*** AVVERTENZA!!! Questo è uno sfogo personale ed un post deprimente. Ottimisti e gente felice sono pregati di astenersi dalla lettura***

Mi sono accorto che è da un bel po’ che non scrivo di me. Guardo questo blog e vedo soltanto rubriche, racconti e testi di canzoni. Tra l’altro in questo periodo non ho neanche scritto nulla di nuovo, è come se avessi il blocco dello “scrittore”,  quindi tutto ciò che avete letto in queste ultime due settimane circa sono testi che giacevano già da un po’ in una cartella del mio desktop chiamata con poca fantasia WordPress, sapevo che un giorno ne avrei avuto bisogno.

Gli ultimi cenni biografici che è possibile trovare, a parte quello sui Baustelle copiato in buona parte dal mio vecchissimo blog,  sono quelli post trombatura Mercedes, quindi post molto deprimenti e rabbiosi. La situazione oggi non è cambiata, anzi qualcosa si, la rabbia ha fatto largo alla rassegnazione.

Alzarmi la mattina è dura, le motivazioni sono pari a zero, ma comunque mi faccio forza e mi reco al mio odiato posto di “lavoro” che ritengo ormai solo una inutile quanto deprimente perdita di tempo. Continuo ad inviare curricula in giro ma senza neanche pensarci più di tanto, lo faccio più per inerzia e per impegnare il tempo piuttosto che perché ci creda o ci speri davvero.

Il pomeriggio ormai non esco neanche più, ho provato varie volte a vestirmi e andare in giro in cerca di qualcuno, ma dopo una settimana di passeggiate solitarie, vasche le chiama qualcuno di voi, sempre per le stesse strade, vuote peraltro,  ho ritenuto opportuno starmene a casa e impegnare il tempo in qualcosa di più costruttivo, tipo leggere un libro, I pilastri della terra di K. Follett mi sta davvero entusiasmando, o giocare alla Xbox.

Per fortuna che Yves il coniglio, che nel frattempo è cresciuto parecchio, ha deciso di svoltare la sua vita, un giorno non da confidenza a nessuno, quello dopo si  trasforma in una specie di cane che non solo si avvicina ad un tuo richiamo ma è lui stesso a cercarti per giocare. Da quel giorno non riesco più a togliermelo di torno, mi segue ovunque, devo ammettere però che è un bel passatempo che riesce anche a rilassarmi un bel po’.

Insomma…. galleggio, un po’ come i palloncini di Pennywise.  La mia vita non va né indietro né avanti, staziona in questa situazione sconfortante quanto avvilente, sono solo gli anni a correre via, e quelli non li riprendi più.

Qualche giorno bastardo lo passo da me
rintanato e rinchiuso lo passo così
così stanco di tutto e di tutti chissà…
questi giorni son giorni che vivo a metà.
E viaggio in un mondo che forse non c’è,
tra cent’anni di libri e i miei sogni da star
e un bagaglio di giochi truccati perchè
non mi viene la vita che voglio per me.
Che fatica nuotare in un mare di noia
senza pinne e senz’aria in un mare di noia
di noia…

In un mare di noia – Negrita

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