Lasciata Ragusa ci siamo diretti  a Siracusa per l’ultima breve tappa della nostra vacanza.

Dai tesori barocchi siamo passati quindi alle splendide testimonianze di antiche civiltà e all’eleganza dell’isola di Ortigia. La differenza tra i due posti è risultata subito evidente: diversa la confusione, diversi i colori.

sir4
Anfiteatro romano

Siamo arrivati nella tarda mattinata e dopo aver parcheggiato,  sistemato  i bagagli in camera e ascoltato le dritte del simpaticissimo Giuseppe, il proprietario del b&b, ci siamo subito attivati per quella che sarebbe stata una lunga giornata, fisicamente probante ma allo stesso tempo piacevolissima.

sir2
Teatro greco

La prima tappa è stata il Parco Archeologico. Al prezzo di 10 euro di ingresso abbiamo potuto ammirare splendide antiche testimonianze  come  l’orecchio di Dioniso, il teatro  greco e l’anfiteatro romano. Il parco è veramente ben mantenuto ed è un piacere girare tra i suoi verdi sentieri nonostante l’inaspettato clima torrido. Tessa ne è stata deliziata, la sua passione per l’archeologia è stata stavolta ben ripagata.

sir3
Tessa in giro per il Parco archeologico

Dopo un piccolo pit-stop in stanza per lasciare qualche indumento di troppo abbiamo subito ripreso il cammino stavolta dirigendoci verso l’isola di Ortigia. Due ponti collegano l’isola al resto della città, è sempre Siracusa ma sembrano due mondi differenti. Subito ci si ritrova davanti una bellissima piazza dominata dai resti del Tempio di Apollo. Da lì ci siamo diretti a sinistra, verso il mercato. Non siamo andati lì a caso e non abbiamo aspettato di pranzare alle due per nulla, noi volevamo il panino di Borderi.  La coda allo stand è durata un’ora ma ne è valsa davvero la pena. Il sig. Borderi è uno spettacolo. Guardarlo condire quei panini con quella sua incredibile maestria è stato veramente fantastico. Lui intanto parla, racconta, insegna,  filosofeggia, scherza, si indigna e di tanto in tanto tira qua e là sugli avventori qualche fetta di mortadella appena affettata, o qualche mozzarella appena legata. Cinque euro per un chilo di bontà alta una quindicina di centimetri che ci è servita da pranzo e cena.

sir1
Orecchio di Dioniso

Pieni e felici ci siamo avventurati quindi per le vie dell’isola. Non è grande, si gira in poche ore, ma è bella, pulita, solare, con splendidi luoghi.  Un vero gioiellino.

Piazza del Duomo è davvero fantastica. Si estende in grandezza con la sua pianta rettangolare e ti viene quasi voglia di correre a perdifiato in tutte le direzioni. Libertà. La cattedrale è decentrata su un lato lungo ma attira su di se l’attenzione con le sue dimensioni e lo splendore della sua facciata.

sir5
Piazza Duomo con la cattedrale sulla destra

Prendendo  una via che scende dal lato corto opposto costeggiando la bella chiesa di Santa Lucia alla Badia si giunge al papireto e alla piazza adiacente esposta al sole da cui si può ammirare una splendida vista della costa. E’ da qui che partono le due passeggiate sul mare: sulla sinistra lo stretto lungomare Alfeo, con i suoi locali, e, ad un livello più basso, sulla destra,  il nuovo Foro Vittorio Emanuele II  che con le sue dimensioni sono sicuro che in estate si trasformi in un vero e proprio luogo di attrazione e ritrovo per migliaia di persone (li conterrebbe tutti senza problemi).

sir10
Chiesa di Santa Lucia alla Badia in Piazza Duomo

Il pomeriggio è stato allietato dall’incontro con due dei ragazzi conosciuti l’anno scorso alle Eolie. E’ stato davvero bello rivedersi. Insieme abbiamo passeggiato per le caratteristiche strade, poi abbiamo preso posto davanti ad un gazebo parlando e  ridendo tanto davanti ad un irresistibile bicchiere rinfrescante di un intruglio a base  di sciroppo alla menta, succo di limone, Schweppes e granita al limone. Ne ho bevuti tre bicchieri almeno.

sir6
Lungomare Alfio

La serata finisce con un ultimo giro insieme per godere del tramonto sul mare, un selfie  di gruppo da inviare agli altri due ragazzi dell’avventura della scorsa estate, i saluti e la promessa di rivedersi presto, poi  il rientro a piedi verso il b&b.

sir7
Veduta di Siracusa dalla piazza accanto al Papireto

Il mattino dopo è il momento della ripartenza. Prima di metterci  in marcia per attraversare quasi per intero la Sicilia c’è un’ultima cosa ancora da vedere, in fondo l’abbiamo ad appena qualche metro. E’ il santuario della Madonna delle lacrime, con la sua pianta circolare e la sua cupola che è un punto di riferimento per tutta la città. Una chiesa diversa, particolare,  moderna ma comunque affascinante.

sir8
Santuario Madonna delle lacrime – interno

Finisce così il nostro breve soggiorno nella costa orientale della Sicilia. Di questi giorni ricorderò soprattutto le persone che abbiamo incontrato e conosciuto, persone affabili, gentili, a volte strane ma tutti innamorati pazzi della loro terra, un attaccamento che raramente ho visto in altri posti.

 

Annunci