Non posso certo lamentarmi di questi ultimi giorni. Sono mesi che mi lagno per la mia vita monotona e sedentaria, per quel senso di sfiducia che aleggia su di me da un  po’, ed ecco che finalmente arriva un pizzico di brio, di speranza,  e anche di azione.

Da dove posso iniziare? Beh, questa volta  partirò dagli ultimi avvenimenti. Sarà un post un po’ più lungo del solito, spero che non molliate a metà, o addirittura adesso.

Ho passato il weekend ad Acireale. Motivo? Il matrimonio del fratello del mio migliore amico. Tra l’altro questo è stato anche un modo per poter passare un po’ di tempo con lui visto che è tornato giusto per l’occasione dalla lontana Cina, Shangai precisamente, dove da già qualche anno lavora con soddisfazione come architetto in una multinazionale americana. Costruisce alberghi, di lusso. Per non parlare del fatto che anche gli altri cugini, e soprattutto cugine,  sono miei cari amici, così come gli amici degli sposi, che per inciso, convivono da anni a Londra.

Gli sposi dunque. Sono stato tra i pochissimi ad essere testimone dell’inizio del loro amore. E’ una storia che risale al maggio 2006, quindi ben dieci anni fa. Il luogo Viterbo, dove entrambi studiavano e dove io e Mariano lo avevamo raggiunto per andare insieme al concerto del primo maggio, l’unico che ho visto e, posso dire ciò che penso?, l’ultimo di un certo livello, con Pelù, Ligabue, Baustelle, Bennato, Skunk Anansie, Pino Daniele, Alex Britti, Negramaro (che comunque io odio, non me ne vogliate) e tanti tanti altri. E’ stato quindi un onore essere presente anche al matrimonio, è stato un po’ come chiudere il  cerchio.

A parte il ricevimento, con del cibo davvero squisito e originale, ho particolarmente gradito il rito civile in comune. Una celebrazione più informale, calorosa, famigliare e molto più emozionante grazie ai vari contributi degli amici che hanno esternato i propri ricordi e i propri auguri.

Sazi come non mai, a proposito, non ci crederete, alla fine ero così pieno che sono riuscito nell’incredibile missione di strappare un occhiello della camicia con un solo sbadiglio di stanchezza. Davvero! Il pancino si è dilatato un attimo di troppo e STRAAAP!!!  Ma questa non è stata l’unica tragedia della giornata. La stessa notte, in albergo, scalzo, ho dato un bel calcio involontario ad un gradino. Risultato? Non solo ho perso una quantità spropositata di sangue ma adesso il dito in questione oltre ad aver assunto un colore rosso acceso si è gonfiato spropositatamente. E che dolore ancora oggi! Comunque si, dicevo, nonostante la stanchezza della lunga e faticosa giornata, questa non è finita certo al matrimonio. In serata tutti noi ragazzi, almeno una trentina provenienti da ogni parte del mondo, abbiamo invaso una birreria in centro sostando fino alle due di notte.

La domenica, dopo il risveglio e la colazione in piazza Duomo,  ci accingiamo tutti ad avviarci ognuno  verso il proprio paese, diverse ore di macchina ci attendono. Senonché la mia lei (dovrei trovarle una sigla per questo blog, un po’ come  Kikkakonekka con la sua MDM) mi convince con le cattive a trovare un’alternativa al ritorno a casa, in fondo è ancora mattina e lei di giorni liberi ne ha veramente pochi. Ecco quindi che si decide di andare, io e lei soltanto, ad Enna. Il più alto capoluogo italiano ci è di strada e lei non ci è mai stata. Peccato che sembri una città fantasma. Arriviamo verso l’una e mezza, posteggiamo e percorriamo tutto il centro storico fino al castello, l’attrattiva principale. Per strada solo noi! E un bel po’ di colombe in verità! Fa davvero freddo, e dopo essere saliti fino in cima alla torre del castello ci viene subito voglia di andare via. Prima di tornare verso casa però ci rechiamo in un famoso outlet della zona, giusto il tempo per lei di acquistare gli ultimi regali e per me di appropriarmi di una nuova camicia azzurra da cerimonia. La CK appena acquistata ad un prezzo vantaggioso è davvero bella  ma questo non basta a placare la mia tristezza , amavo la mia vecchia camicia, la acquistai per la mia laurea e mi ha accompagnato in tutti questi anni per vari eventi.

Ecco. Adesso posso anche parlare del resto.

Ho capito perché la camicia mi ha salutato, oltre alla quantità di cibo ingerita intendo. Oggi ho effettuato la mia solita pesata mensile scoprendo con orrore che negli ultimi 30 giorni ho messo su un kilo e 100 grammi. Mi sa che devo rimettermi in moto sul serio.

Yves, il coniglio,  cresce sempre di più ed è sempre più simpatico, soprattutto quando si alza sulle due zampette posteriori.  Adesso mi dà anche i bacini sulla mano.

Ho iniziato ad ascoltare assiduamente gli Afterhours, ve ne sarete già accorti. Li conoscevo ma solo superficialmente, giusto qualche canzone, adesso voglio approfondirne la discografia.

Probabilmente sarà un altro Natale al verde. Anche questo anno nessuno stipendio sotto le feste, nessuna tredicesima, e con questi gli arretrati salgono a sette mensilità. La situazione sta degenerando. Abbiamo inviato una lettera, una specie di ultimatum, dopo due anni di questa vita ci sembrava una cosa da fare ormai. Vedremo. A mio avviso ne vedremo delle belle tra non molto. Intanto io sono già in ferie, ferie lunghe,  fino al 9 di gennaio.

A proposito di Natale, c’è ancora una settimana di tempo ma io ho già terminato la mia corsa ai regali, mi mancano giusto un paio di cose facilmente reperibili. Sono sempre più efficiente.

Un’altra  novità la conoscete già. Sono stato invitato da Paola a far parte di questo nuovo progetto di blog condiviso. Siamo in sette. C’è chi scrive, c’è chi arricchisce i post con la sua arte fotografica. Si aggiungono tasselli di volta in volta, another brick in the wall, ognuno con il suo tempo e le sue capacità arricchisce l’altro. Seguiteci. Qui. Sette cervelli in cerca d’autore

Chiudo questo post fiume con le news lavorative. Non voglio entrare nei dettagli e neanche parlarne troppo ma questi ultimi sono stati giorni frenetici. Ho due contatti ben avviati, uno per l’estero e uno per l’Italia. Sembrano per ora evolversi positivamente e anche abbastanza velocemente, in parallelo. Molto probabilmente si rileveranno altri due buchi nell’acqua ma la speranza comunque c’è, e il fatto che siano due mi da molto morale per il futuro.

Scusate la logorrea. A presto

 

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