Le giornate in ufficio scorrevano frenetiche. Ad ogni scadenza portata a termine ne seguiva subito un’altra ancora più importante e complessa.

In ufficio il caos regnava sovrano. In realtà ogni componente del team sapeva perfettamente dove trovare ciò di cui aveva bisogno, soltanto non aveva il tempo per mettere in ordine.

Questa era la vita lavorativa che Lucia si era immaginata prima di intraprendere quest’avventura, giornate intense ma piene di soddisfazioni. Non si aspettava invece anche il risvolto amoroso, con Ferenc sembrava proprio funzionare.

Si frequentavano già da un po’ nonostante lei inizialmente avesse preso un po’ le distanze per via di quell’incontro con la sua ex. Incontro tra l’altro di cui non aveva mai parlato con lui.

-Lucia!Lucia!Guarda fuori dalla finestra.

Un vociare fastidioso sovrastava il solito traffico cittadino. “E ora? Cosa diavolo stava succedendo?”  E poi quelle telecamere. “La TV? Cosa ci faceva lì?”

Notò il boss farsi largo tra i giornalisti ed entrare nell’edificio. Sembrava alquanto adirato.  Passarono solo pochi minuti quando il telefono della sua scrivania cominciò a squillare. Cominciò a cercarlo sotto una catasta di documenti e bozzetti e quando lo trovò vide che era proprio lui a chiamarla.

-Io e lei dobbiamo parlare.

Non si era sbagliata, sembrava furioso, questo voleva dire guai in vista. Ma cosa c’entrava lei adesso? Durante il tragitto verso il suo ufficio cominciò a pensare a qualche cosa che avrebbe potuto infastidirlo, qualche errore commesso… ma niente, non le veniva in mente nulla.

-Entri entri, evitiamo i convenevoli…Cosa mi dice di questa protesta?

-Mi scusi, non so di cosa stia parlando.

-Certo. Immaginavo che mi rispondesse così. Lei i giornali non li legge vero? Bene, la informo io. Pare che un paio d’ore fa sia stata pubblicata una pessima notizia su di un blog di moda che ahimè riscuote un po’ troppo successo. Qualcuno ha pensato bene di sputare un po’ di veleno su di noi. Ecco. La blogger in questione ha pubblicato la notizia che, le faccio leggere il titolo del post, così forse riesco ad essere più chiaro.

Accese il tablet e le fece leggere il titolo:  “Macellai al pret-à-porter, le indiscrezioni”

-Pare che  nella nostra nuova campagna, anzi no, nella SUA nuova campagna, lei abbia avuto la brillante idea di usare pellicce per preparare la scenografia della passerella. Ora. Premesso che questa mi sembra una cagata pazzesca, ma le sembra un’idea innovativa? Non ha pensato che così facendo ci saremmo attirati l’ ira di animalisti veri e presunti? Io non so com’è abituata lei, ma qui, il rispetto del prossimo è condizione fondamentale per andare avanti. Noi non abbiamo finanziato alcun allevamento di questo tipo! Come le è venuta quest’idea di fare una campagna simile? E poi mi dica! Come si è permessa di renderla pubblica prima ancora di consultarmi?

-Posso parlare? Allora…Io non ho proposto alcuna campagna simile! Non ho idea da dove questa blogger sia venuta a conoscenza di ciò. Fatto sta che io non ho nè promosso, nè pubblicizzato, né soprattutto ideato o pensato qualcosa del genere. Sono millanterie. E’ solo spazzatura. In ogni caso prima di far uscire una qualsiasi informazione o procedere all’esecuzione di una idea del mio team è mia premura e abitudine informarla e chiedere la sua approvazione.

Il boss rimase in silenzio, guardandola attentamente, per qualche secondo. Poi sbuffò e rispose:

-Va bene, le credo. Forse ho preso troppo di petto la situazione. Sarà mia cura risolvere la situazione nel modo più opportuno. Ora torni a lavorare.

Tornando in ufficio Lucia pensò che forse di adrenalina questo nuovo lavoro gliene offriva anche troppa.

Scritto in collaborazione con Marta Vitali di Pensieri Loquaci

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