Ci siamo.

Le feste sono finite. Da domani questo 2017 comincerà sul serio anche se io sarò ancora in ferie per un giorno. In ferie dal mio ufficio, da quel generatore di delusioni e  incazzature, ma non dal mio telefono che è già pronto a ricevere news importanti.

In questi giorni ho pensato spesso a quella moltitudine incredibile di persone, ormai quasi una maggioranza schiacciante, che dopo aver passato per qualche giorno le feste, a volte una sola festa, in famiglia, si appresta, con tristezza e un coraggio da eroi, a riprendere armi e bagagli e volare di nuovo altrove, nei posti dove hanno trovato quel lavoro dignitoso necessario per vivere.  Adesso rivedranno i loro cari tra mesi, a Pasqua i più fortunati, alcuni anche tra esattamente un anno. Più ci penso più sono sicuro che si tratti di un’ingiustizia incredibile. E poi chissà, magari tra un anno capiterà anche a me.

Ho pensato a tutto questo perché ho vissuto la ripartenza del 90% dei miei amici,  ho rivisto la mia cittadina spegnersi nuovamente piano piano dopo il Natale , svuotarsi di giorno in giorno, fino a ieri sera, in cui l’ormai unico pub rimasto (fino a qualche anno fa ce n’erano decine, in inverno  tutti pieni dal venerdì alla domenica) è ritornato ai soliti avventori stagionali.

Per fortuna è stata comunque una bella serata, ho rivisto Vanni. Chi segue la mia rubrica sui miei anni liceali ne avrà già sentito parlare e presto imparerà a conoscerlo meglio. Non ci vedevamo da un anno, esclusa una piccola parentesi di qualche ora un mese fa quando era però troppo ubriaco per poter chiacchierare decentemente.

Ha lasciato Sassari in estate dopo la laurea  e si è ritrasferito in Paese da ottobre uscendo solo due volte in tutto, pensando a cosa fare della sua vita e soprattutto a dove farlo. Non è un posto per lui questo, troppa desolazione. Lunedì ripartirà per il Madagascar e io scherzando gli ho detto come sempre di salutarmi la famiglia, ipotizzando una sua vita segreta con moglie…no moglie no! Solo figli.

Mi ha portato un cadeau culinario, del pepe locale che mi ha detto essere molto aromatizzante. Spero sia commestibile o che non sia qualche acido allucinogeno, ma penso di andare sul sicuro, non solo è un ottimo cuoco ma non ha mai neanche toccato una sigaretta, figuratevi altro.

Buon divertimento amicone mio.

Ah, quasi dimenticavo, il prossimo 2 gennaio sarò damigello d’onore al matrimonio della sorella di Pingui. Dovrei anche fare un pò di pulizia nel mio pc, ma questa è un’altra storia.

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