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Il gioco di Gerald

Non ci avrei mai scommesso un euro  che un giorno  avrebbero prodotto un film su Il gioco di Gerald. Tra i tanti libri del Re pensavo fosse uno di quelli meno indicati a diventare un film, anche per il solo fatto che il 90% del racconto è ambientato in un letto, con protagonista una donna, sola e ammanettata.

Ed invece, inosservato tra tutte le recenti uscite e l’attesa per il remake di IT, eccolo! E devo dire che il risultato è andato ben al di sopra delle mie  più rosee aspettative. E’ un gran bel film, lo studio della mente umana in situazioni estreme, cupo, spietato, angosciante, a tratti fin troppo angosciante,  e con una sequenza davvero molto cruda.

Una pellicola di qualità con una storia davvero ben raccontata, e non era facile, no davvero, con ottimi attori e soprattutto con una geniale trovata per rendere noto tutto il processo di introspezione psicologica della protagonista. Ah, c’è anche un piccolo omaggio a Cujo.

L’unica pecca? Il finale. No che non sia stato all’altezza, ma non è stato perfettamente fedele  al libro e sinceramente avrei preferito  la versione originale.

Sicuramente una delle migliori trasposizioni delle opere del Re.

Applausi.

Trama

Due coniugi, Jessie e Gerald, decidono di passare un weekend piccante nella loro casa di campagna per riaccendere il desiderio e cercare di salvare il matrimonio. La fantasia sessuale di Gerald di bloccare con delle manette i polsi della moglie al letto si rivela un’idea terribile quando viene colto da infarto morendole accanto. Jessie si ritrova quindi sola, ammanettata e quindi impossibilitata a muoversi, senza nessuno che la possa salvare, senza cibo, in balia dei propri ricordi, dei propri tormenti e di due pessimi ospiti….

Durata: 103 min

Voto: ● ● ● ● ○    bella sorpresa

gioco di gerald

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Jackie

Doveva essere un omaggio ad una grande donna del novecento, icona di stile, eleganza e cultura, ed in parte lo è, solo che non ho riconosciuto nella Jackie del film la Jackie che avevo imparato a conoscere dai libri, da altri film e dai documentari.  Troppo marcate ad esempio le critiche sui soldi spesi  per gli eventi culturali alla Casa Bianca e per i cambiamenti portati al suo interno,  quando questi erano invece, anche leggendo gli articoli di quei giorni, ben visti sia dai cittadini che dalla stampa. Il fermento culturale che ha investito gli USA in quegli anni e che l’ha vista protagonista nelle vesti di grande mecenate è stato fatto passare invece come una serie di capricci personali di una ricca snob. Ma è anche per questo che, come ripiega il film negli ultimi minuti, si parla di una Camelot, una presidenza che ha portato lustro non soltanto politicamente (anche se gli effetti si sarebbero visti a posteriori) ma culturalmente, una nuova frontiera in tutto e per tutto. Per non parlare poi della ricostruzione dei filmati dell’epoca in cui la first lady, descrivendo alle telecamere le varie stanze della sua nuova residenza, appare terribilmente impacciata e insicura.

Il film è un po’ lento ma a mio avviso per nulla noioso, anzi, si lascia vedere con piacere.  Interessanti sono le problematiche poste in essere, come quella dell’organizzazione dei funerali, e poi i pensieri, le emozioni e la propria ricostruzione delle vicende, elementi attorno a cui gira l’intero film.

E’ un one woman show  con una Portman sempre protagonista in ogni inquadratura. L’attrice è davvero brava e molto simile fisicamente alla vera Jackie da cui riesce ad assorbire un po’ di quel suo splendente carisma che tanto faceva impazzire gli intellettuali ma soprattutto i cittadini in quello scorcio di primi anni 60. L’altro protagonista è invece  un Bobby, sempre vicino e sempre accondiscendente, stranamente più vecchio fisicamente del fratello maggiore Jack.

Un buon film comunque, un pezzo di storia rivisitato da un punto di vista diverso, era ora.

Trama

Pochi giorni dopo l’assassinio del marito Jackie rilascia un’intervista in cui racconta gli avvenimenti di quei giorni, dall’arrivo a Dallas al funerale, dal suo punto di vista, con le sue emozioni, i suoi pensieri  e le sue idee.

Durata: 95 minuti

Voto:  ● ● ● ○ ○

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Thirteen days

Un paio di anni fa lessi un libro che come spunto di partenza  ipotizzava le condizioni del nostro pianeta  se in quella famosa elezione  alla presidenza  degli Stati Uniti del 1960 l’avesse spuntata Nixon e non Kennedy. Descriveva paesaggi senza vita, aridi, con poche persone che si affannavano a ricostruire una civiltà distrutta da una furiosa ed incosciente guerra nucleare. Ovviamente esagerava e comunque non si può mai dire cosa sarebbe successo, la storia non si costruisce con i se e con i ma. E’ importante però conoscerla la storia, soprattutto quella del 900. Ho già affrontato l’argomento in un vecchio post ma perdonatemi se mi ripeto. Io ritengo che non è possibile capire il mondo di oggi senza conoscere bene i fatti del secolo scorso,  soprattutto quelli che hanno caratterizzato la guerra fredda tra USA e URSS ed i loro paesi satelliti, ma la scuola è molto carente in questo, penso addirittura quasi totalmente assente. Chiedete ai ragazzi usciti da poco dalla maturità, quanti di loro hanno conoscenza dell’argomento? Pochi, troppo pochi. E le cose non migliorano molto ponendo le stesse domande ad un neolaureato in materie umanistiche. Fortunatamente ci viene incontro  la cinematografia che a volte dà il suo contributo importante come in questo bellissimo film che sembra un thriller uscito dalla penna di un grande visionario scrittore quando in realtà è una storia assolutamente vera. E’ la descrizione dettagliata dei 13 giorni che tennero il mondo col fiato sospeso. E’ la storia di una partita  tra JFK e Kruscev su una scacchiera cubana. E’ la storia di un uomo, JFK, che con l’aiuto del fratello Robert, del consigliere O’Donnell (grande Kevin Costner), di McNamara e  pochi altri,  lottando contro tutti e tutto,  prendendo decisioni pesanti e impopolari,  riesce alla fine nella grande impresa di evitare una ormai sicura escalation militare che avrebbe portato immediatamente USA e URSS ad una guerra nucleare ed  il mondo alla rovina. E’ la storia di pochi eroi illuminati che hanno avuto la forza di anteporre il bene comune  alle lobby e ai poteri forti che influenzano pesantemente i paesi. E’ la prova che l’uomo quando vuole esce dai binari e rinsavendo, con  slanci unici, effettua colpi di coda che lasciano il segno. E’ la dimostrazione che  il bene tende a vincere sempre. E’ il grande lascito di Kennedy al mondo. E’ la nostra storia, perché se siamo quelli che siamo oggi buona parte dipende da quei 13 giorni.

Trama

Ottobre 1962. Gli Stati Uniti scoprono l’installazione di missili nucleari a Cuba da parte dell’URSS. Ne nasce un braccio di ferro che porta il mondo sull’orlo di una guerra nucleare.

Durata: 139 min

Voto: ● ● ● ● ○   bello

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