Categoria: università

A Palermo, nella casa che condividevo  con altri tre ragazzi, ci  divertivamo con poco. L’ago della bilancia era sempre uno, Luca, il padrone di casa, di cinque anni più grande di noi e dalla vita sociale intensa quanto originale.

Una sera a settimana, di solito il giovedì, ci concedevamo un lusso mangereccio che poteva consistere in un pollo allo spiedo con un abbondante contorno di patate o una pizza familiare, prelibatezze di cui eravamo soliti rifornirci sempre negli stessi posti.

Una sera Luca si impossessa del cellulare di Riccardo, quello da cui siamo soliti chiamare in pizzeria,  e ordina un paio di familiari, le più costose, che fa recapitare a casa di alcuni suoi amici ignari di tutto. Uno scherzone insomma.

Quando Riccarduzzo lo viene  a sapere monta su tutte le furie, soprattutto perché la pizzeria ha memorizzato il suo numero come cliente affezionato.  Ne scaturisce quindi una lunga e furibonda lite in cui l’accusatore viene finalmente calmato più per stanchezza che per le promesse del sempre serafico imputato.

Gli animi sono stati placati da  un paio d’ore quando suona il cellulare del misfatto, Riccardo lo prende e lo  guarda preoccupato, è la pizzeria. La lite esplode più potente di prima ma questa volta non dura molto perché Luca si prende subito  la responsabilità di rispondere e chiedere scusa sistemando una volta per tutte la situazione.

Risponde dunque, ma più che scusarsi lo vediamo ascoltare, e di tanto in tanto annuire.

Noi lo guardiamo, studiamo attentamente ogni espressione del suo viso cercando  di capire l’andamento della discussione,  finchè lui conclude la telefonata con un:

-No no non si preoccupi non ci fa nulla, grazie comunque.

Insomma, per farla breve, il ragazzo addetto alla consegna della pizza era stato fermato e picchiato da alcuni delinquenti della zona che avevano pensato bene di cenare gratuitamente quella sera. La pizzeria ci aveva dunque richiamato per informarci dell’accaduto, scusarsi, e, se ne avevamo ancora voglia, consegnarci le pizze ordinate con in dono qualche arancina e panella per scusarsi del ritardo.

E’ finita bene. Ma solo per noi

 

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