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Erano previsti 44 gradi. In realtà il sole ieri non è mai spuntato e qualche goccia di pioggia è anche caduta. Ma io amo questa atmosfera, tipica di fine delle vacanze, così settembrina anche se era solo il primo di luglio, così malinconica anche se in compagnia di due grandissime amiche di solito cariche di entusiasmo, Mary (ve la ricordate Sole?) e Giuly, che sono venute a trovarmi  due giorni per una piccola rimpatriata.

D’altronde il weekend non è nato sotto i migliori auspici. Giovedì tre miei carissimi colleghi: il greco, il caldi e Mary appunto, hanno trovato nella loro buca della posta la lettera di licenziamento. Era nell’aria. Avevo sperato che arrivasse anche a me, invece no. Nonostante non abbiano perso granchè, secondo me ci hanno solo guadagnato in realtà, in soldi ed in salute, è stato comunque un brutto colpo, più sotto l’aspetto emotivo e sentimentale che altro. Il caldi soprattutto sembra prossimo alla disperazione.  E’ la fine di un’epoca. Per me adesso sarà ancora più dura tornare in ufficio, mi mancano già.

Il tempo ha forse deciso di lasciarsi trasportare da questo mood.  Il mare mosso non ha permesso le consuete nuotate, il vento ha tenuto lontane le persone dalla spiaggia. Noi non ci siamo fatti influenzare e abbiamo comunque preso posto in riva, mattina e pomeriggio, non lasciandoci sfuggire l’opportunità di parlare, ridere, scherzare, progettare e soprattutto ricordare. Chissà quando accadrà di nuovo. Anche le due serate passate insieme sono state positive, piene di sorrisi e di incontri, con la consapevolezza che quello che ci lega, che lega noi e gli altri, rimarrà indissolubile anche se sotto altra forma.

Da lunedì è previsto di nuovo il sole.  E’ un segno per tutti.

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