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una vita non basta

Just hang on and suffer well

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Diario

Fatta la VAR trovato l’inganno

E’ ricominciato il campionato e sono bastati pochi minuti per avere la prova evidente di come stavano le cose. Dopo più di 30 partite casalinghe finalmente è stato fischiato un rigore contro, ovviamente solo grazie alla VAR perchè l’arbitro come di consueto aveva lasciato proseguire.

Questo dovrebbe rallegrarci, ed in effetti felici lo siamo, almeno da oggi ci sarà una maggiore regolarità nelle partite, però siamo ancora lontani dalla trasparenza totale e ce ne siamo accorti poco dopo quando il secondo gol è arrivato dopo un evidente stop di braccio. Ma più che la disattenzione arbitrale, lì dove la VAR non è ammessa, a far pensare male è la mancanza di un chiaro replay in diretta da parte delle pay tv, quasi a voler nascondere il fattaccio, quando poi questa tecnica televisiva viene usata, abusandone, anche per verificare la correttezza di un fallo laterale.

La cosa  più grave è però il fatto che  il miglior opinionista italiano è stato allontanato dalle trasmissioni domenicali solo perchè abituato a dire la verità, solo perchè moralmente retto da dire le cose come stanno, come le vedono tutti, e non come ce le vorrebbero far passare. E questo solo pochi mesi dopo la confidenza strappata con l’inganno ad un illustre telecronista che spiegava i beceri contatti tra le testate giornalistiche ed una determinata squadra. Opinionista affermato è ormai chi afferma che il miglior calciatore del mondo, varie volte pallone d’oro, in quella squadra riscalderebbe solo la panchina.

Buon campionato a tutti.

 

Primi saluti

Tornare dalla settimana in giro per il messinese è stato più traumatico del previsto, forse perché la mia mente adesso è interamente proiettata alla prossima partenza che segnerà una svolta decisiva nella mia vita, una svolta al tempo stesso imprevedibile ma negli ultimi tempi assai immaginabile, una svolta che mi eccita e al contempo mi impaurisce, una svolta che spero possa ricompensarmi dei sacrifici a cui andrò incontro. Si, sto partendo, sto emigrando, me ne rendo sempre più conto adesso ed il countdown è già iniziato.

I sacrifici saranno quelli relativi alla lontananza delle persone care, è solo questo il mio cruccio, per il resto sono convinto della scelta, al momento l’unica possibile del resto.  Il viaggio nel messinese aveva come scopo principale quello di salutare una parte della mia famiglia, quella paterna, o quello che ne rimane. Di tanto in tanto tornare in quel paesino mi sembra qualcosa di naturale, di fisiologico, e mai come questa volta ho cercato di assaporarne ogni istante, ogni incontro, ogni abbraccio, ogni parola, ogni ricordo dei bei tempi andati della mia infanzia. Sono sicuro che i miei amati nonni da lassù mi proteggeranno, e del resto uno di loro ha già espresso la sua gioia a mio padre nell’unico modo che poteva.

Ho salutato un po’ tutti, gli amici, i cugini di mio padre, i suoi zii, così legati a noi. Ma soprattutto ho salutato mia zia, il mio caro zio giusto qui in vacanza dall’Argentina, ed il mio cuginetto che ho visto crescere e, in questo ultimo periodo, maturare ad una velocità impressionante.

Chissà quando li rivedrò, spero presto, per fortuna oggi la tecnologia ci offre mezzi importanti per sentirci “vicini” anche se così lontani.

Io e Tessa i primi due giorni di “vacanza” li abbiamo invece passati a Capo D’Orlando, tra relax, piscina, jacuzzi, mare, granite e ancora granite. Granite che non si sarebbero esaurite lì ovviamente, e tanti saluti alla mia dieta che in questo ultimo mese ho mandato letteralmente a quel paese.

Questa settimana ho invece salutato quello che è stato il mio inseparabile compagno per ben 9 anni esatti, il mio scooter, il mio Aprilia Sport City One. Ricordo ancora il giorno in cui l’acquistai, a ridosso della festa patronale del 2008, per sostituire il mio Sfera amaranto di seconda mano che nonostante mi abbia seguito fedelmente per qualche anno non ne voleva davvero proprio più. Nove anni sempre insieme, in simbiosi,  estate ed inverno, col sole e con la pioggia. Adesso l’ho parcheggiato in garage, con la batteria staccata, del resto non potevo certo rinnovargli l’assicurazione per due sole settimane.

Ho già il magone al pensiero dei prossimi saluti, quelli importanti, degli ultimi giorni.

Ritorno ad Android

Ho dovuto a malincuore mettere da parte il mio amatissimo Nokia Lumia 630.

Lo comprai nell’ottobre del 2014, su Amazon, solo pochi mesi dopo il fattaccio che avrebbe messo in ginocchio la mia azienda. Il contraccolpo economico in ambito lavorativo si fece subito sentire ma io non potevo più andare avanti col mio vecchio Samsung Galaxy W, non riuscivo quasi neanche più a telefonare.

Sono sempre stato una persona dai gusti alternativi e incuriosito dal sistema operativo Windows Phone decisi di dargli una possibilità comprando, con un sentimento di azzardo economico e tecnico, questo Nokia Lumia 630, modello base, senza neanche la fotocamera frontale ed il flash, al modico prezzo di 117 euro.

E’ stato amore a prima vista.

Ho amato, amo ancora, questo smartphone alla follia, così come ho amato il suo sistema operativo, semplice, leggero, veloce, intuitivo. Mai un impallamento, un crush, un problema, almeno fino ad un paio di settimane fa.

Col tempo però lo store di Microsoft, già dal principio molto limitato anche se comunque provvisto delle app più importanti, è caduto in un declino sempre più profondo, tanto che ad oggi molte delle app prima presenti sul mio menù sono state ritirate.

La vicina partenza per Varsavia mi ha quasi obbligato a munirmi di uno strumento più performante e completo e purtroppo non ho avuto scelta, sono dovuto ritornare ad Android, anche perché ormai Microsoft ha persino bloccato la produzione dei suoi devices.

Pochi giorni fa ho quindi messo da parte il mio Lumia verde, viste le tempistiche da me definito lo “smartphone del part-time”, sostituendolo con un nuovissimo Huawei P8 lite 2017, acquistato per me da mio cugino al modico prezzo di 180 € (il suo prezzo in tutti i rivenditori è di 250 €).

Un display da 5,2”, doppia fotocamera (quella principale da 12 mpx), un processore 8 core da 1,9 GHz e soprattutto aggiornato a Nougat,  la nuovissima versione Android. Non è che io ci faccia granchè con lo smartphone ma devo dire che il ritorno ad Android è stato più piacevole del previsto,  mi ci trovo davvero bene e la batteria dura giorni, questo Huawei sembra davvero un ottimo device. Tra l’altro la scelta è stata quasi naturale visto che Tessa ha acquistato lo stesso smartphone  giusto un mese fa .

Spero che questo feeling duri per un bel po’ di tempo, intanto porterò con me in Polonia anche il Lumia, dovrebbe essere destinato a rinascere con un cuore straniero.

 

 

Un look non basta

Chi mi segue da un pò avrà spesso notato dei cambiamenti nella struttura del mio blog. La via verso la perfezione (ahahaha)  è infinita e di tanto in tanto reputo opportuno apportare dei cambiamenti, soprattutto per assecondare le strade che in modo naturale si vanno a delineare in questo mio spazio personale.

Negli ultimi giorni ho quindi eliminato dal menù principale la voce “Racconti”. In compenso alla voce “Rubriche” ne troverete una nuova, “Scritti”, che contiene al suo interno la storia di Lucia e Marco (HCiL) scritta con la, al momento, newyorkese Marta Vitali,  tutti i racconti da me scritti e anche una sezione dedicata alle poesie da me prodotte…che poi vi prego di passarmi il termine poesie senza offendervi, non saprei come altro chiamarle.

Con l’imminente partenza per Varsavia sto invece studiando in che modo inserire una nuova sezione  per condividere questa mia  grande esperienza di vita, più da un punto di vista educativo che sentimentale, quindi raccontare la città, gli usi, i costumi, l’economia, il mercato del lavoro, ecc…

Altri due cambiamenti che ho in mente poi sono: nella sezione “Viaggi” dividere la voce “Europa” in più sottogruppi ognuno corrispondente ad una nazione, ed infine, ma meno probabile, cambiare la foto del profilo mettendone una più colorata, molto più colorata.

Vedremo.

Intanto ringrazio tutti i miei follower che in questo ultimo anno sono diventati sempre più numerosi.

#Mindflow – pt. 2 – Giovani Insieme

Categoria: amici

Fino a qualche anno fa l’estate nella mia piccola città era del tutto diversa. Era più bella, più emozionante, più ricca. Fino a qualche anno fa in estate prendeva vita una manifestazione fantastica chiamata Giovani Insieme o a volte semplicemente Giovani In.

L’aspettavamo tutti con ansia e se ne cominciava a parlare già da giugno, un mese prima del suo inizio, quando prendeva vita quello che può a tutti gli effetti definirsi un vero e proprio calciomercato. Si formava la squadra insomma. Si perché Giovani In era un torneo in cui tante squadre, ognuna composta da 18 ragazzi con un numero pari di ragazzi e ragazze dai 16 anni in su,  mettevano in subbuglio la vita dell’intera cittadina da metà luglio a fine agosto.

Queste squadre in quel mese e mezzo si scontravano nelle più disparate prove, dagli sport comuni (calcio, basket, pallavolo, tennis, atletica leggera, lancio del giavellotto ecc…) a quelli inventati (calcio balilla umano, palla a due quadrati, palla a base, ecc…), dal musical al semplice canto,  dagli scacchi ai doppiaggi dal vivo, dal teatro al cabaret, dalle prove culinarie, con i turisti avidi assaggiatori e giurati, al ballo, dalla produzione di videoclip  ai quiz di cultura, dalle prove acquatiche alle sfilate. Di tutto e di più insomma, per chiudersi poi con la mitica caccia al tesoro, giorno in cui l’intero paese  era letteralmente invaso da centinaia di scalmanati ragazzi a caccia di indizi, dal primo pomeriggio fino a notte inoltrata.

Ad ogni prova veniva stilata una classifica e ad ogni posizione venivano assegnati dei punti che andavano poi a sommarsi, prova dopo prova,  in quella generale per il piazzamento finale. Le squadre, premiate poi nella serata finale che costituiva sempre un grande evento per l’intera comunità, non concorrevano solo per la gloria, o per la coppa da portare a casa, ma anche per molto di più, per premi che,  secondo gli sponsor e la disponibilità economica di quell’edizione, potevano essere anche molto allettanti. Venivano premiati anche i ragazzi e le ragazze che riuscivano a distinguersi in qualche disciplina. Una volta Il Figlio, un mio carissimo amico che con me ed Ele formava il cervello delle nostre squadre, come personaggio maschile dell’anno vinse un viaggio a Malta per due.

E’ per questo che il torneo iniziava a Giugno, capite bene che  bisognava mettere giù una squadra che fosse competitiva in tutte le discipline. E quindi via con le telefonate, i messaggi, gli appostamenti, i discorsi, le mediazioni, le promesse, le amicizie, le antipatie, gli abboccamenti amorosi.

Ci si divertiva davvero. Ogni anno era una sfida nuova, anche contro noi stessi. Grazie a Giovani In ho vinto la mia grande timidezza mettendomi in gioco a rischio anche di figuracce plateali. E poi ho riso tanto, ho provato mille esperienze, ho fatto amicizia con una incredibile moltitudine di ragazzi ed adulti, mi sono divertito, sono cresciuto.

Questo appuntamento si è protratto per più di 25 anni, più di 25 estati. Ora è già qualche anno che non c’è più. E’ stato proprio Il figlio con un paio di altri amici ad organizzare, seppur con notevoli difficoltà, le ultime due edizioni. Nel tempo libero ho dato loro una mano accorgendomi però di come l’energia e la magia delle precedenti edizioni si fosse ormai irrimediabilmente persa.

Tutti noi ricordiamo con affetto e commozione quelle avventure, a volte ci ritroviamo a parlarne con malinconia. I tempi sono cambiati purtroppo. Oggi i ragazzi preferiscono fare altro. Poveracci, non sanno ciò che si perdono.

Domeniche d’agosto

Le domeniche estive sono giorni che sopprimerei volentieri. Il mio paese viene letteralmente invaso da una incredibile massa di “turisti”, in buona percentuale davvero maleducata e incivile, che riempiono le strade ma soprattutto la spiaggia. E’ impossibile uscire, ancora di più godersi il mare, e con questo caldo opprimente poi…

Non mi resta che chiudermi in casa, ma non è che le cose migliorino poi molto. Non c’è condizionatore che regga, il caldo è asfissiante, lo spazio è minimo ed il nervosismo sale a livelli preoccupanti. Non ci sono neanche le partite a distrarti.

Quando la domenica d’agosto va a coincidere con la festa del Santo Patrono poi si raggiunge il jackpot. Non sono mai riuscito a divertirmi in questa festa, anzi, ultimamente mi rende anche abbastanza scontroso. Ogni volta ci si aggrappa a delle aspettative che vengono sempre disilluse. Ci si riunisce in gruppi più o meno numerosi in cui ognuno porta avanti le sue idee: chi vuol andare a vedere i fuochi d’artificio in spiaggia, chi no, chi vuole fare il figo spendendo una notevole quantità di denaro per prenotare un tavolo in qualche nota discoteca del posto, chi no, chi vuol vedere il concerto, chi no, chi vuole una birra, chi il cocktail, chi vuole andare lì, chi là, e intanto si discute e si gira a vuoto o si aspetta invano qualcuno o qualcosa in mezzo alla folla incalzante. Uno stress inutile.

Io ormai da anni non partecipo più neanche alle vecchie tradizioni. N’tinna a mare? No, grazie. Mi limito a fare qualche centinaio di metri a piedi verso le otto di sera, vedere passare la processione e tornare a casa per uscire poi molto più tardi, aspettando con ansia che tutto passi presto per potermi finalmente godere l’estate come più mi piace. Come due giorni fa ad esempio, quando ho passato davvero una bella serata nel modo più semplice che si possa immaginare.

Domani con Tessa andremo a Capo D’Orlando per una due giorni di relax a mare lontani dalla quotidianità, poi raggiungeremo i miei al paese dei miei nonni che è non molto distante. Lì saluterò i parenti, mio cugino ma soprattutto mio zio che caso vuole sia appena tornato per un mesetto dalla sua nuova vita in Argentina. Ovviamente mi strafogherò di granite, of course!

E’ l’ultima settimana prima di mettermi sotto con la preparazione di tutto il necessario per la partenza. Ogni giorno che passa sono sempre più convinto della bontà della scelta, a volte persino mi rammarico di non essere riuscito a iniziare questo tipo di esperienza lavorativa prima, con qualche anno in meno, con più tempo a disposizione per sperimentare e godermi tutti i vantaggi della situazione,  ma in fondo per come si sono svolte le cose è stato questo il momento giusto.

Buone ferie a tutti

Chiedimi se sono felice

Sono felice?

Ni

Sono felice perché ho trovato un nuovo lavoro, finalmente, dopo tre anni di estenuanti ricerche e delusioni.

Sono felice di fare questa nuova esperienza che sono sicuro (spero) sarà bellissima, o comunque molto formativa.

Sono felice di rimettermi in gioco, così in grande.

Sono felice di avere l’opportunità di capire cosa voglio veramente guardando tutto in modo differente.

Sono felice di concedermi una possibilità di un futuro migliore.

Sono felice di arricchirmi culturalmente e professionalmente (e anche inglesemente).

Sono felice per le sorprese che mi riserverà il futuro, sperando che siano belle.

Sono felice di poter andare incontro a delle soddisfazioni.

Sono felice di fare anche io da esempio per chi continua ad arrancare senza speranza nel futuro.

Sono felice di non dover aver più a che fare con gente mafiosa.

 

Non sono felice di dover abbandonare i miei affetti: i miei genitori, mia sorella, Tessa, i miei parenti, Yves.

Non sono felice di non poter condividere con loro la felicità ed il futuro quotidianamente.

Non sono felice di abbandonare questa terra che però fa tutto per farsi abbandonare.

Non sono felice di dover influenzare la vita di Tessa in modo così importante.

Non sono felice perché mi mancheranno tutti i riti ormai abituali, come vedere l’Inter con mio padre.

Non sono felice di lasciare i miei amatissimi colleghi, o almeno i pochi rimasti.

Non sono felice perché devo abbandonare tutte le mie cose.

Non sono felice perché mi sono appena abbonato a Sky.

Non sono felice perché ciò che ho sempre sognato per me rischia seriamente di andare a puttane. E dire che chiedevo solo una vita tranquilla con un lavoro soddisfacente nella mia terra e una casa mia da poter arredare, arricchire e vivere al meglio.

Grazie cara italia*,

grazie cara sicilia*,

grazie a voi, “onorevoli”*.

Avrete poco da lucrarci tra qualche anno, quando i centri abitati si ridurranno a lande desolate e inabitate (un fenomeno che avanza già inarrestabile), quando tutti troveranno il coraggio di scappare via e lasciarvi a mani vuote. In fondo dalle mie parti si dice “cu niesci arriniesci” (chi va via fa carriera), e questo la dice lunga sul sentimento comune.

A me però “una vita non basta”, ricordate?

Ad maiora

*il minuscolo è voluto, e penso anche abbondantemente meritato

Fine di un’epoca

Non ci avrei mai creduto, davvero. Non avrei mai creduto che potesse finire così, ma ormai era inevitabile. Quasi dieci anni, anni intensissimi che mi hanno fatto crescere, maturare e incontrare persone meravigliose. Anni che mi hanno consentito di apprendere un lavoro e specializzarmi in un settore, uno di quelli delicati e di grande responsabilità, dove ho dovuto dare fondo a tutte le mie energie, la mia pazienza, la mia applicazione. Anni di risate, di abbracci, di grande comunione e sentimenti,  ma anche di feroci incazzature, momenti di profonda depressione o sconforto, e la consapevolezza finale che nessuno riuscirà mai a risollevare questa terra dal destino crudele in cui si è ormai indirizzata.

Che tristezza.

Ieri il mio direttore, l’ultimo tra quelli che si sono succeduti in questi difficili tre anni,  ha accettato la mia richiesta di aspettativa, sei mesi prolungabili a 12. Mi ha incoraggiato, sostenuto e fatto i migliori auguri.

Si, ho lasciato il mio caro vecchio lavoro.  Per ora temporaneamente ma in fondo so che sarà per sempre. D’altronde sono già iniziati i primi licenziamenti, e ai primi tre a breve ne seguiranno altri due. Io non sarei stato tra questi ma con undici mensilità arretrate che probabilmente non vedrò mai e la certezza di una imminente chiusura non potevo certo farmi sfuggire questa occasione. Anche perché la mia terra non offre nulla da questo punto di vista, solo amarezze e sfruttamento.

Si, ho trovato lavoro, all’estero, in una multinazionale americana dell’e-commerce che penso tutti conosciate, non il settore dal quale provengo ma in fondo mi è sempre piaciuto ampliare le mie capacità ed i miei interessi in più ambiti.

Il 4 settembre comincerà questa mia nuova avventura a Varsavia, in Polonia.

Un contratto di tre mesi con prolungamento di altri trentatré, ma in fondo al momento a me interessa soltanto reinserirmi nel mondo del lavoro, fare curriculum (ed un’esperienza all’estero penso possa essere una grande opportunità) e migliorare il mio inglese, poi si vedrà, in fondo al momento non ho nulla da perdere, lavorativamente parlando. Il sogno è comunque di poter ritornare al più presto dalle mie zone con un lavoro che possa darmi soddisfazioni.

Ovviamente non vi libererete di me così facilmente.

 

A riveder le stelle

Approfittando della temporanea presenza di buona parte dei miei amici ormai emigrati per lavoro verso altri lidi, ieri sera abbiamo visitato l’osservatorio astronomico sorto da poco tempo in un vicino paesino di montagna.

Ancora in fase di completamento e sorto in un posto scelto ad hoc per la sua fantastica posizione che ne favorisce le finalità, secondo i progetti il centro mira a diventare uno dei più importanti in Europa.

E’ stata davvero una bella esperienza, emozionante e formativa. Abbiamo assorbito come spugne tutte le spiegazioni degli esperti, abbiamo imparato a conoscere qualche costellazione, la via lattea, e tutti i fenomeni che riguardano le stelle, i pianeti ed i satelliti. Grazie a potenti cannocchiali abbiamo potuto osservare la Luna, Giove ed i suoi quattro satelliti scoperti da Galileo, una nebulosa, una particolare stella e soprattutto Saturno, a mio avviso l’esperienza più bella di queste due ore.

Ad avercene di serate così.

 

Coraggio Neo!

Oltre queste porte, oltre la paura c’è lotta e fortuna.

Oltre le sbarre, oltre tutti i muri, oltre la frontiera c’è un altra primavera.

Oltre sai che c’è? 

La cosa che fa nascere ogni cosa.

Passo dopo passo rompi il ghiaccio, giorno dopo giorno stai nel mondo.

Oltre sai che c’è?

La storia che fa andare la tua storia.

Passo dopo passo ragazzaccio, giorno dopo giorno è tuo il mondo.

 

Oltre – Litfiba

Fuggi

Fuggi, 
cosa fuggi non c’è modo di scappare, 
ho la febbre ma ti porto fuori a bere, 
non è niente stai tranquilla è solo il cuore .

Un romantico a Milano – Baustelle

La pioggia e gli arrivi

Stamattina sono stato svegliato da un violentissimo temporale. Non è durato tanto, circa un’ora, il tipico violento rovescio estivo insomma, che però ci ha sorpreso davvero. Oddio, ieri notte qualche pensiero ci era venuto vista la qualità del vento che d’improvviso si era levato, ma dopo il caldo opprimente di questi giorni, un caldo che ieri mi ha fatto persino scappare dalla spiaggia per la paura di prendere una potente insolazione, la pioggia di oggi è stata davvero una sorpresa. Graditissima.

Oggi è però soprattutto giorno di arrivi. Pomeriggio atterrerà il mio grandissimo amico Popov con la sua famiglia. Non ci vediamo da un pò e sono contento di passare del tempo con lui e soprattutto la sua piccolina. Stasera invece toccherà a me prendere in aeroporto quel disgraziato del mio migliore amico in arrivo dalla Cina. Porterà compagnia, femminile, non cinese però (lui odia i cinesi nonostante abiti a Shangai). La ragazza è americana (anche se dalle foto ha più l’aria di una francese), si chiama Claire (altro indizio) e lui afferma che non è la sua ragazza ….vabbè…. Lei resterà tre giorni, lui due settimane, così come Popov. Giovedì invece arriverà la mia (nostra) grande amicona Manu da Genova, anche lei resterà fino a fine luglio. Il gruppo si ricompone.

Quest’anno l’estate è dunque arrivata prima. Chissà invece cosa mi riserverà Agosto…arriveranno dei miei carissimi parenti tra cui il mio adorato zione dall’Argentina, ma io sono ormai quasi convinto ad accettare una proposta per l’estero se l’offerta economica sarà buona, lo saprò in settimana. Chissà se riuscirò a vederli, ci tengo molto.

E’ comunque ormai certo che il mio futuro sarà lontano da casa, proprio ora che tra l’altro mi sono abbonato a Sky….che tristezza, e vabbè! Non ho proprio alcuna  alternativa mi sa.

Buon Weekend a tutti

S. King e… S. King: nuove recensioni

Di leggere non ci si stanca mai, ecco a voi quindi altre due mini-recensioni.

Vi ricordo che potete leggere tutte le recensioni dei libri da me letti quest’anno qui .

Duma Key – S. King  ● ● ● ○ ○   (18/05/2017 – 09/06/2017) new

Ed ecco qui finalmente un ennesimo titolo del Re portato in cascina. Duma Key è un bel libro, con una trama che si dipana in maniera abbastanza semplice dall’inizio alla fine ma che a mio avviso raggiunge il suo apice nella prima parte. L’importanza di questo libro sta infatti nel messaggio, quello di combattere, di rialzarsi e ricominciare da capo dopo che un avvenimento ti ha sconvolto la vita. Edgar Freemantle ci riesce a fatica, a suon di “ce la posso fare”, e l’incidente in cantiere che l’ha privato prima di un intero braccio e poi della sua famiglia, si tramuta in un’opportunità di rinascita lontano da casa. Lì, in una baia della Florida, Duma Key, troverà due nuovi cari amici, un’anziana donna, ed una nuova passione, la pittura. Grazie a loro riuscirà a sconfiggere delle vecchie oscure forze maligne che infestano quel luogo magico. Non tra i migliori del re ma di  certo consigliabile.

On writing – S. King  ● ● ● ○ ○   (18/04/2017 – 13/06/2017) old 2°

Questo non è il solito romanzo del Re. Non è una storia, né un racconto. E’ semplicemente un saggio sul mestiere dello scrittore nel quale il Nostro ci fornisce indicazioni e consigli di buona scrittura “rispondendo alle domande più frequenti che gli rivolgono ai seminari e alle conferenze e aggiungendo le risposte alle domande che vorrebbe gli ponessero”. Il risultato è che anche uno come me che non ha in mente di diventare uno scrittore ma che si limita per diletto e per catarsi a qualche scritto su questo blog può trovare le giuste dritte per migliorare il suo stile ed il suo approccio, anche se in realtà il talento è ben altra cosa e non ci sono seminari o libri che possono insegnartelo. E’ un libro interessante anche se a tratti abbastanza noioso, soprattutto quando appaiono evidenti le difficoltà di traduzione per esempi riconducibili soltanto alla grammatica inglese. E’ però un’opera davvero importante che non può mancare nelle librerie dei Fedeli Lettori in quanto non soltanto è possibile trovare all’interno diverse chicche sulla nascita e sulla scrittura di molte sue opere ma c’è tutta una parte, quella iniziale, che non è altro che una sua autobiografia che va dall’infanzia fino alla pubblicazione di Carrie, e un’altra, quella finale, che racconta del suo incidente del 1999 e di tutta la riabilitazione che ne seguì.

 

A grande richiesta

Ecco a voi la famosa foto scattata da Hooters e descritta nell’ultimo episodio della mia rubrica Americanate (leggi qui).

Me l’avete chiesta in diversi e quindi ho deciso di accontentarvi apportando però qualche accorgimento per assicurare la privacy delle persone coinvolte (cancellazione dei visi maschili e sfocatura generale).

Penso che comunque renda bene l’idea, di certo non rende altrettanto bene la stupefacente bellezza delle ragazze.

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Sottotitoli

Ho sempre pensato al sottotitolo di questo blog come ad un messaggio in continuo divenire, ogni volta diverso secondo i periodi e le ispirazioni (e le aspirazioni anche). E’ per questo che da oggi (ri)troverete una nuova citazione, che poi in realtà è stata la prima di questo blog, ovvero “Just hang on and suffer well”, tratta dalla canzone Suffer well dei Depeche Mode, che va a rimpiazzare “Ho scolpito sulla pelle che chi piange riderà”,  citazione invece tratta da Il vento  dei Litfiba.

Tieni duro e soffri bene!

E’ l’auspicio che faccio a me stesso in questo duro periodo di crisi emotiva.

Cambierà

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Erano previsti 44 gradi. In realtà il sole ieri non è mai spuntato e qualche goccia di pioggia è anche caduta. Ma io amo questa atmosfera, tipica di fine delle vacanze, così settembrina anche se era solo il primo di luglio, così malinconica anche se in compagnia di due grandissime amiche di solito cariche di entusiasmo, Mary (ve la ricordate Sole?) e Giuly, che sono venute a trovarmi  due giorni per una piccola rimpatriata.

D’altronde il weekend non è nato sotto i migliori auspici. Giovedì tre miei carissimi colleghi: il greco, il caldi e Mary appunto, hanno trovato nella loro buca della posta la lettera di licenziamento. Era nell’aria. Avevo sperato che arrivasse anche a me, invece no. Nonostante non abbiano perso granchè, secondo me ci hanno solo guadagnato in realtà, in soldi ed in salute, è stato comunque un brutto colpo, più sotto l’aspetto emotivo e sentimentale che altro. Il caldi soprattutto sembra prossimo alla disperazione.  E’ la fine di un’epoca. Per me adesso sarà ancora più dura tornare in ufficio, mi mancano già.

Il tempo ha forse deciso di lasciarsi trasportare da questo mood.  Il mare mosso non ha permesso le consuete nuotate, il vento ha tenuto lontane le persone dalla spiaggia. Noi non ci siamo fatti influenzare e abbiamo comunque preso posto in riva, mattina e pomeriggio, non lasciandoci sfuggire l’opportunità di parlare, ridere, scherzare, progettare e soprattutto ricordare. Chissà quando accadrà di nuovo. Anche le due serate passate insieme sono state positive, piene di sorrisi e di incontri, con la consapevolezza che quello che ci lega, che lega noi e gli altri, rimarrà indissolubile anche se sotto altra forma.

Da lunedì è previsto di nuovo il sole.  E’ un segno per tutti.

Ripubblicato

Ho appena scoperto che il mio diario di viaggio di Ragusa è stato ripubblicato in prima pagina da OnlineSicilia .

Ovviamente questo mi ha fatto molto piacere, vuol dire che il pezzo è piaciuto, così come sono piaciute le foto. Ne sono orgoglioso. Questo però va a mettere il dito su una ferita ancora aperta, un errore che ho commesso sul mio blog e che non ho ancora risolto (e penso che ormai non lo farò più), le foto appunto.

C’è da dire che in questo caso il blog in questione è stato più che corretto,  ha pubblicato il mio post inserendo anche la sua paternità, con tanto di link alla mia pagina. A volte però mi accorgo che i visitatori visualizzano esclusivamente le foto del mio blog, con la possibilità anche di scaricarle. Io certamente non ho velleità artistiche nè renumerative  però in generale mi piacerebbe esserne riconosciuto come l’autore. Le mie foto sul blog sono sprovviste di un segno di riconoscimento, una firma, qualcosa che dica che quella foto è di mia proprietà o che comunque è stata da me scattata, non ci ho pensato a farlo se non molto tempo dopo. Tutte le foto del mio blog che riguardano viaggi o storie personali sono mie (qualcuna di Tessa), le uniche che ho scaricato sono le copertine dei libri e qualche immagine per i vari TAG. Queste info sono anche riportate nella sezione About.

Perchè questo post vi chiederete adesso. In realtà non lo so neanche io, volevo solo condividere un pensiero che ho da qualche tempo e che da oggi in poi penso che non mi sfiorerà più.

Buon Weekend a tutti.

 

Nessun segnale

Viviamo in un paese così moderno e civilizzato che anche un gesto semplice e quotidiano come guardare la TV è diventato ormai quasi un lusso.

Soprattutto con l’arrivo dell’estate la schermata nera con la scritta “nessun segnale” è un must, a tutte le ore. Le alternative di comportamento sono due: o non prende nessun canale oppure solo quello che stai guardando. Il secondo caso è quello che ti fa più incazzare. Stai guardando un film, un programma, una partita, qualsiasi cosa (quando sei così fortunato da riuscire a vederla per mezzora di fila), magari sei nel finale di un film o durante un’azione da gol quando PUFF “nessun segnale”. Fai zapping e ovviamente tutti gli altri canali sono ben visibili. Dopo qualche minuto e parecchie maledizioni ti rassegni e concentri la tua attenzione su qualche altra cosa ma anche lì…PUFF. Il “nessun segnale” ti segue, come la nuvola di Fantozzi.

Ecco si, io ci scherzo anche su, ma in realtà è una cosa che mi fa impazzire perchè è inaudita, soprattutto quando ci paghi anche una tassa (a quanto pare anche incostituzionale) sull’utilizzo della TV.

Ma è mai possibile? Oggi? Nel 2017? In Italia?????? No, ditemi!!!!

VERGOGNA!!

Di ritorno

Rieccomi tornato quindi, dopo due giorni intensissimi iniziati alle tre di notte di domenica quando ho preso Tessa in macchina e ci siamo diretti in aeroporto. In realtà tra sabato e domenica non c’è stata alcuna discontinuità visto che non ho dormito neanche un minuto.

Una volta a Roma abbiamo macinato km su km sotto un sole che definire torrido è davvero riduttivo. Vedere l’Angelus del Papa per la prima volta è stata un’emozione incredibile. Poi abbiamo girato per una Roma blindata percorrendo tutta Via del Corso da Piazza del Popolo a Piazza Venezia per tornare indietro e riprendere la metro a Piazza di Spagna.

Mi ha colpito molto la presenza massiccia dell’esercito e delle altre forze di pubblica sicurezza per le strade, anche in Vaticano, dove tra le colonne del Bernini fanno capolino le postazioni dei Carabinieri con i metal-detector, stile tornelli allo stadio. E’ triste notare come nonostante tutto la nostra vita sia ormai comunque limitata dalla paura.

Un paio d’ore di riposo e poi dritti verso il concerto, straordinario, adrenalinico, di cui poi vi parlerò in un post a parte inserendo qualche foto.

Siamo tornati a casa ieri pomeriggio, distrutti dal sonno e dalla stanchezza ma felici. Ne è valsa sicuramente la pena. E’ stata un’ottima opportunità di tornare a “vivere”.

Uccellini e concerti

uccellino

 

Nel tardo pomeriggio di ieri ho trovato in giardino un piccolo uccellino. Sarà caduto dal nido, chissà, perché era piccolissimo e riusciva a malapena a spostarsi. Mia madre l’ha prontamente fatto suo ed insieme alla vicina ha messo su in poco tempo una piccola squadra di soccorso.

Alla fine hanno ritenuto che la migliore soluzione fosse quella di avvolgerlo nella bambagia per riscaldarlo visto che tremava come una foglia, e con l’ausilio di una siringa cercare di sfamarlo con del latte e delle mollichine di pane.

Nonostante questi accorgimenti sembravano dare buoni frutti la situazione ci è apparsa comunque disperata,  eravamo però d’accordo sul fatto di continuare a provarci piuttosto che lasciarlo libero in balia dei tanti gatti che si aggirano per la zona. Siamo andati quindi avanti così fino a sera tarda.

Purtroppo stamattina lo abbiamo trovato morto. Dispiace, ma d’altronde non nutrivamo grosse aspettative. Ci abbiamo provato, questo ritengo sia la cosa più importante.

Beh, passiamo ad altro.

Domani sarò a Roma, allo Stadio Olimpico,  per il concerto dei Depeche Mode. Andrò con Tessa visto che si tratta di parte di un regalo che le ho fatto a Natale. Voleva andarci da anni, sembra proprio che questa volta il suo desiderio si possa finalmente realizzare.

Beh, se magari qualcuno di voi sarà lì domani sera potremmo anche riunirci e andare insieme, che ne dite?

Verità nascoste (documentari)

Lo avevo previsto che a furia di guardare documentari sarei rimasto bloccato su qualche argomento. Per caso ieri ne ho visto uno della durata di ben 90 minuti  sull’11 settembre e…..

Molte volte mi è capitato di discutere su questo argomento, soprattutto in ufficio dove una volta mi impelagai in una lunga e accesa discussione con due miei colleghi molto inclini alle teorie complottiste. C’è da dire che io ho una grande passione per la storia del 900, soprattutto per  alcuni argomenti top tra cui JFK e tutto ciò che lo riguarda,  quindi anche il suo assassinio. I libri letti, il film capolavoro di Oliver Stone, il buon senso, mi hanno sempre convinto del fatto che la versione ufficiale sia stata solo una copertura, neanche poi montata  tanto bene. Mi sembra ovvio che non  si sia trattato del gesto di un pazzo bensì di un complotto. Nonostante questo però ho sempre ribattuto con forza queste teorie sovversive  sull’11 settembre. Più perché non volevo neanche crederci, pensare ad un’eventualità del genere, che perché riuscissi a dimostrare la falsità delle accuse.

La visione di questo documentario mi ha però veramente sconvolto, e ora un bel po’ di dubbi ce li ho anche io. Troppe cose non quadrano, la tesi ufficiale fa acqua da tutte le parti, alcune “prove” o tesi sono scientificamente inattendibili, altre lo sono per il buon senso. Anche per questo moltissimi familiari delle vittime da anni portano avanti una crociata contro il governo per conoscere la verità di quanto successo quel giorno.

Perché se le due torri sono state progettate per resistere all’evenienza di una collisione con un grande aereo e nonostante questo sono collassate  non é stato mai incriminato il progettista?

Perché sono collassate se la temperatura all’interno non era così alta da lasciare presupporre neanche ad una parziale perdita di durezza dell’acciaio?

Come hanno fatto a collassare su se stesse in quel modo? Come è possibile che si sia polverizzato tutto, persino telefoni, pc, tastiere e arredi e non sia rimasto nessun pezzo più grosso di un paio di cm?

Perché nessun caccia si è alzato in volo nonostante tra un attacco e l’altro siano passate ore? Di solito in pochi minuti sono già a lavoro…

Perché non ci sono immagini dello scontro dell’aereo contro il pentagono? Eppure si tratta di uno dei punti piu sorvegliati al mondo, con centinaia di telecamere perennemente puntate a coprire ogni angolazione.  E perché non é stato ritrovato in esso nessun resto di un aereo? Perché il foro di entrata è così piccolo e non contempla le ali? E come si dimostra la possibilità per un aereo di linea di colpire in quel modo, con quella angolazione, un edificio? Ipotesi che ogni pilota di aerei ritiene altamente improbabile. Forse non è stato un aereo?

Perché nessun resto di aereo è stato ritrovato nella fossa  (di ridicole dimensioni)  in cui si è schiantato il quarto volo ?

Ma soprattutto,

Come ha fatto a collassare su sé stessa la terza torre del WTC se non è stata neanche sfiorata dagli accadimenti? E perché di questa torre non se ne fa mai menzione? Forse perché è la più grande ed evidente testimonianza a confutazione della tesi ufficiale?

E quelle continue esplosioni testimoniate anche dai vigili del fuoco intervenuti nei soccorsi? La velocità di collassamento così elevata? E poi….

Voi? Cosa ne pensate? In fondo la più grande democrazia al mondo non è nuova a cose del genere, JFK e la commissione Warren ne sono un pericoloso precedente.

Documentari

In questo periodo ho “riscoperto” i documentari su Youtube.

Passo un bel pò di tempo libero a guardarli, ancora più comodamente in TV attraverso l’app dell’XBOX.

Cavolo! Si trova di Tutto!

Ultimamente ho visto soprattutto: i faccia a faccia Riina vs Mutolo e Marchese in tribunale, le confessioni di Buscetta, alcuni discorsi di JFK,  documentari storici su nazismo e fascismo (mi piace la storia), pillole calcistiche del tipo: i 10 gol più belli di…, prove scientifiche che confutano la tesi negazionista dello sbarco sulla luna dell’Apollo 11 e tanto altro ancora.

Mentre vi scrivo sto guardando la cattura di Eichmann da parte del Mossad.

Mah….forse farei meglio ad andare a mare, che dite?

Dal balcone

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Già l’anno scorso da queste pagine vi ho parlato dei tramonti. Cosa c’è di più bello di un bel tramonto sul mare? E quanto deve essere bello poterselo godere a casa, dal proprio balcone?

Per una volta la foto del post non è mia ma di Tessa, l’ha scattata dal balcone di casa sua. E’ fortunata lei, ogni sera può godersi questo spettacolo. E insieme a lei ne  godono anche tutte quelle persone che sono suoi ospiti visto che il piano superiore del suo appartamento è ormai da anni un apprezzato affitta camere. E come potrebbe non piacere? Una vista del genere, il mare a neanche un minuto di strada a piedi, un capolavoro dell’architettura a meno di cinque, sorrisi, salsedine, profumo di olio abbronzante, cannoli, cassate, tradizione.

What else?

 

Miller e Burroughs, nuove recensioni

Ecco qui per voi due mie nuove recensioni letterarie su libri letti di recente. Nonostante la mia mensola conti ancora dei libri nuovi di pacca  ho già iniziato con la rilettura di vecchi testi. Vi ricordo che potete trovare le recensioni di tutte le mie letture del 2017 qui

Tropico del Cancro – H. Miller  ● ● ● ○ ○    (28/04/2017 – 13/05/2017) new

Ne è passato di tempo dagli anni 60 ed il mondo non è più come allora, la stessa nostra esistenza così come la viviamo è totalmente diversa da quegli anni, eppure c’è ancora chi, nei commenti riportati in vari siti e blog, definisce indecente questo libro. E’ vero, nei primi capitoli c’è qualche frase forse un po’ troppo hard, ma a fine lettura tirando le somme non riesco a definirlo un libro osceno, anzi. E’ un flusso di ricordi della vita bohemien dell’autore nella Parigi degli anni 30. E’ un affresco pittorico della ville lumiére, dei suoi abitanti, delle sue strade, della vita che scorre per queste strade. E poi gli incontri, le persone con cui Miller fa amicizia, per goderne le virtù o più frequentemente soltanto per bisogno, per spuntarla, da squattrinato, giorno dopo giorno. Parla di prostitute, di donne, di finti letterati, di aspiranti artisti, di raggiri, di espedienti, di alcol, di lunghe sognanti riflessioni, ma fondamentalmente parla di libertà. E’ come quel film di Woody Allen, Midnight in Paris, solo che non rivivi la gente che ha fatto la storia dell’arte e della letteratura, i Picasso e gli Hemingway, ma gli umili, i sognatori, gli aspiranti Picasso, gli aspiranti Hemingway. Un libro vero, un pilastro del novecento, che ha ispirato la beat generation e che ha dato i natali a scrittori memorabili come Bukowski e Fante.

Correndo con le forbici in mano – A. Burroughs  ● ● ● ● ○    (13/05/2017 – 18/05/2017) old 2°

Un libro  stupefacente, osceno, folle, assurdo… e la cosa più sconvolgente è che si tratta di una storia vera. E’ l’adolescenza dello scrittore stesso, figlio di una coppia separata e lasciato dalla madre a vivere a casa del suo psichiatra, una specie di comune dove ogni buona norma è sovvertita così come ogni logica di comportamento, un posto dove accade tutto ed il contrario di tutto, dove l’albero di Natale resta montato per quasi tutto l’anno e dove se vuoi bucare il soffitto puoi farlo, senza problemi, senza dover preoccuparti di essere rimproverato. E’ un libro che non può annoiare, che stupisce pagina dopo pagina, e le nostre emozioni fanno le montagne russe leggendo dell’amicizia di Augusten con i vari componenti della famiglia, del suo amore gay con un uomo molto più grande, delle sue passioni, dei suoi sogni, della vita di tutti i protagonisti. Una vera sorpresa, un libro che si legge tutto d’un fiato, che fa ridere e riflettere, disgusta e sorprende.

Vota Antonio!

E così è terminata anche questa tornata elettorale per le comunali. Non  ricordo campagna elettorale più brutta e disperata ma sono stati comunque due mesi che hanno dato un senso alle giornate. Io non ho partecipato attivamente ma, con i miei amici, sono stato un appassionato quanto allegro osservatore.

Ecco qui le mie impressioni:

  • La novità principale è stata la nuova legge elettorale. Finalmente in Italia qualcosa di buono, non ci volevo neanche credere. Una legge che è si ancora migliorabile ma che determina un netto taglio col passato avendo il grande pregio di promuovere la governabilità senza prestare il fianco ai soliti inciuci di palazzo tipicamente italiani (e siciliani). Chi sale da adesso in poi non avrà più scuse per i suoi eventuali fallimenti ma al tempo stesso non sarà zavorrato da un’opposizione che spesso è stata lungi dal poter essere definita costruttiva per la città.
  • Cinque anni di lamentele, guerre mediatiche, accuse, segni di insofferenza, ma alla fine il sindaco uscente è stato bello che riconfermato. Non capirò mai le persone di questa città, non ci riuscirà nessuno, mai. E’ anche per questo che a mio avviso è totalmente ingovernabile, chiunque sia a capo.
  • E’ pure vero però che la sua lista era di gran lunga la migliore di tutte. Aveva si qualche membro impresentabile per vari motivi, ma rispetto alle altre ero sicuro che non avrebbe avuto rivali.
  • Le parole “giovani” e “libertà” sono state senza alcun dubbio le più usate, persino un mantra per uno dei candidati. Si è voluto cavalcare l’onda del futuro e delle facce nuove ma sono strasicuro che le attese sarebbero state disilluse immediatamente. Quella lista era si ricca di giovani, ma di giovani senza nessuna possibilità di riuscita, di dubbia capacità anche se colmi di buone intenzioni, buttati lì in campo più per disperazione che per altro. Credo che sia stata una fortuna che non siano saliti in consiglio, sarebbero stati sbranati, e bruciati.
  • I cinque stelle hanno perso. Si sono arenati al quarto posto a poca distanza da un ex sindaco e stimato medico. Era però una compagine troppo acerba, nata da poco, con una lista per metà composta da gente sconosciuta ai più, una lista che però ha condotto una campagna elettorale esemplare, magari un po’ sottotono e fin troppo semplice, ma lontana dalle arringhe colme d’odio, di vendetta, accuse e insulti, come quella portata avanti dal sindaco uscente e dal suo immediato rivale.
  • Si, gli insulti. Sono stati il principale segno distintivo di questa campagna elettorale. Si sono raggiunti picchi elevatissimi, vergognosi, ridicoli. Per un po’ è stato anche divertente, qualcuno ha fatto anche delle figure di merda colossali, alla lunga però la carenza di eleganza e di programmi ha pesato e diciamolo, disgustato.
  • E’ stata quindi assicurata la continuità di governo di un sindaco detestato da molti che da oggi avrà un bel po’ da fare per cercare di risolvere i gravissimi problemi sorti nell’ultimo periodo che rischiano davvero di far collassare la già gravissima situazione economica degli abitanti. Il primo effetto indiretto di questa elezione è stato intanto la chiusura del sito ufficioso del comune, quello che tutti gli abitanti fino a ieri hanno sempre consultato quotidianamente.

Io spero solo che da adesso, a giochi fatti, il sindaco abbia il coraggio di essere davvero il sindaco di tutti, di pensare al bene della città, di abbassare i toni, di sfruttare in pieno le enormi potenzialità fino a oggi mortificate di quello che miracolosamente nonostante tutto continua ad essere un piccolo angolo di paradiso.

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