Non ci avrei mai creduto, davvero. Non avrei mai creduto che potesse finire così, ma ormai era inevitabile. Quasi dieci anni, anni intensissimi che mi hanno fatto crescere, maturare e incontrare persone meravigliose. Anni che mi hanno consentito di apprendere un lavoro e specializzarmi in un settore, uno di quelli delicati e di grande responsabilità, dove ho dovuto dare fondo a tutte le mie energie, la mia pazienza, la mia applicazione. Anni di risate, di abbracci, di grande comunione e sentimenti,  ma anche di feroci incazzature, momenti di profonda depressione o sconforto, e la consapevolezza finale che nessuno riuscirà mai a risollevare questa terra dal destino crudele in cui si è ormai indirizzata.

Che tristezza.

Ieri il mio direttore, l’ultimo tra quelli che si sono succeduti in questi difficili tre anni,  ha accettato la mia richiesta di aspettativa, sei mesi prolungabili a 12. Mi ha incoraggiato, sostenuto e fatto i migliori auguri.

Si, ho lasciato il mio caro vecchio lavoro.  Per ora temporaneamente ma in fondo so che sarà per sempre. D’altronde sono già iniziati i primi licenziamenti, e ai primi tre a breve ne seguiranno altri due. Io non sarei stato tra questi ma con undici mensilità arretrate che probabilmente non vedrò mai e la certezza di una imminente chiusura non potevo certo farmi sfuggire questa occasione. Anche perché la mia terra non offre nulla da questo punto di vista, solo amarezze e sfruttamento.

Si, ho trovato lavoro, all’estero, in una multinazionale americana dell’e-commerce che penso tutti conosciate, non il settore dal quale provengo ma in fondo mi è sempre piaciuto ampliare le mie capacità ed i miei interessi in più ambiti.

Il 4 settembre comincerà questa mia nuova avventura a Varsavia, in Polonia.

Un contratto di tre mesi con prolungamento di altri trentatré, ma in fondo al momento a me interessa soltanto reinserirmi nel mondo del lavoro, fare curriculum (ed un’esperienza all’estero penso possa essere una grande opportunità) e migliorare il mio inglese, poi si vedrà, in fondo al momento non ho nulla da perdere, lavorativamente parlando. Il sogno è comunque di poter ritornare al più presto dalle mie zone con un lavoro che possa darmi soddisfazioni.

Ovviamente non vi libererete di me così facilmente.

 

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