Il buon vecchio mortadella disse alla gente : “Adesso lavorerete un giorno in meno e guadagnerete come se aveste lavorato un giorno in più”. E devo dire che nella prima parte di questa sua affermazione fu molto profetico, volando persino basso, perché non solo abbiamo lavorato un giorno in meno, non abbiamo lavorato proprio più!

Non ho studiato economia, non ne capisco i meccanismi, ma sono abbastanza scaltro per comprendere ciò in cui si è trasformata l’Unione Europea.

Le aspettative erano alte, altissime, e devo dire che effettivamente i vantaggi si sono rivelati enormi, a volte oserei persino dire incalcolabili.

La moneta unica però ha dato una mazzata alla vita degli italiani diminuendo in maniera spaventosa il loro potere d’acquisto. Se prima con 10 mila lire il sabato sera mi sentivo non dico ricco ma benestante, il giorno dopo, la domenica, con l’equivalente in euro  potevo improvvisamente considerarmi uno straccione.

Anche il lavoro è venuto tristemente a mancare, non se ne trova neanche a cercarlo col lumicino, per fortuna  adesso possiamo allargare le nostre ricerche all’estero con molta più facilità rispetto ai nostri nonni e bisnonni. Andare a lavorare a Berlino è come trasferirsi da Palermo a Milano, anzi meglio, si risparmia sui voli.

Oggi  è  evidente  che  al comando di tutto nella politica europea ci sono le solite lobby, in primis le banche, e soltanto successivamente  tutto il resto, con buona pace dei cittadini ultimi della lista (che vi ricorda Monti?).

E’ evidente che ci sono al suo interno Stati di serie A e di serie B (pensate al ruolo dell’Italia nell’accoglienza dei migranti mentre la Turchia per molto meno si riempie di soldi).

E’ evidente che ogni nazione ha perso la propria sovranità, e non mi riferisco solo alla caduta dell’ultimo governo Berlusconi.

E’ anche evidente l’assurdità di molte decisioni imposte ai vari Paesi, non capisco ad esempio perché in Sicilia si debbano buttare centinaia e centinaia di tonnellate di arance autoctone, di elevatissima qualità tra l’altro,  per dover  importare quelle tunisine o spagnole, ed altre inconcepibili boiate.

E’ però anche vero che dei tanti fondi europei messi a disposizione per la crescita del territorio solo una minima parte vengono spesi, e anche in maniera oscena, dai nostri governatori, gli altri tornano al mittente, come se non ne avessimo bisogno. Noi stiamo bene così.

Cosa voterei in un eventuale referendum leave/remain come quello appena conclusosi in UK?

Sono convinto che questa comunità europea sia completamente da ristrutturare, partendo dalle fondamenta, ma è pur vero che l’alternativa non mi lascia neanche tanto più tranquillo. E poi a ben guardare di Paesi virtuosi all’interno della comunità europea se ne trovano, Germania esclusa.

Adesso sono ben curioso di capire le conseguenze di questa Brexit, cosa cambierà in campo economico, politico, ma soprattutto nella vita di tutti i giorni, solo il tempo può dircelo. Intanto mi piacerebbe sentire le vostre riflessioni, quindi avanti amici blogger, ditemi la vostra.

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