Come già detto Pio & Piero erano i “capi” dell’autobus e come tali potevano anche prendere decisioni per tutti noi, ad esempio quella di saltare la scuola. Il modus operandi era sempre lo stesso. Imboccate le ultime curve, un attimo prima di entrare in paese, dal fondo dell’autobus si levava una voce che con un’intonazione particolare e riconoscibile comandava: “GIRO LUNGO”!. Il giro lungo consisteva nel rimanere seduti in autobus fino al suo ritorno al punto di partenza, ovvero la stazione del nostro paese. Ovviamente l’improvvisa parola d’ordine era accolta da festose grida di giubilo da parte di tutti noi. L’urlo GIRO LUNGO era subito seguito dal comico ordine “CHIUDETE LE TENDINE”, comando che noi subito ci applicavamo a svolgere per la paura di essere visti da qualche conoscente. Era così che l’intero gruppo di studenti faceva ritorno a casa senza pensieri a bordo di un autobus con i vetri oscurati, ci avrebbero pensato Pio &Piero a chiamare in segreteria e trovare una valida scusa per giustificare l’assenza.

Un giorno, al ritorno da un giro lungo, passeggiavo tranquillamente con Vanni per la via principale quando incontro mio padre che sorpreso di vedermi mi chiede cosa ci facessi lì e perché non fossi a scuola. E’ proprio in quel momento che Pio, sbucato da chissà dove e intuita al volo la situazione, pensa bene di deviare il suo cammino passandoci accanto  per rivelare, con un bel sorriso contagioso e senza neanche fermarsi,  la triste verità,  cioè che me l’ero “caliata” (avevo bigiato). La reazione di mio padre è stata l’unica possibile in quel momento, una sincera e scrosciante risata.

Il giro lungo venne eseguito diverse volte, anche se non poi così spesso come potete pensare, ma non durò a lungo. Dopo un paio di anni a scuola avevano ormai capito il subdolo gioco e soprattutto ne aveva abbastanza anche l’autista che una volta ha pensato bene di somministrarci un bel cazziatone visto che la scusa più frequente fornita da Pio & Piero a scuola era: “si è rotto l’autobus” oppure “l’autobus non è arrivato”. E d’altronde quale altra scusa potevano trovare per giustificare l’assenza di un così alto numero di persone?

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