Nella mia residenza di studente universitario, a  Palermo, nei momenti di pausa dallo studio eravamo soliti riunirci in cucina, che poi non era una cucina ma un salottino, per giocare a carte (siciliane, Yu-Gi-Ho negli ultimi anni) con la tv accesa in sottofondo sul canale “All music” (a cui abbiamo anche telefonato in diretta un paio di volte, ma questa è un’altra storia)  o a quel maledettissimo gioco di calcio della playstation 1 che tanto mi faceva innervosire, oppure semplicemente per parlare, scherzare o fare progetti.

Un pomeriggio, non ricordo bene cosa stessimo facendo, sono quasi sicuro che  fossimo intenti a giocare a carte, rimaniamo improvvisamente rapiti  dalle note di una canzone mai sentita prima, una canzone di uno stile diverso rispetto a quelle che eravamo abituati ad ascoltare. Non vorrei sembrare esagerato ma le cose andarono veramente così, io e Riccarduzzo ci guardammo e senza proferire parola sospendemmo quello che avevamo in corso, ho un vago ricordo di carte da gioco che cadono sul tavolo disordinatamente. Come ipnotizzati osservammo avidamente quel video musicale, un gruppo che suona all’interno di un’elegante sala, un cantante elegantemente vestito con due occhialoni da sole.  Era “Love affair”, canzone di un gruppo fino ad allora mai sentito nominare, i Baustelle.

Per giorni e giorni tenemmo accesa la tv, anche durante le ore di studio, con la speranza di poterla riascoltare, invano. Molto tempo dopo,  sempre durante uno di quei momenti di pausa (ma non pensiate che fossimo sempre in pausa!!) vedemmo, anzi ascoltammo, “Arriva lo ye ye” sempre dei Baustelle. Una canzone può essere un caso, due no. Da quel momento ci mettemmo alla ricerca di cd e in generale di informazioni su questo gruppo.

Grazie al mio pusher personale Vanni ottenni La moda del lento in cui erano contenute queste due canzoni,  mentre al ritorno dalle vacanze di Natale Riccarduzzo tornò col primo cd, il Sussidiario illustrato della giovinezza.

Tutto questo può essere fatto risalire alla seconda metà del 2003.

Quello per i Baustelle è stato un colpo di fulmine.

Da quel momento in poi le loro canzoni avrebbero occupato buona parte del mio spazio musicale e della mia vita, avevo scoperto una nuova musica, elegante, colta, raffinata, italiana, nel senso buono del termine, cioè di alto livello, come da tradizione. Divenni un grande fan e cominciai a fare girare quella musica tra i miei amici, quelli  più inclini a recepirla. Misi involontariamente su quasi un fan club.

Da quei giorni ad oggi sono passati un bel po’ di anni, qualche cd e tante altre cose. I Baustelle intanto sono diventati famosi, sono osannati dalla critica che accoglie ogni loro nuovo lavoro come una boccata d’ossigeno per la musica italiana, e  la mia passione per loro è rimasta immutata, fino ad oggi, che mentre scrivo questo post ascolto con avidità per l’ennesima volta il nuovo cd uscito giusto nel weekend, L’amore e la violenza. Li compro sempre i loro cd, a scatola chiusa, so che non ne rimarrò mai deluso.

Com’è? Favoloso, come gli altri. Presto pubblicherò anche una mia personale recensione.

Ah, quasi dimenticavo. In questi anni sono anche riuscito a scambiare qualche mail con Bianconi e baciare Rachele. Sapete che effetto fa baciare uno dei tuoi miti musicali?

Portami fuori a cena, Baustelle.

La tua pelle odora d’oleandro,

Scortami gentilmente

In una discoteca

Sulle stelle

 

Arriva lo Ye Ye – Baustelle

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