La mia classe era umanamente molto variegata, composta soprattutto da ragazzi del luogo, con diversi livelli culturali  e diverse disponibilità economiche. Ho sempre avuto l’impressione che fosse anche la più osservata e invidiata dell’istituto. Eravamo davvero un bel gruppo, molto ben amalgamato nonostante le tante differenze. Ci volevamo un gran bene e ce ne vogliamo ancora anche se la vita ci ha un po’ dispersi in giro per l’Europa. Eravamo tutti bravi ragazzi, simpatici,  con alcuni elementi di spicco che imparerete a conoscere. Fabrizio era  la star indiscussa della classe ma anche dell’intero Istituto, il ragazzo più popolare insomma, e non solo perché figlio della temutissima professoressa di Biologia, una delle Istituzioni della scuola. Era, è ancora, alto e biondo, aveva un grande carisma ed eccelleva in tutto, nello studio come nello sport. Michele era invece l’artista, un musicista di grande talento che portava quel misto di spensieratezza e cialtroneria così naif da risultare irresistibile. A completare il quadro poi c’erano tra gli altri  la saggezza di Marta e la pazzia di Marina. C’era Luca, il Calimero della classe, soprannominato da tutti, a volte anche dai prof, Tuzzu, per via del colorito della sua pelle. C’era il sarcasmo di Alessandra, l’ingenuità di Anna,  il grezzume di Sarilli, la pacatezza dell’altro Luca, la dolcezza di Chiara e Valentina, l’intraprendenza di Laura, la simpatia molto spesso sopra le righe (a volte fin troppo pesante!) di Rosario e Mariano, la stramberia di Antonio….e poi c’era Vanni, che quando lo conosci lo eviti, ma se hai il coraggio di iniziare a frequentarlo non puoi che amarlo.

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