Sono felice?

Ni

Sono felice perché ho trovato un nuovo lavoro, finalmente, dopo tre anni di estenuanti ricerche e delusioni.

Sono felice di fare questa nuova esperienza che sono sicuro (spero) sarà bellissima, o comunque molto formativa.

Sono felice di rimettermi in gioco, così in grande.

Sono felice di avere l’opportunità di capire cosa voglio veramente guardando tutto in modo differente.

Sono felice di concedermi una possibilità di un futuro migliore.

Sono felice di arricchirmi culturalmente e professionalmente (e anche inglesemente).

Sono felice per le sorprese che mi riserverà il futuro, sperando che siano belle.

Sono felice di poter andare incontro a delle soddisfazioni.

Sono felice di fare anche io da esempio per chi continua ad arrancare senza speranza nel futuro.

Sono felice di non dover aver più a che fare con gente mafiosa.

 

Non sono felice di dover abbandonare i miei affetti: i miei genitori, mia sorella, Tessa, i miei parenti, Yves.

Non sono felice di non poter condividere con loro la felicità ed il futuro quotidianamente.

Non sono felice di abbandonare questa terra che però fa tutto per farsi abbandonare.

Non sono felice di dover influenzare la vita di Tessa in modo così importante.

Non sono felice perché mi mancheranno tutti i riti ormai abituali, come vedere l’Inter con mio padre.

Non sono felice di lasciare i miei amatissimi colleghi, o almeno i pochi rimasti.

Non sono felice perché devo abbandonare tutte le mie cose.

Non sono felice perché mi sono appena abbonato a Sky.

Non sono felice perché ciò che ho sempre sognato per me rischia seriamente di andare a puttane. E dire che chiedevo solo una vita tranquilla con un lavoro soddisfacente nella mia terra e una casa mia da poter arredare, arricchire e vivere al meglio.

Grazie cara italia*,

grazie cara sicilia*,

grazie a voi, “onorevoli”*.

Avrete poco da lucrarci tra qualche anno, quando i centri abitati si ridurranno a lande desolate e inabitate (un fenomeno che avanza già inarrestabile), quando tutti troveranno il coraggio di scappare via e lasciarvi a mani vuote. In fondo dalle mie parti si dice “cu niesci arriniesci” (chi va via fa carriera), e questo la dice lunga sul sentimento comune.

A me però “una vita non basta”, ricordate?

Ad maiora

*il minuscolo è voluto, e penso anche abbondantemente meritato

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