L’estate, quell’estate, passò velocemente. I ricordi della vacanza iniziarono a sbiadirsi lasciando spazio ai pensieri delle nuove decisioni da prendere, decisioni difficili perché avrebbero influenzato il futuro. Scegliere il percorso di studi che le avrebbe permesso di avverare il suo sogno di sempre sembrava difficile, non esistevano corsi di laurea specifici ma solo specializzazioni alle quali si arrivava dopo aver affrontato percorsi non dedicati.

Ma i giorni passavano ed era giunto il momento di scegliere.

Cambiare amicizie, cambiare abitudini, forse classificare Matteo come un semplice e passeggero amore estivo, tutto per raggiungere uno scopo, diventare stilista di moda.

La fantasia a Lucia non era mai mancata, e tanto meno la speranza.

Quelle volte che ne avevano parlato Matteo non l’aveva appoggiata fino in fondo, l’ avrebbe voluta vedere felice ma allo stesso tempo pensava che il percorso che Lucia stava intraprendendo fosse troppo distante dalla realtà, una volta terminato il percorso di studi si sarebbe trovata con un pezzo di carta in mano che non le avrebbe offerto molte chances di carriera, non sarebbe stato per niente facile trovare sbocchi lavorativi, sicuramente non lì, in quella città che le sarebbe andata stretta, come un abito cucito male.

Matteo provava a far desistere Lucia, ma tutti i suoi sforzi erano vani, non sapeva che affrontandola di petto avrebbe sortito solo l’ effetto contrario, più lui cercava di evidenziarle solo gli aspetti negativi più lei si convinceva di poter riuscire a fargli cambiare idea, che il mondo non è solo nero, che esiste anche la parte bella, doveva solo trovarla.

I primi giorni di quella nuova fase della sua vita si rivelarono un disastro.

Lucia era una ragazza molto timida e non riusciva ad ambientarsi, non riusciva a legare con nessuno in quella nuova realtà così grande e confusionaria per lei, così scelse di dedicare tutte le sue attenzioni allo studio. Non le interessava nient’altro, doveva e voleva dimostrare prima di tutto a se stessa, e perché no, anche un po’ a Matteo,  che ci sarebbe riuscita, avrebbero un giorno sentito parlare di lei nel mondo della moda. Del resto era questo desiderio che l’aveva portata lontana dal paese, non poteva ora rimangiarsi tutto. Non poteva davanti ad una difficoltà arrendersi, non era da lei.

Lucia aveva bisogno di sentirsi libera, teneva a Matteo anche se era forse troppo diverso da lei, ma non poteva sottostare alle regole che lui gli imponeva, del resto non lo avrebbe permesso a nessuno. Avrebbe invece voluto al suo fianco una persona che l’appoggiasse, perché no, anche negli errori che sicuramente avrebbe commesso, voleva avere la possibilità anche di sbagliare piuttosto che tradire se stessa.

Piano piano i due si allontanarono naturalmente, senza quasi accorgersene, fino a quando Matteo diventò solo un ricordo, un ragazzo troppo schematico e troppo poco fantasioso, con il quale non riusciva neanche a divertirsi granché.

Nell’ultimo turbolento periodo insieme Lucia correva spesso in soffitta dove aveva deciso di cimentarsi nella creazione di un abito, con una vecchia macchina da cucire e dei manichini, i vecchi attrezzi di lavoro della nonna, iniziò ad unire pezzi di stoffa senza un progetto chiaro in mente.

Per lei era impensabile abbandonare questa strada, sapeva che sarebbe stata difficoltosa, ma per esaudire un desiderio bisognava lottare e lei lo stava facendo.

Lì, in soffitta, le capitava di ripensare a quando era bambina, a quando correndo e giocando con Marco si stracciava le magliette e con mosse ingegnose le legava creando nuovi indumenti.

Ricordava di quando fingeva di sfilare davanti a Marco e lui rideva a crepapelle, loro ridevano a crepapelle, insieme.

Quanti ricordi nascondeva quella soffitta, un pezzo di infanzia trasferito in città.

Intanto tra conoscenze interessanti e personaggi stravaganti l’università andava avanti e  si stava rivelando molto più interessante del previsto fugando così i dubbi iniziali.

Quegli anni non furono esaltanti, dopo la delusione Matteo Lucia non voleva ripetere lo stesso errore, aveva ben chiaro in mente il suo progetto di vita, quindi relativamente poche furono le feste, le uscite con gli amici, le gite, i ragazzi, tutto sacrificato per la sua applicazione intensa allo studio che le permise di veleggiare col vento in poppa fino ad una laurea conseguita con il massimo dei voti ed in anticipo di qualche mese.

Lucia era finalmente laureata, finalmente ora poteva chiedere il permesso per entrare nel mondo della moda. Ci sarebbe riuscita, ne era sicura, in fondo aveva mai fallito in qualcosa?

Scritto in collaborazione con Marta Vitali di Pensieri Loquaci

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