Massimo Cotto è un tuttologo della musica, lo definirei quasi un  onnisciente del settore. Lavora in questo campo da sempre, per la RAI, per le maggiori testate giornalistiche, curando le autobiografie di tanti grandi artisti e scrivendo numerosi piacevoli libri tra cui questo che consiglio a tutti gli appassionati delle sette note. In We Will Rock You vengono raccontati i segreti, le bugie, i miti, la genesi e le curiosità di ben 709 canzoni che, dopo aver letto il libro, ascolterete in maniera diversa perché saranno diventate storie che vi apparterranno un po’ e delle quali custodirete dei piccoli segreti che in questo caso sarà un piacere rivelare, perché no, avrete infatti l’occasione di fare bella figura in molte conversazioni raccontando prelibate chicche, come ad esempio che in Another Brick in the Wall dei Pink Floyd il coro era composto da 23 ragazzini  le cui  voci furono sovrapposte ben 12 volte per dare l’impressione che fossero molto più numerose; che la Mandy di Barry Manilow non era una donna bensì il suo cane; che Come Togheter fu scritta da Lennon con il fine di farne lo slogan per la campagna elettorale di Timothy Leary candidato a governatore della California; che quando il presidente dell’etichetta Atlantic ascoltò per la prima volta I Want To Know What Love Is dei suoi Foreigner scoppiò a piangere; che What a Wonderful World, il capolavoro di Armstrong, fu un grande flop con solo 1000 copie vendute per poi diventare un grandissimo classico soltanto alla morte del cantante. Queste e tantissime altre curiosità, anche molto più interessanti, da leggere e fare proprie perché, come canta Bruce Springsteen, “abbiamo imparato più da un disco di tre minuti che da tutto quello che ci hanno trasmesso a scuola”.

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