Qualcosa si è svegliato. Improvvisamente nelle ultime settimane sono stato contattato più volte per dei colloqui lavorativi. Dall’estero ovviamente, figuriamoci….

Voi direte, beh finalmente! ma in realtà la situazione sta prendendo una piega che se non fosse per l’importanza dell’argomento e per il mio disperato bisogno di sentirmi utile in qualcosa, oltre che di iniziare a vedere nuovamente qualche soldo, non potrei che definire comica.

Considerando il tutto potrebbe essere quindi benissimo definita tragicomica.

Ma andiamo al dunque.

La prima a chiamarmi è stata  la HR di un’azienda di recruitment  per un posto alla Mercedes Benz, precisamente al CAC di Maastricht. “Posso fissarti un appuntamento con la nostra addetta alla lingua francese?” (il lavoro prevedeva la conoscenza del francese oltre che dell’italiano). “Ovviamente”.

Mi ero già candidato una volta per questo ruolo e non fui preso per il mio inglese, vi ricordate? Ve ne ho parlato in un precedente post. Se lo ricordava anche Alexandra, l’HR  french speaking che doveva valutarmi, la stessa dell’altra volta.

“Hai migliorato il tuo inglese?”  mi dice scherzando.

“Certo!” bugia.

“possiamo sentirci su Skype?”

“Ma certo!”

Ecco, questa volta il mio inglese, ed il mio francese, le vanno benissimo, forse perché con Skype sono riuscito a sentire perfettamente la sua voce.

Il colloquio va benissimo, lei è simpatica e accomodante (scoprirò tramite Linkedin che è anche bellissima). Sembrava fatta,  se non fosse che la Mercedes aveva assunto l’ultimo italiano che le serviva giusto il giorno prima. “Ma sono interessati e ti terranno presente se dovesse liberarsi un posto, ti farò sapere”.

Perfetto! Con la mia fortuna sicuramente si verificherà.

Ma ecco il bello!

Nelle ultime due settimane sono stato contattato da altri tre HR, ecco come è andata:

1.una grande multinazionale indiana leader nei servizi informatici (e si sa che gli indiani sono cazzutissimi in questo, Bangalore è uno dei centri nevralgici del settore a livello mondiale)  con sede a Budapest. Mi chiamano una sera e mi chiedono un appuntamento telefonico per un’intervista. “Domani va benissimo” gli dico. “Ok”. Risultato: una intera giornata passata a casa ad aspettare la telefonata, invano.

2.Una multinazionale del mio settore, quello dei dispositivi medici o da laboratorio, con sede a Groningen, in Olanda. Bello! L’Olanda è il paese che sceglierei per un trasferimento all’estero.  E’ una lei. Telefonata fiume. Anche questa volta sembra andare davvero tutto bene tanto che mi fissa un nuovo colloquio per l’indomani con il supervisore tecnico: “All’una va bene?”

“Preferirei le due ma va bene anche all’una”

“Casomai anche alle tre, anzi, ti chiameremo tra l’una e le tre”

Altra giornata interamente persa aspettando invano una telefonata.

3.Altra ditta di dispositivi da laboratorio, non meglio specificata, con sede a Budapest. Questa volta via mail. L’approccio è davvero inusuale: “Lo sai che il luogo di lavoro è Budapest?” .  Rimango attonito ma rispondo subito: “Certo che lo so. Ma se le condizioni lavorative ed economiche sono buone per me non ho problemi a trasferirmi. Tra l’altro sono già stato a Budapest e la trovo una città splendida”. Colpito.

“Ok,  mi dici quando possiamo sentirci?”

“Domani alle due e mezzo sarebbe perfetto se per te non è un problema”

“ok, mi sono segnato l’appuntamento”

Neanche vi sto a dire come è andata a finire….

Io sto ancora aspettando, il cellulare sempre a portata di orecchio, ma…. E’ MAI POSSIBILE?

Qualcuno saprebbe darmi una spiegazione????

Annunci