La nostra professoressa di francese era davvero simpatica oltre che brava ma aveva anche il difetto di interessarsi troppo alle vite sentimentali dei suoi alunni. Vanni era piuttosto bravo in francese ma per ben tre anni non rivolse mai la parola alla professoressa, se non ricordo male non fu neanche mai interrogato, e tutto questo solo perché si offese quando, durante una lezione al secondo anno, lei osò chiedergli se fosse fidanzato. Una battutina davvero carina, buttata lì senza malizia e nemmeno gratuitamente. Lui però mutò di colpo atteggiamento e si rinchiuse in un silenzio di protesta. Una lunga guerra silenziosa.

Dal quarto anno di liceo in poi le cose iniziarono a migliorare. Vanni cominciò a rivolgere la parola all’insegnante ma solo raramente e in occasioni a lui vantaggiose. Conoscendo la natura curiosa della prof, a volte, durante una lezione, improvvisamente si animava e senza chiedere il permesso di potere intervenire esordiva dicendo: “Professoressa lo sa che TIZIO si è fatto fidanzato?” per poi ricadere nel suo mutismo selettivo. L’obiettivo era però sempre raggiunto perché la professoressa  interrompeva immediatamente la spiegazione e concentrando tutte le sue attenzioni su TIZIO, che nel 99% dei casi ero io, dava inizio ad un vero e proprio interrogatorio portato avanti con un atteggiamento quasi materno, scatenando anche la curiosità delle mie compagne. Non era mai vero niente ma lui si divertiva così, e inoltre gli eravamo grati perchè svolgeva anche la pubblica funzione di far in pratica saltare l’ora, anche se a pagarne le spese ero solo io che a quei tempi ero piuttosto, direi fin troppo, timido e impacciato.
Questo scherzetto mi costò una volta anche una lunga linea a penna tirata su per tutta la lunghezza del mio braccio, ma questa è un’altra storia.

Un giorno la stessa professoressa, se non sbaglio al terzo anno, portò in classe uno stereo ed una cassetta di Celine Dion. Con la scusa di imparare il francese in maniera nuova e divertente, cosa che era anche vera, ci fece ascoltare la canzone Pour que tu m’aimes ancore. Vi dirò, una bella canzone, romanticissima ma bella. Le ragazze se ne innamorarono alla follia, noi maschietti reggemmo il gioco, fatto sta che in quell’ora consumammo quel tratto di nastro per tutte le volte che ascoltammo la canzone. Per non parlare dei giorni seguenti e dell’intero anno scolastico. Ci fu pure chi acquistò il cd.
Quella canzone è presente oggi all’interno della mia compilation di musica varia che tengo in auto dentro una pen-drive. La ascolto ancora con gran piacere, ci sono molto affezionato.

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