Quest’anno abbiamo deciso per una vacanza diversa. Considerato il poco tempo a disposizione ed un budget molto limitato abbiamo infatti optato per una meta vicina e soprattutto estiva. Per una volta niente caldo opprimente senza possibilità di refrigerio, basta al solito lungo peregrinare tra musei, chiese e castelli, niente più metro, né bus né aerei. Che estate sia questa volta! E infatti il mezzo più usato è stata la barca, il posto più vissuto il mare. Ecco le isole Eolie, profumano d’estate.

E’ stata una piccola vacanza ma intensa, con tante esperienze vissute, tanti nuovi amici da ricordare con affetto, tanti bei panorami e sensazioni da togliere il fiato. Non me l’aspettavo davvero.

Come base abbiamo scelto l’isola più grande dell’arcipelago, Lipari, da lì abbiamo poi fatto visita a quasi tutte le altre.

Lipari è un’isola dove l’atmosfera della vacanza ti entra dentro, la respiri ad ogni angolo, ad ogni passo, con quella miriade di uffici turistici che ti offrono le più disparate escursioni, con tutta quella gente che ti cammina intorno vestita di vacanza, negli abiti come nella serenità dipinta in volto, tutti quei sorrisi, le tovaglie da mare sotto il braccio, i sopra-costumi, tra una granita e l’altra così buone da creare dipendenza (ma io soffro di dipendenza da granita già dall’infanzia). E poi le passeggiate, i negozi, il castello e la zona archeologica, ma soprattutto la marina piccola che per me è l’immagine simbolo dell’estate, una cartolina.

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Sulla banchina della Marina Piccola di Lipari
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Veduta di Lipari

Lipari si vive ovviamente pure la notte, quando il corso principale e le strade limitrofe  si riempiono delle sedie e dei tavoli dei vari locali, ognuno dei quali intrattiene i propri avventori con un gruppo che suona dal vivo, e quell’infinità di persone, di ragazzi che  si ritrovano a gruppi in un determinato angolo, in attesa di chi li porti a ballare in una particolare spiaggia o addirittura in un’altra isola, ogni sera un party diverso.

Abbiamo fatto due escursioni in tre giorni, Panarea e Stromboli prima, il giorno dopo Vulcano, tre luoghi ed un grande comune denominatore, il mare, azzurro, pulito, meraviglioso.

Da Lipari a Stromboli c’è un’ora e mezza di barca ma nel mezzo ci sono  Panarea e varie fermate nei posti più caratteristici, per riposarsi ma soprattutto per godere di quello splendido mare,  facendo un tuffo in quello scenario fantastico, tra macchine trasformate in barche e gelatai itineranti tra le imbarcazioni, e trovando anche il tempo per un salvataggio a tre ragazze rimaste alla deriva con il loro canotto preso in affitto. Le soste in realtà sono servite anche a far riprendere chi soffriva il mal di mare,  qualcuno ci ha fatto anche un po’ preoccupare, e mentre al ritorno recuperavano le forze dormendo in plancia si sono perse uno degli spettacoli più belli, ovvero un cielo stellato che lontano da ogni luce artificiale si è mostrato in tutto il suo splendore bloccandomi estasiato col naso all’insù per tutto il tragitto.

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Panarea
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Autonauti

La cosa più bella delle escursioni è sicuramente la possibilità di poter fare amicizia, senza questi incontri sicuramente la vacanza non sarebbe stata così bella. Per Panarea e Stromboli eravamo sedici in barca e alla fine si è creata anche un bella atmosfera, anche se il gruppo si è sempre diviso in gruppetti più piccoli durante le soste. Panarea l’abbiamo visitata da soli. Una bella isola, con dei punti davvero paesaggistici, le stradine strette strette in cui scorazzano macchinine elettriche che fungono da taxi. Si nota una certa nobiltà, non solo per la moltitudine di lussuosi yacht, quasi navi, ormeggiati davanti al porto.  Di gran lunga però ho preferito Stromboli, più a misura d’uomo, più “povera”, più caratteristica e tranquilla, meno turistica. Stromboli è stata più divertente, l’abbiamo girata con due coppie dello stesso gruppo, simpaticissimi davvero. Insieme abbiamo deciso di avviarci su per il vulcano con l’obiettivo di raggiungere i 400 metri in modo da avere una veduta privilegiata della sciara del fuoco, ovvero il ripido pendio formato da lava e lapilli che dal cratere scende fino al mare. Il percorso è stato lungo, faticoso e impegnativo, con alcuni tratti anche abbastanza pericolosi visto il nostro equipaggiamento non idoneo, ma ne è valsa la pena. Ci è mancato davvero poco per raggiungere i 400 metri  ma la sciara l’abbiamo vista e anche molto bene, e comunque un panorama mozzafiato ci ha accompagnato per tutto il tragitto. La discesa poi, quasi al buio e in notevole ritardo,  ci avrebbe causato non pochi problemi se non avessimo incredibilmente trovato un aiuto tempestivo quanto fortunato da un camioncino che ci ha tirati su al volo. Lunghi discorsi al molo sotto le stelle in attesa della barca ed un bagno notturno sulla spiaggia sono le altre cose che ricordo di una giornata lunga, anzi lunghissima, stancante ma ricca di emozioni.

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Murales a Stromboli
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La sciara del fuoco a Stromboli

Il giorno dopo altro giro altra corsa. Avevamo previsto una tranquilla giornata al mare nelle vicine spiagge dell’isola quando alla fine decidiamo per un tour in barca a Vulcano. E’ proprio nella piazza della Marina Piccola che in attesa del nostro skipper (“lo riconoscerete subito, è alto e biondo, sembra un modello” ci avevano detto in agenzia) facciamo conoscenza degli altri quattro ragazzi che ci avrebbero fatto compagnia per tutta la giornata. In barca ci siamo solo noi ed il mitico Giuseppe, lo skipper appunto,  che al ritorno  diventerà il nostro eroe quando cederà alle nostre supplichevoli richieste e si fermerà nella stessa bellissima baia dell’andata per un ultimo bagno. Basta poco per diventare amici, giusto un paio di tuffi e qualche battuta per rompere il ghiaccio, Vulcano la si girerà quindi insieme, con un motorino ed una mitica Citroen Mehari verde, diretti verso la cima, destinazione Capo Grillo, per una fantastica vista di tutto l’arcipelago. Una passeggiata, una granita, un bel bagno nelle caratteristiche sabbie nere, la puzza dei fanghi, risate,  prese in giro, il ritorno a Lipari nel tardo pomeriggio. Una giornata meravigliosa, divertente, spensierata. Con i quattro ragazzi di Siracusa ci rivediamo un po’ dopocena, ci sentiamo ancora oggi.

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In barca verso Vulcano
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In barca verso Vulcano

Per noi la vacanza finisce lì, o meglio la mattina dopo. Sono stati tre giorni inaspettatamente belli che hanno un po’ mutato il mio ideale di vacanza estiva. E’ stata la prima volta a mare, la prima senza musei, con il costume, e mi è proprio piaciuta. A volte non c’è bisogno di superare i confini per divertirsi e godere di tante bellezze, per stare bene, insieme, senza spendere tanto. Le Eolie valgono la Grecia, Santorini a parte. Poi certo, la compagnia è importante, ma io sono sempre stato fortunato in questo.

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Isole Eolie viste da Capo Grillo, Vulcano
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