Non ero mai stato in Spagna e la cosa iniziava a pesarmi.  In realtà erano gli altri a farmelo pesare  visto che non sono mai stato particolarmente attratto dalla penisola iberica, Lisbona a parte. Avevo comunque intenzione di andarci prima o poi, ma non per visitare le principali mete turistiche, che so, Barcellona, o Madrid, bensì per scoprire la vera essenza della Spagna  che ho sempre pensato fosse  l’Andalusia.  L’occasione è finalmente capitata potendo partire da Milano dove ci saremmo trovati per il concerto dei Cure: maggiore disponibilità di voli e  prezzi contenuti, ecco sotto quali condizioni è nato il viaggio a Siviglia. Giusto tre giorni, ma sufficienti a visitare le attrazioni più significative e a respirare l’atmosfera del luogo.

Devo dire che Siviglia mi è piaciuta. Non è tra i miei luoghi preferiti, forse perché personalmente amo  altri tipi di atmosfere e panorami, ma sono molto contento di esserci stato, e non solo per mettere un’altra bandierina (calamita) nel mio frigo.

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Architettura  – Siviglia

Abbiamo preso un buon albergo economico proprio in centro, ad  un minuto a piedi dal Metropol Parasol e ad  una decina dalla cattedrale. La moderna opera architettonica diventata uno dei simboli della città mi ha però deluso.  E’ bella, tenuta benissimo ed è anche utile per difendersi dal caldo torrido del luogo o anche dalla pioggia che ci ha sorpresi un pomeriggio, ma non mi ha impressionato quanto mi aspettavo.

Sono rimasto invece deliziato dall’Alcazar, il palazzo reale, con i suoi splendidi giardini, i suoi porticati, i suoi interni, le sue maioliche. Tutto così arabeggiante, tutto così sfarzoso, da mille e una notte.  E’ stata una vera sorpresa, una bella sorpresa, la migliore.

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Alcazar – interni

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Alcazar – i giardini

Così come ovviamente mi ha impressionato nella sua maestosità Piazza di Spagna, immensa e regale nella sua  forma semicircolare a rappresentare l’abbraccio della Spagna alle sue colonie.  E’ il trionfo delle ceramiche che ornano i ponti e risplendono nelle quarantotto panche ognuna di esse rappresentante una provincia spagnola.  E’ bellezza e pace. E’ divertirsi cercando le città preferite dove scattarsi foto “ceramicose”, è la possibilità di affittare una barchetta e remare romanticamente al suo interno.

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Piazza di Spagna

Il fulcro della città si sviluppa però attorno alla cattedrale,  la più grande chiesa gotica del mondo ed il terzo edificio religioso per dimensione dopo la basilica di San Pietro in Vaticano e la cattedrale di Saint Paul a Londra.  La Cattedrale fiancheggia una delle principali strade della città ed è il punto di riferimento  per i turisti, grazie anche alla sua torre, la Giralda, che svetta alta su tutto il centro storico.  I suoi interni sono davvero splendidi, ed è così particolare con le sue diverse cappelle laterali con ingressi indipendenti dall’esterno. Dalla sommità della Giralda poi è possibile godere di un panorama stupendo su tutta la città, o almeno credo, visto che ho preferito rinunciare alla scalata fino in cima.

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La cattedrale
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La cattedrale – interno

Tutto attorno è un brulicare di piccoli vicoli caratteristici, stradine da percorrere, palazzi da ammirare, musei da visitare, gente da incontrare, ma anche tapas da mangiare e sangria da bere.

Essì, le tapas… abbiamo subito fatto proprie le abitudini del posto e così ci è capitato di assaggiare una tapas qui, una là, accompagnate da una cerveza lì, una sangria qua, finchè non abbiamo trovato il nostro locale di riferimento ed in esso le nostre tapas preferite: guanciale di maiale, insalata di baccalà, risotto ai funghi e la prelibatissima coda di toro, così squisita da mangiarne tre  nel giro di poche ore.

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La Giralda vista dall’Alcazar

Poi certo, girando per la città  abbiamo anche ammirato da fuori la Torre dell’Oro, la Plaza de Toros con la sua arena e la Reale Fabbrica del Tabacco. Abbiamo attraversato il Guadalquivir  e fatto un giro nel quartiere di Triana. Abbiamo visto per ben due volte gli attori di Games of Thrones,  facendoci coinvolgere da una marea di fans in adorazione (tra cui Tessa!),  e abbiamo  incontrato tanti giovani italiani ormai residenti in Spagna.

Tre giorni in tutto, pochi ma davvero piacevoli, che mi hanno fatto conoscere una città ricca di storia e bellezze architettoniche, dove vivere penso sia un piacere quotidiano.

 

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