Ed è così che finalmente siamo partiti alla scoperta del nostro tanto celebrato barocco siciliano. Il tempo limitato non ci ha consentito di  girare l’intera valle in lungo e largo (non siamo riusciti a visitare Noto ad esempio) ma questo non ci ha impedito di colmare questa grave lacuna in maniera soddisfacente.

La nostra base è stata ovviamente Ragusa, in un comodo b&b proprio nel cuore di  Ibla. La città infatti si divide in due, la parte più antica, Ragusa Ibla appunto, dove si concentrano i capolavori del barocco, ed in alto, la parte più nuova, Ragusa, che a sua volta si divide in altre due zone.

Ragusa Ibla è davvero una bomboniera. Piccolissima, si gira in un paio d’ore,  il tempo necessario per perdersi tra i vari bellissimi  vicoletti scoprendo suggestivi scorci e ammirando le splendide chiese ed i magnifici palazzi, o perché no, anche per  rilassarsi nel verde dei suggestivi giardini Iblei.  E’ questo il modo migliore  per godersi il barocco e tutto il suo patrimonio UNESCO in completa serenità vista la tranquillità, forse anche eccessiva, del luogo.

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Veduta di Ragusa Ibla

Il duomo di San Giorgio ovviamente è l’attrazione principale. E’ uno dei simboli del barocco siciliano la cui bellezza così ammaliante non è soltanto data dalla sua struttura architettonica ma anche dal modo in cui  è incastonato nel tessuto urbano.

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Duomo di S. Giorgio

La sua cupola è un punto di riferimento ed è un piacere giocare a fotografarla da vedute sempre differenti.

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Cupola del duomo

Altra suggestiva attrazione è la piccola chiesa barocca di San Giuseppe, con un prospetto frontale che ricorda tantissimo il duomo situato a pochi metri.

Dopo venti minuti di strada a piedi da Ibla si giunge a Ragusa. Il tragitto a qualcuno potrebbe risultare un po’ faticoso, anche per via di tutte quelle scale da salire, ma non è una fatica sprecata in quanto lungo questo percorso si possono ammirare panorami davvero fantastici.

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Ragusa ovviamente ha ben poco da condividere con Ibla.  E’ una città quasi anonima, senza  particolari  punti interessanti eccezione fatta per l’edificio delle Poste, qualche vecchio palazzo baronale e la bella cattedrale situata nella suggestiva piazza San Giovanni. E’ proprio in cattedrale che abbiamo fatto la fortuita conoscenza del sig. Giovanni, un arzillo ottantacinquenne conosciuto da tutti che ci ha spiegato fin nei minimi dettagli ogni particolare della chiesa per poi accompagnarci per un bel pezzo di centro storico facendoci da Cicerone, raccontandoci la storia, le tradizioni e gli aneddoti della città, e facendoci scoprire la bellezza di alcuni punti che senza la giusta presentazione sarebbero passati inosservati. Che fortuna averlo incontrato ed aver potuto godere della sua compagnia e dei suoi racconti.

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Particolare di un palazzo baronale

L’ultimo pomeriggio lo abbiamo passato in giro, visitando prima Marina di Ragusa e poi Modica. Il primo è un piccolo paese costruito lungo la costa, con un bel lungomare e ad abitazione prevalentemente estiva, e nonostante fossimo a marzo l’atmosfera che si respirava era proprio quella, la spensieratezza della bella stagione. Modica invece è una città ben più grande, anche essa tra le mete turistiche più rinomate della zona. Ci siamo arrivati nel tardo pomeriggio ed il tempo a disposizione per girarla è stato davvero poco. Ci siamo inoltrati sul calar della sera per le vie in salita che portano al castello fermandoci davanti la casa natale di Quasimodo. Poi, anche un po’  scoraggiati, abbiamo fatto un giro per il corso principale,  visitato  la chiesa di San Pietro e acquistato un po’ di quel famoso cioccolato per il quale la città è rinomata. Purtroppo non siamo riusciti invece a vedere il duomo di San Giorgio, una grande mancanza, una cosa piuttosto mortificante,  ma anche un’opportunità per un futuro ritorno.

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Scorcio di Modica
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