Capisci di essere solo quando, durante un Europeo di Calcio, su quattro partite dell’Italia ben … QUATTRO!, cioè tutte, le guardi a casa, da solo, in un paio di occasioni con la compagnia di tuo padre.

Niente bandiere, niente magliette, niente birra, niente amici, niente urla, niente abbracci. E dire che fino a qualche tempo fa per queste partite ci riunivamo in un paio di decine di persone, quindi un paio di decine di allenatori e superstiziosi iettatori.

Altri tempi!

Anche in Paese, niente di organizzato, giusto un paio di locali hanno trasmesso la partita in TV, e dalle loro foto di Facebook non mi è parso di scorgere quella presenza e quell’entusiasmo che dovrebbero essere naturali in occasioni come queste, forse le uniche ormai dove ci sentiamo tutti accomunati da uno stesso sentimento, dove ci sentiamo davvero uniti e fieri, dove mettiamo da parte per qualche ora tutti  i problemi, le insoddisfazioni e le umiliazioni che quella stessa bandiera che sventoliamo  ci infligge con grande noncuranza nei restanti 350 giorni dell’anno.

Sono gli unici momenti in cui ci sentiamo di gridare FORZA ITALIA, con il cuore.

Speriamo quindi di andare avanti, tra mille difficoltà e contro ogni pronostico, anche perchè è in queste occasioni che diamo il meglio, ed è in queste condizioni che vincere è più bello.

“We can be Heroes just for one day”

 

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