre sotto controllo. Questa collaborazione mi offre la possibilità di allenarmi a considerare le idee altrui, a trarre insegnamento dai suoi punti forti, ad aiutare in quelli che sono i miei punti forti, a condividere, a non bocciare ma a proporre alternative o suggerire delle variazioni, il tutto con il massimo rispetto reciproco. Ovviamente tutto questo è possibile perché Marta  è un’ottima collaboratrice, con la sua grande disponibilità, la sua inventiva niente male e sopratutto col suo entusiasmo davvero contagioso.

Adesso però basta discorsi, vi presentiamo il nostro primo racconto, l’Altalena, che non sarà certo un capolavoro della letteratura moderna (ma non abbiamo certo queste pretese, almeno per adesso…eheh!!), ma spero, speriamo, che comunque vi possa piacere, anche perché la durata della nostra collaborazione dipende molto anche da voi che siete gli oggettivi giudici del nostro prodotto.

Buona lettura quindi, da parte mia e di Pensieri loquaci (che vi invito a seguire se non lo state già facendo)

L’altalena

– E’ semplice! – disse Marco a Lucia – Devi solo girare le labbra all’ insù

-Senti! Non è facile per niente, sono caduta dall’altalena e mi sanguina il ginocchio, non posso girare le labbra all’insù!

-Perché non puoi? Non ci hai nemmeno provato.

-Guardami, così? Devo fare così?

-Si brava! Hai visto? Oggi mi hai regalato un sorriso!

Le tornò alla mente così, all’improvviso, come di solito si presentano i ricordi. Sorrise, pensò a Marco che non vedeva da molti anni ormai, e rifletté sul fatto che da bambini è sempre tutto più semplice, anche essere felici. Adesso però era tutto più complicato, il lavoro, sempre precario, l’affitto da pagare, le rate di questa modesta Panda presa d’occasione a km zero, e nessuno a darle conforto, nessun Marco a tirarla su e a trasformarle il broncio in un sorriso. Come si fa ad essere felici? Ma poi cos’é veramente questa felicità?

Il semaforo iniziò a lampeggiare, verde.

Attraversò la strada con la consapevolezza che aveva trovato il rimedio, si rese conto che un sorriso le era spuntato in pieno volto, ripensare a questo episodio l’aveva aiutata già una volta, pensandoci bene forse questa volta poteva ritrovare la strada e rimettersi in carreggiata, una volta per tutte.

Giunta a casa, in quelle quattro mura che  solo quella mattina sembravano soffocarla, decise di riprovare a cercare Marco, magari anche lui nel corso degli anni aveva ripensato a lei, magari…chissà, aveva finalmente trovato risposta alle sue domande, la sua felicità ora aveva un nome ed era distante solo un numero di telefono.

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