Non è la prima volta, ma mai la distruzione è stata tanta.

Sappiamo anche che non sarà nemmeno l’ultima nonostante tutte le parole dei rappresentanti delle istituzioni che abbiamo ben imparato ormai a non tenere in considerazione, del resto avevano parlato e fatto proclami anche nelle precedenti occasioni.

Sappiamo anche che l’autocombustione non esiste, che in passato i colpevoli sono stati presi e facevano parte di coloro che dovevano salvarci.

Malgrado ciò è successo, di nuovo.

Era quasi scontato ma nessuno ha vigilato o preso le opportune precauzioni.

Fatto sta che mezza isola è stata devastata e, nonostante lo spropositato numero di forestali in regione, tutto è andato in fumo.

Fatto sta che per gli inquirenti già è chiaro che si è trattato di un’azione dolosa ben organizzata, la nostra terra è stata nuovamente mortificata dai suoi stessi figli.

Che pena!

Le fiamme sono scese in paese, fino al lungomare, hanno raso al suolo case, chiese,  locali, alberghi, giardini, attività commerciali, hanno lambito le stazioni di servizio.

Le verdi colline madonite ora sono nere.

Il nostro bel cielo luminoso è ancora coperto dal fumo.

La gente piange, si dispera, ha perso tutto.

La gente esprime tutta la sua rabbia, tutta la sua indignazione, quasi medita vendetta nei confronti delle istituzioni locali e nazionali.

La gente è stanca, di tutto, ha perso anche quel poco lavoro che era rimasto, la stagione estiva è seriamente compromessa.

Io mi trovavo in ufficio, non ci ho pensato un  attimo e con un paio di colleghi abbiamo indossato le maschere e ci siamo uniti ai soccorsi, nel nostro piccolo abbiamo dato un contributo per  tenere lontane le fiamme dal nostro ospedale.

Alfano infierisce, dice che la macchina dei soccorsi ha funzionato bene. Forse non ha capito bene la situazione, o forse ci voleva prendere in giro, o  fare bella figura con chi è lontano e non conosce la situazione come è veramente,  secondo me non ha neanche visto le foto e i video del dopo.

Ma ci rialzeremo. Anche questa volta.

Non so se più forti di prima, ma purtroppo consapevoli che non cambierà mai nulla nonostante le indignazioni e le promesse di questi giorni.

Siamo in Italia, siamo in Sicilia.

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