Ho appena parcheggiato la mia Buick Enclave nel grande spiazzale antistante il locale, prendo con me l’ormai inseparabile dizionarietto italiano-inglese, scendo dalla macchina e mi avvio verso l’ingresso. Ho  deciso di provare finalmente un buon hamburger americano e Fuddruckers mi è stato consigliato da molti.

Entro. Il posto è davvero carino. Subito davanti si trova la cassa dove ordinare e dove mi metto in fila, sulla sinistra invece si estende il resto del locale, molto ampio, con tanti tavoli, gigantografie di cantanti (Elvis su tutti) e una zona ricca di macchinette automatiche da dove poter spillare bevande zuccherate di ogni tipo e rifornirsi delle varie salse. A destra e subito dietro la cassa invece ci sta la cucina nuda davanti gli occhi incuriositi degli avventori.

Aspetto il mio turno, intanto ne approfitto per scegliere il menu stampato sulla parete. Funziona così, ordini alla cassa e ti vai a sedere, mentre aspetti che sia pronto e che ti venga servito al tavolo tu puoi anche volendo iniziare a bere qualcosa, le bevande sono free, devi soltanto alzarti e riempirti il bicchiere: Pepsi, Sprite, Cold Mountain,  Dr Pepper … puoi berne quanto ne vuoi, fin quando non ne sei pieno, fin quando non sei stanco di alzarti e riempire il tuo bicchierone. Il menu dicevo, molto ampio e con tanta scelta, dal peso della carne al tipo di contorno. Io penso di essere convinto e quando tocca a me parlare ad una delle due giovani e carine cassiere vado sul sicuro.

Ecco che invece scatta la figuraccia, mondiale oserei dire. Inaspettatamente la tipa comincia a tartassarmi di domande e io, beh ve lo dico sinceramente, non ci capisco nulla! La guardo inebetito. Provo a balbettare qualcosa finchè mi ricordo del mio caro dizionarietto e lo sfodero con disinvoltura e fiducia dal mio tascapane.

La tipa continua come un robot a pormi sempre le stesse domande, a ripetizione, finchè sconfitto le porgo sconsolato  il mio dizionarietto. Insieme iniziamo a cercare le parole. Non passano che pochi secondi che subito in soccorso arriva la seconda cassiera, carina come la prima. Passa un altro minuto scarso e si aggiunge anche un cuoco, poi gli altri clienti, gli addetti alla cucina, i camerieri, gli altri cuochi….insomma, l’intero locale paralizzato per la mia prenotazione, tutti lì a sfogliare il mio dizionarietto.

Io non faccio una piega, in America ho indossato la mia più bella faccia di bronzo. Faccio cenno alla cassiera di farmi il panino che vuole, di cucinarmelo e condirmelo come vuole, basta che mi dia da mangiare.

Sarà il panino più buono mai gustato.

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