Quando Tessa ha una settimana di ferie, e questo per ben quattro volte l’anno, comincia a sviluppare una certa insofferenza per la sua residenza, un’insofferenza sempre maggiore  con  l’avvicinarsi dei fatidici giorni di vacanza finchè non le rimane nessuna alternativa che scappare verso altri lidi seppur per un breve periodo. Questo posso pure capirlo, in fondo per il resto dell’anno per lei è un continuo lavoro-casa-studio-lavoro, dove il secondo lavoro è diverso dal primo visto che spesso deve occuparsi anche del B&B di famiglia, e di certo di  svaghi non è che ne abbiamo poi molti.

Anche questa volta quindi mi sono reso disponibile ad accompagnarla da qualche parte. In fondo è utile anche a me, mi permette di rifiatare un po’ e di recuperare le energie mentali  al momento in riserva, un po’ di spensierato svago è fondamentale per non sbarellare completamente e riacquistare un pò di autostima.

Il periodo purtroppo non è dei più indicati per partire, sotto tutti i punti di vista. Di aerei in partenza ce ne sono davvero pochi per ora, le finanze sono molto limitate e potrebbero pure verificarsi impegni improvvisi…quindi, dopo aver scartato Firenze,  abbiamo optato per qualche giorno in Sicilia, in zone meno battute perché fuori mano rispetto alla nostra posizione: Ragusa e Siracusa.

Non per questo vi lascerò soli. Per questa settimana ho già programmato infatti diversi post: un estratto di una canzone dei Diaframma del grande Federico Fiumani, un nuovo episodio di #Americanate (a mio avviso davvero divertente) e ovviamente una nuova puntata del racconto  scritto con Marta, un episodio quest’ultimo in tema con questo post, ma non dico altro, non vorrei fare spoiler.

Ovviamente questi giorni  diventeranno un diario di viaggio che pubblicherò presto, con le solite foto a corredo.

Intanto scrivetemi pure, sarà un piacere leggervi e rispondervi al mio ritorno. Così come spero al ritorno di recuperare un pò di vostri post pubblicati in questi giorni.

A presto

 

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