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una vita non basta

Just hang on and suffer well

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Diario

Occasioni perse

Ne parlavo nella presentazione del mio blog e potete sempre leggerlo nella sezione About.  Lo ribadisco oggi che ne ho un’esperienza ancora più diretta perché vissuta da vicino.

Si, avrei tanto voluto fare l’Erasmus. E’ stata la più grande mancanza della mia vita, senza dubbio.

L’altra sera mi sono ritrovato attorno al  tavolo della mia cucina con i miei due coinquilini francesi, due loro amici connazionali, ed una simpatica ragazza turca dagli occhioni verdi, Sena. Seduti in due gruppi, ogni gruppo col suo pc, hanno iniziato a programmare viaggi da qui a dicembre. Hanno prenotato biglietti e ostelli  per Vilnius, Praga, Danzica, Bratislava. E mi sono ritrovato a invidiarli di brutto,  veramente tanto.

Ma non solo per i viaggi, ho viaggiato tanto anche io d’altronde.  L’esperienza che stanno vivendo è fantastica. Il solo ritrovarsi fianco a fianco con gente proveniente da tutto il mondo, assorbirne la cultura, condividerne i giorni e le sere, e le notti, stringere amicizie così intense, vivere per un anno la vita al 100%, divertirsi everyday, in piena libertà, senza nessun pensiero oltre a quello di godersela, con criterio, perché non ho ancora visto nessun ragazzo sconsiderato fino ad oggi.

Riflettendoci nella mia vita non c’è stato un periodo  in cui me la sono goduta così. Da pochissime di tutte le esperienze  che ho fatto, e ne ho fatte così tante che quasi mi vergogno anche a lamentarmi, posso dire di avere tratto il massimo, il 100%. Per tanti motivi, di diversa natura.

Ho tanti rimpianti. Troppi treni, di tutti i tipi, mi sono passati davanti, ed io sono sempre rimasto fermo, seduto in quella panchina della stazione, stringendo in mano il mio biglietto (perché le possibilità le ho avute) e guardando con rammarico e rassegnazione l’ultimo vagone pieno di gente festante scomparire in lontananza,  pensando, illudendomi e sapendo di farlo,  che il prossimo sarebbe stato quello giusto.

 

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Ciao Elii, e grazie di tutto.

Riccarduzzo ne era un fan-atico. Ma fu Vanni a farceli amare facendoceli ascoltare di continuo per un’intera estate. Li cantavamo tutti in coro, in macchina, sempre.

Io comunque li avevo già amati a Sanremo per  La terra dei cachi quando solo un voto truccato riuscì a togliergli la vittoria, e per le indimenticabili  sigle di Mai Dire Gol: Amico uligano, Il concetto di banana, Balla col Barlafus.

Elio e le Storie Tese si sciolgono.

Li ricorderemo sicuramente per le loro canzoni surreali ma dal grande contenuto neanche troppo velato, e anche per la loro grandissima tecnica musicale.

Ci hanno lasciato veri e propri capolavori come Tapparella, Carro, Il vitello dai piedi di balsa (in duetto con Ruggeri), Cassonetto differenziato per il frutto del peccato, John Holmes, ma soprattutto Cara ti amo e Servi della Gleba (con il mitico balletto annesso), veri e propri inni sulla condizione maschile nel rapporto uomo-donna.

Beh, io me li ricordo anche per Ti amo campionato, che ogni tifoso italiano onesto conosce bene e rispolvera quasi ogni domenica, almeno fino all’avvento del VAR.

 

L’occhio spento e il viso di cemento
lei e’ il mio piccione io il suo monumento

Servi della Gleba

 

Nel boschetto della mia fantasia
c’è un fottio di animaletti un pò matti inventati da me,
che mi fanno ridere quando sono triste,
mi fanno ridere quando sono felice,
mi fanno ridere quando sono medio;
in pratica mi fanno ridere sempre.

Il vitello dai piedi di balsa

Dannato vivere

Una canzone che al momento mi calza come un pennello.

Avrei bisogno di sfogarmi e non so più nemmeno piangere.
Com’è difficile aspettare quando arrivi alla mia età.
Dovrei parlarne con qualcuno e non c’è campo in tutto l’etere.
E sento il peso delle stelle che non ho afferrato mai
però è qualcosa che ho provato e una volta tornerò…

a scivolare giù
nella corrente
per risalire su
dolcemente…
irresistibile
stupendo, inconcludente, dannato vivere!

E penso al tempo che ho sprecato a far programmi senza agire mai.
Stordito, pallido e incazzato, non importa sono qua.
E ho camminato sul pianeta scalzo, disperato e libero.
E certe cose che ho provato non le proverò mai più.
Ma ho già volato per amore e una volta tornerò…

a scivolare giù
nella corrente
per risalire su
dolcemente,
irresistibile
stupendo, inconcludente, dannato vivere!

Waiting, I’m waiting,
Waiting, I’m waiting for the Sun…
Waiting, I’m waiting,
Waiting, I’m waiting for the Sun…
Waiting, I’m waiting,
Waiting, I’m waiting for the Sun…

Dannato vivere – Negrita

Destino? Si, ma avverso!

Beh, oggi non è proprio un buona giornata!

Neanche il tempo di alzarmi dal letto che il mio carissimo (ex) collega mi informa che è stato contattato dal proprietario di un’azienda che conosciamo bene per un lavoro. Si tratta di fare il service engineer per una multinazionale italiana con cui io ho collaborato per ben 9 anni. Farà due settimane di training, tra cui una nella sede centrale, e poi inizierà un periodo di prova alle dipendenze di questa piccola azienda che ha l’appalto per gli interventi in Sicilia.

Avevano cercato me ma avendo saputo che mi trovavo all’estero hanno optato per lui!!

Sono contentissimo per il mio fratellino, ha anche una famiglia da sfamare. Ma pensando in maniera egoistica come dovrei definire tutto ciò? karma? sfiga? Più persone lo hanno semplicemente definito destino. Ma destino di che?? Per cosa? Cercavo un lavoro da tre anni e mi arriva l’occasione dopo un mese che mi trasferisco all’estero! E intanto io sono qui lontano dalla mia vita, lontano da tutti, che mi arrabbatto, tra poco anche i sabati e le domeniche, per meno di 800 euro!

Io non lo so come si troverà, se sarà trattato come uno schiavo oppure no, se riceverà uno stipendio consono o almeno decente, ma è a casa! E sinceramente al momento non penso che i sacrifici che sto facendo in questo momento saranno mai ricompensati. Non vedo proprio via d’uscita da qui, un posto in cui, ripeto, mi trovo bene, ma che per vari motivi non può che essere solo di transizione.

 

Bonjour

Poco fa  cazzeggiavo su Facebook quando, ascoltando una canzone, Bonjour dei Negrita, mi è venuta una gran voglia, quasi disperata, di tornare a casa, per vivere gli affetti nel modo descritto dalla canzone.

Come vivo per ora? bene, non mi lamento.

Ma ho bisogno di ben altro adesso.

P.S. ascoltatela, è deliziosa

Palazzo Staszic

Passeggiando per  Nowy Swiat, il bellissimo ma ancor più elegante viale di Varsavia che, colmo di negozi, ma soprattutto locali, diurni e notturni, conduce dritto al cuore turistico del centro storico, ci si ritrova ad ammirare questo splendido palazzo, oggi sede dell’Accademia Polacca delle Scienze.

Procedendo verso Stare Miasto ce lo si ritrova sulla destra, improvvisamente, e questo ti costringe a girarti, sostare per ammirarne la struttura e poter così godere della sua bellezza.

Il Palazzo Staszic domina la sua piazza,  insieme alla statua di Copernico, ed è un antipasto di ciò che il turista visiterà poco più avanti.

Beh, quel palloncino rosso, casualmente ritratto in foto, lo voglio vedere come un omaggio all’uscita del remake di IT e quindi al genio del Re. Purtroppo da qui mi sarà impossibile vederlo, cercherò comunque di rimediare il prima possibile con ogni mezzo a disposizione.

sdr
Palazzo Staszic e statua di Copernico

Aspetta

And wait…
Wait…
Wait for something to happen

Play for today – The Cure

Speranze

Credo mi tocchi un’altra bordata di giorni duri. Sono di nuovo al verde, e questa volta sono messo proprio male. Comunque non sono preoccupato. […] In qualche maniera riesco a procurarmi da mangiare a sazietà, un letto caldo, un posto per scrivere, e moltissimo tempo per sognare. Che altro si può volere? Speranze. Sì, un uomo deve avere delle speranze. Be’, chi, in questo mondo di scrittori, non scambierebbe il suo posto con il mio?

Lettere 1932 – 1981 —-  John Fante

Ok mi arrendo

Visto che anche per questa sera rimarrò a casa, pressato sempre di più da Tessa ho deciso di iniziare a guardare il Trono di Spade. Anche perchè così così non sarò più emarginato dai discorsi di tutti. In compenso le ho chiesto di vedersi Breaking Bad, vediamo se lo farà.

Devo ancora finire Malcolm ma penso di riuscire a portare avanti entrambi senza troppi problemi.

Fortunatamente ho fatto amicizia con un piccolo gruppo di italiani, miei colleghi seppur di un altro Team. Dal prossimo weekend dovrei avere l’imbarazzo della scelta per le uscite. Non vedo l’ora. Sinceramente vorrei anche godermi un pò la vita qui a Varsavia.

Buon weekend a tutti

Nuovi obiettivi

I miei personali obiettivi di questa nuova avventura qui in Polonia ve li elenco subito, i principali almeno:

  • Il primo ovviamente era quello di riprendere a lavorare dopo tre anni di “sangue marcio”, di senso di inutilità e molto spesso anche di accanimento, di stress e liti. Vedere nuovi soldi nel conto dopo più di un anno sembrava ormai quasi un sogno.
  • Ricominciare a lavorare vuol dire anche migliorare il mio CV, ancora di più se ad arricchirlo è un’esperienza all’estero, in una multinazionale ed in un altro settore rispetto a quello da cui provengo. Le mie prossime candidature dovrebbero avere più fortuna, o almeno spero.
  • Migliorare l’inglese. In ufficio parlo quasi sempre l’italiano ma fuori e a casa sono “costretto” a parlarlo, e parlandolo a migliorarlo, per forza di cose, dovrebbe essere naturale, no?
  • Dimagrire. La situazione stava prendendo una brutta piega, tutte le frustrazioni, quelle lavorative in primis, le placavo con il cibo. Camminavo poco, davvero poco, e non facevo più sport da un po’. E poi la cucina di mia madre….Qui è diverso, sono soddisfatto, cammino tanto e mangio meno, anche perché devo cucinarmi. Beh, magari dovrei iniziare a mangiare un po’ più sano, ecco, giusto questo.
  • Obiettivo secondario, ma mica poi tanto, è cercare un altro lavoro, uno che mi riavvicini a casa e/o che mi dia più soddisfazioni economiche. Al momento però non posso lamentarmi e nel farlo prenderò in considerazione tutti gli aspetti possibili, tutti i pro e i contro. Adesso posso permettermelo.

Vedremo come si evolveranno le cose. Intanto una volta qui vorrei cercare di integrarmi il più possibile, anche se non è molto semplice.

News&Sport

Ed eccomi stasera a presentarvi una nuova rubrica del mio blog.

Ci pensavo da tanto, anche perchè mi offre una quantità di spunti infinita su cui scrivere, ma al tempo stesso avevo fino ad ora deciso di non passare ai fatti.

Il motivo? Semplice. Mi rendo conto di pensare molto diversamente dagli altri, di essere insofferente alle ingiustizie, e soprattutto parlando di sport questo può far storcere il naso ai lettori. Lo so.

Però va bene lo stesso, uno scambio di opinioni lo ritengo un momento di crescita, soprattutto se fatto educatamente e con finalità costruttive.

 Quindi, beh, dovrete sopportare anche questo.

Ora sei una stella – L. Garlando

Non ho più tempo per leggere tanto. Questo vuol dire che non potrò neanche più scrivere tante recensioni. E’ per questo che da oggi in poi pubblicherò soltanto una recensione alla volta, nelle modalità e con la formattazione che già avete imparato a conoscere.

Ecco la nuova:

Ora sei una stella – L. Garlando   ● ● ○ ○ ○   (13/06/2017 – 20/06/2017) old 2°

Questo è un libro sul calcio. Ma non il comune libro in cui vengono sciorinate statistiche, palmares e rose con la stessa passione di un professore che di prima mattina fa l’appello dei suoi alunni. Questo è un libro che trasuda di passione. Un anziano signore che indirizza il nipote al calcio e al tifo di una squadra di calcio raccontandone la storia, i protagonisti, gli aneddoti, e come questi abbiano interferito con la sua vita e la metamorfosi della sua città, Milano. E’ un’educazione sentimentale al calcio antico, quando la fede contava più dei soldi, e alla vita. E poco importa se i colori in questione sono quelli nerazzurri dell’Inter. E’ un bel libro, che appassiona, diverte e commuove. Certo, la trama è un po’ surreale, con questo 84enne ed i suoi due amici coetanei che conoscono tutti i protagonisti, o che fanno cose che certo a quell’età non potrebbero permettersi (uno di loro va fino a Kiev in auto!), soprattutto nelle ultime pagine quando si verificano eventi davvero impensabili. Per il resto però è un buon libro, leggero ma ricco di sentimenti e di battute geniali. Un must have per ogni tifoso nerazzurro a mio parere.

Per leggere tutte le recensioni da me fino ad ora pubblicate dei libri letti in questo 2017 potete come sempre andare qui .

2 anni!!!

WordPress mi ha appena ricordato che esattamente due anni fa mi iscrivevo in questa piattaforma!!

Ho 2 wordpressanni!!!

Quante cose sono cambiate in questo (relativamente) breve tempo!! Ed il cambiamento è tutto qui, testimoniato e registrato, pagina dopo pagina.

Due anni che vi tedio con le mie paranoie, i miei problemi, le mie cazzate….e voi, amici miei cari, sempre qui a seguirmi, sempre più numerosi!

Che dirvi….GRAZIE!!!

Quest’affare di vivere

Cara mamma,

passo il mio tempo a scrivere fino a che la situazione prenderà una piega migliore. Ogni scrittore deve fare la fame per un pò prima di valere qualcosa. Deve sperimentare tanto le difficoltà quanto le cose facili, e in questo momento mi tocca la parte brutta di quest’affare di vivere. 

Non preoccuparti per me. In qualche modo me la cavo sempre.

Lettere 1932 – 1981   —  John Fante

Questa sera

Per parlarvi di Varsavia ci sarà tempo (purtroppo!).

Per ora sono sempre in questo bnb, disagiato, senza una scrivania, con una sistemazione “definitiva” che mi aspetta per sabato ma di cui non mi sento ancora sicuro. Manca ancora quella mail chiara e distinta che mi dica: ok, ti aspettiamo lì. Non ci dovrebbero essere problemi, è ormai tutto definito, però finchè non ci sono dentro…

Ho appena mangiato dal cinese qui vicino una mega porzione di riso, ho inviato qualche cv giusto per non perdere il ritmo, e ora sono qui, già in pigiama, con alle orecchie un vecchio album di Venditti, uno dei più ascoltati nei bei tempi dell’infanzia (In questo mondo di ladri), così, giusto per farmi ancora più male, a pensare a tutti i sogni che ho buttato nel cestino, ai desideri che sembrano ormai irrealizzabili, alla lontananza e alla solitudine, a tutti i soldi che sto spendendo che spero non siano un investimento buttato.

Inconsolabile.

 

“Sarà quel che sarà, questa vita è solo un’autostrada,
Che mi porterà alla fine di questa giornata,
E sono niente senza amore, sei tu il rimpianto e il mio dolore
Che come il tempo mi consuma
Lo sai o non lo sai, che per me sei sempre tu la sola,
Chiama quando vuoi, basta un gesto forse una parola”

Ricordati di me – Venditti

Settembre

Il mese più bello, se fossi ancora lì….

 

Stai con me per ogni lacrima,

che cade giù da questa nuvola

quando la notte piano piano finirà

chissà chi è il primo di noi due che parlerà.

Settembre poi ci prenderà,

coi suoi venti di pioggia vincerà.

Settembre – Venditti

 

Dove c’è Venditti c’è casa.

It’s still available?

Non faccio che scriverlo, dalla mattina alla sera, sui siti o sui gruppi Facebook.

It’s still available?

E’ ancora libera?

La camera ovviamente!

Sono a Varsavia da quasi una settimana e giro ancora da un bnb all’altro. Tra un bnb e due diversi residence i soldi stanno volando davvero via. Ora sono qui, in questa stanza con bagno in comune in un bel posto vicino al lavoro. Me l’ha trovato Tessa dall’Italia ieri sera, mentre ero in preda alla più nera disperazione dopo aver perso l’ennesima opportunità di trovare un alloggio e mentre il mio pc non mi faceva lavorare noncurante che l’indomani mi sarei potuto trovare sotto un ponte.

Perchè al danno si aggiunge la beffa, ovvero la mia futura collega, siciliana anch’essa, con cui è parso spontaneo cercare casa, non sapendo però a cosa andavo incontro. E’ una 37 enne abbastanza insignificante, pesante, non molto sveglia.  Non vuole spendere, fa i conti al centesimo, ma pretende le reggie. Eppure a volte si fa entusiasmare da topaie che costano quanto le reggie. Nonostante la casa di ieri sera fosse accogliente e ben rifinita, la migliore fino ad oggi vista, e anche ben collegata e vicina al lavoro, non c’è stato verso di convincerla, non le piaceva la zona. Che poi la zona non piaceva neanche a me ma ci sarebbe stato tutto il tempo per poter cambiare con calma in seguito.

Le case qui sono di tre tipi, o sono già occupate, o sono dei veri postriboli o costano troppo. Si trovano stanze da 200 euro  a 370 euro. Il prezzo non contraddistingue la bellezza o la posizione, è tutta fortuna, di solito comunque il prezzo include tutto: wi-fi, riscaldamento, luce, gas, acqua ecc…

Essendo in coppia, una vera coppia, un lui e una lei che dividono il letto, sarebbe molto più semplice, si trovano parecchie belle occasioni. Purtroppo Tessa è a migliaia di km di distanza….

Comunque…intanto sono coperto per un’altra settimana, spero di poter concludere nei prossimi giorni, almeno posso così svuotare la valigia!

Qui Varsavia

E quindi una volta qui lo sento come un dovere raccontarvi di questa città, Varsavia.

Lo farò in tre modi:

  • Raccontandovi di me, come sempre, con comuni post che verranno inseriti nella generale sezione “Diario”;
  • Raccontandovi della città e delle sue bellezze con piccoli diari che troverete nella sezione Viaggi –> Europa –> Polonia –> Varsavia, dove Varsavia non sarà un articolo ma una raccolta di questi che a mano a mano scriverò. Ovviamente il tono sarà diverso da quello usato per i precedenti diari di viaggio visto che non mi trovo qui come turista;
  • Raccontandovi della vita a Varsavia o più in generale in Polonia, e quindi usi e costumi, economia, lavoro, differenze con l’Italia e argomenti simili. Questi troveranno posto in Rubriche –> MylifeAbroad –> #QuiVarsavia. Anche in questo caso si tratterà di un insieme di post che scriverò nel tempo. Se qualcuno avesse intenzione di trasferirsi e/o volesse delle info sarò felice di essere d’aiuto per quanto è di mia possibilità.

Beh, è tutto per ora.

Spremuta di cuore

Varsavia.

Ci saranno occasioni per parlarne da oggi in poi qui sul mio blog. Le prime impressioni sembrano positive ma devo ancora trovare una sistemazione prima di poter iniziare ad ambientarmi. Per ora sto in un b&b, ben posizionato, in una bella camera ma con la restante parte della casa che lascia un po’ a desiderare. La verità è anche che mi viene pesante condividere la casa con sconosciuti. La verità è che ho tanta nostalgia di casa.

Gli ultimi giorni sono stati pesanti. Con la partenza alle porte il mio umore è andato sempre più peggiorando sfociando in una specie di mutismo selettivo. I saluti con i miei cari mi hanno spezzato il cuore. Non ho pianto, ci sono andato vicino molte volte, e forse sarebbe stato meglio che lo avessi fatto, mi sarei almeno sfogato un po’.

Alitalia ci ha messo del suo. Per colpa di un notevole ritardo mi ha fatto perdere la coincidenza da Roma riprogrammandomi l’intero itinerario con uno scalo ad Amsterdam per arrivare finalmente a Varsavia alle 22:30 anziché alle 12:00. Stanco, arrabbiato, depresso.

Almeno non mi hanno perso il bagaglio in stiva. Non me lo hanno perso ma me lo hanno danneggiato,  in un modo che non riesco neanche a capire, ci vuole veramente maestria per ottenere risultati simili.

Spero che una volta trovato un appartamento ed iniziato a lavorare la situazione migliori, anche se non penso possa migliorare molto.

Sogno con fervore di ritornare a casa, con un bel lavoro in mano, e vivere la mia vita così come ho sempre desiderato.

Sogno. Appunto.

 

New life

Questo è l’ultimo giorno della mia vita così come l’ho condotta fino ad adesso. Domani alle 8:00 prenderò il volo che dopo un brevissimo scalo a Roma mi porterà a Varsavia, lì dove inizierà questa nuova fase che spero possa darmi tante soddisfazioni e serenità.

Non è la prima volta che compio un passo del genere. L’avevo già fatto tanti anni fa trasferendomi a Roma per iniziare la laurea specialistica. Fu quella un’avventura breve, di pochi mesi, dopo i quali tornai a casa. Non vedevo le condizioni per proseguire, molte certezze erano state disattese, non mi ci trovavo e non volevo continuare a far uscire soldi ai miei.

Questa volta parto per riceverli i soldi, e con essi anche cultura, professionalità, nuovo know-how, ed un futuro dignitoso, tutto quello che la mia terra non offre più a nessuno.

Un grosso in bocca al lupo a me stesso allora, sperando che molti dei miei desideri si possano realizzare.

Possibilità

La soluzione non è l’Oriente

ma il poter scegliere di andarci a piacimento.

 

Zero – Bluvertigo

 

Fatta la VAR trovato l’inganno

E’ ricominciato il campionato e sono bastati pochi minuti per avere la prova evidente di come stavano le cose. Dopo più di 30 partite casalinghe finalmente è stato fischiato un rigore contro, ovviamente solo grazie alla VAR perchè l’arbitro come di consueto aveva lasciato proseguire.

Questo dovrebbe rallegrarci, ed in effetti felici lo siamo, almeno da oggi ci sarà una maggiore regolarità nelle partite, però siamo ancora lontani dalla trasparenza totale e ce ne siamo accorti poco dopo quando il secondo gol è arrivato dopo un evidente stop di braccio. Ma più che la disattenzione arbitrale, lì dove la VAR non è ammessa, a far pensare male è la mancanza di un chiaro replay in diretta da parte delle pay tv, quasi a voler nascondere il fattaccio, quando poi questa tecnica televisiva viene usata, abusandone, anche per verificare la correttezza di un fallo laterale.

La cosa  più grave è però il fatto che  il miglior opinionista italiano è stato allontanato dalle trasmissioni domenicali solo perchè abituato a dire la verità, solo perchè moralmente retto da dire le cose come stanno, come le vedono tutti, e non come ce le vorrebbero far passare. E questo solo pochi mesi dopo la confidenza strappata con l’inganno ad un illustre telecronista che spiegava i beceri contatti tra le testate giornalistiche ed una determinata squadra. Opinionista affermato è ormai chi afferma che il miglior calciatore del mondo, varie volte pallone d’oro, in quella squadra riscalderebbe solo la panchina.

Buon campionato a tutti.

 

Primi saluti

Tornare dalla settimana in giro per il messinese è stato più traumatico del previsto, forse perché la mia mente adesso è interamente proiettata alla prossima partenza che segnerà una svolta decisiva nella mia vita, una svolta al tempo stesso imprevedibile ma negli ultimi tempi assai immaginabile, una svolta che mi eccita e al contempo mi impaurisce, una svolta che spero possa ricompensarmi dei sacrifici a cui andrò incontro. Si, sto partendo, sto emigrando, me ne rendo sempre più conto adesso ed il countdown è già iniziato.

I sacrifici saranno quelli relativi alla lontananza delle persone care, è solo questo il mio cruccio, per il resto sono convinto della scelta, al momento l’unica possibile del resto.  Il viaggio nel messinese aveva come scopo principale quello di salutare una parte della mia famiglia, quella paterna, o quello che ne rimane. Di tanto in tanto tornare in quel paesino mi sembra qualcosa di naturale, di fisiologico, e mai come questa volta ho cercato di assaporarne ogni istante, ogni incontro, ogni abbraccio, ogni parola, ogni ricordo dei bei tempi andati della mia infanzia. Sono sicuro che i miei amati nonni da lassù mi proteggeranno, e del resto uno di loro ha già espresso la sua gioia a mio padre nell’unico modo che poteva.

Ho salutato un po’ tutti, gli amici, i cugini di mio padre, i suoi zii, così legati a noi. Ma soprattutto ho salutato mia zia, il mio caro zio giusto qui in vacanza dall’Argentina, ed il mio cuginetto che ho visto crescere e, in questo ultimo periodo, maturare ad una velocità impressionante.

Chissà quando li rivedrò, spero presto, per fortuna oggi la tecnologia ci offre mezzi importanti per sentirci “vicini” anche se così lontani.

Io e Tessa i primi due giorni di “vacanza” li abbiamo invece passati a Capo D’Orlando, tra relax, piscina, jacuzzi, mare, granite e ancora granite. Granite che non si sarebbero esaurite lì ovviamente, e tanti saluti alla mia dieta che in questo ultimo mese ho mandato letteralmente a quel paese.

Questa settimana ho invece salutato quello che è stato il mio inseparabile compagno per ben 9 anni esatti, il mio scooter, il mio Aprilia Sport City One. Ricordo ancora il giorno in cui l’acquistai, a ridosso della festa patronale del 2008, per sostituire il mio Sfera amaranto di seconda mano che nonostante mi abbia seguito fedelmente per qualche anno non ne voleva davvero proprio più. Nove anni sempre insieme, in simbiosi,  estate ed inverno, col sole e con la pioggia. Adesso l’ho parcheggiato in garage, con la batteria staccata, del resto non potevo certo rinnovargli l’assicurazione per due sole settimane.

Ho già il magone al pensiero dei prossimi saluti, quelli importanti, degli ultimi giorni.

Ritorno ad Android

Ho dovuto a malincuore mettere da parte il mio amatissimo Nokia Lumia 630.

Lo comprai nell’ottobre del 2014, su Amazon, solo pochi mesi dopo il fattaccio che avrebbe messo in ginocchio la mia azienda. Il contraccolpo economico in ambito lavorativo si fece subito sentire ma io non potevo più andare avanti col mio vecchio Samsung Galaxy W, non riuscivo quasi neanche più a telefonare.

Sono sempre stato una persona dai gusti alternativi e incuriosito dal sistema operativo Windows Phone decisi di dargli una possibilità comprando, con un sentimento di azzardo economico e tecnico, questo Nokia Lumia 630, modello base, senza neanche la fotocamera frontale ed il flash, al modico prezzo di 117 euro.

E’ stato amore a prima vista.

Ho amato, amo ancora, questo smartphone alla follia, così come ho amato il suo sistema operativo, semplice, leggero, veloce, intuitivo. Mai un impallamento, un crush, un problema, almeno fino ad un paio di settimane fa.

Col tempo però lo store di Microsoft, già dal principio molto limitato anche se comunque provvisto delle app più importanti, è caduto in un declino sempre più profondo, tanto che ad oggi molte delle app prima presenti sul mio menù sono state ritirate.

La vicina partenza per Varsavia mi ha quasi obbligato a munirmi di uno strumento più performante e completo e purtroppo non ho avuto scelta, sono dovuto ritornare ad Android, anche perché ormai Microsoft ha persino bloccato la produzione dei suoi devices.

Pochi giorni fa ho quindi messo da parte il mio Lumia verde, viste le tempistiche da me definito lo “smartphone del part-time”, sostituendolo con un nuovissimo Huawei P8 lite 2017, acquistato per me da mio cugino al modico prezzo di 180 € (il suo prezzo in tutti i rivenditori è di 250 €).

Un display da 5,2”, doppia fotocamera (quella principale da 12 mpx), un processore 8 core da 1,9 GHz e soprattutto aggiornato a Nougat,  la nuovissima versione Android. Non è che io ci faccia granchè con lo smartphone ma devo dire che il ritorno ad Android è stato più piacevole del previsto,  mi ci trovo davvero bene e la batteria dura giorni, questo Huawei sembra davvero un ottimo device. Tra l’altro la scelta è stata quasi naturale visto che Tessa ha acquistato lo stesso smartphone  giusto un mese fa .

Spero che questo feeling duri per un bel po’ di tempo, intanto porterò con me in Polonia anche il Lumia, dovrebbe essere destinato a rinascere con un cuore straniero.

 

 

Un look non basta

Chi mi segue da un pò avrà spesso notato dei cambiamenti nella struttura del mio blog. La via verso la perfezione (ahahaha)  è infinita e di tanto in tanto reputo opportuno apportare dei cambiamenti, soprattutto per assecondare le strade che in modo naturale si vanno a delineare in questo mio spazio personale.

Negli ultimi giorni ho quindi eliminato dal menù principale la voce “Racconti”. In compenso alla voce “Rubriche” ne troverete una nuova, “Scritti”, che contiene al suo interno la storia di Lucia e Marco (HCiL) scritta con la, al momento, newyorkese Marta Vitali,  tutti i racconti da me scritti e anche una sezione dedicata alle poesie da me prodotte…che poi vi prego di passarmi il termine poesie senza offendervi, non saprei come altro chiamarle.

Con l’imminente partenza per Varsavia sto invece studiando in che modo inserire una nuova sezione  per condividere questa mia  grande esperienza di vita, più da un punto di vista educativo che sentimentale, quindi raccontare la città, gli usi, i costumi, l’economia, il mercato del lavoro, ecc…

Altri due cambiamenti che ho in mente poi sono: nella sezione “Viaggi” dividere la voce “Europa” in più sottogruppi ognuno corrispondente ad una nazione, ed infine, ma meno probabile, cambiare la foto del profilo mettendone una più colorata, molto più colorata.

Vedremo.

Intanto ringrazio tutti i miei follower che in questo ultimo anno sono diventati sempre più numerosi.

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