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Letture 2017

Da questo anno  le mie letture potrete seguirle live, passo dopo passo, semplicemente leggendo questo post che si andrà ad aggiornare di volta in volta (Lo trovate facilmente sul menù a tendina seguendo il percorso Recensioni –> Libri –> Letture–> 2017). Il mio intento, così come per quelle del 2016, è quello di farvi incuriosire, magari anche di convincervi a leggere qualcuno di questi libri, per poi poterne parlare insieme.

Ecco quindi le mie letture del 2017 con relativi commenti e metri di personale giudizio.

Come interpretare il giudizio

○○○○○  pessimo;  ●○○○○  deludente;  ●●○○○  godibile;   ●●●○○  bello;   ●●●●○ molto bello;  ●●●●●  must read!

Potrebbe capitarmi di tanto in tanto di tornare a rileggere vecchi libri, cosa che d’altronde ho in mente di fare al più presto in maniera sistematica. Per questo motivo dopo la data di lettura  di ognuno troverete la parola “new” se si tratta di un nuovo libro, 2 se si tratta di una seconda lettura, 3 e così via

 

Mr Mercedes – King  ● ● ● ● ○ (23/12/2016 – 09/01/2017) new

Il re torna agli antichi splendori e ci regala questo giallo davvero fantastico in quanto a suspense e ritmo e con una forte impronta psicologica.  Hodges è un detective in pensione che si rimette in azione per acciuffare Mr. Mercedes,  un pericoloso assassino ancora a piede libero.  Non sa però che il killer  è  più vicino di quanto lui creda e si sta preparando a compiere l’ennesima strage.  Veramente un gran  libro, il primo di una trilogia basata sul detective Hodges. Peccato per il finale un po’ sottotono, il resto però si legge in modo famelico.

La grande fame – J. Fante ● ● ● ○ ○     (09/01/2017 – 20/01/2017) new

Fante è un maestro. Non importa cosa scriva, se romanzi o short stories. Non importa se i soggetti sono sempre gli stessi, la sua infanzia, la sua famiglia, la fame, la dignità,  il Colorado, la discendenza italiana, i sogni, la fuga.  Riesce sempre a commuoverci. O anche a farci ridere, con un velo di malinconia finale, un po’ come nei migliori film di Verdone. E queste storie… così leggere, così semplici, ma anche così potenti da entrarti dentro e rivoltarti le budella, o a volte  prenderti il cuore e strizzarlo come un panno, se riesci a seguirle, a immedesimarti, a viverle. Che scrittore John Fante! Che orgoglio il suo essere italiano!

Pulp – Bukowski ● ● ● ● ○    (20/01/2017 – 25/01/2017) new

Ormai consapevole di essere vicino alla fine dei suoi giorni il grande Bukowski sforna questo grande libro, sarcastico, grottesco, surreale. Per la sua ultima avventura lascia in disparte il suo alter ego di sempre Henry Chinaski, rendendolo così immortale,  per dare vita al detective Nick Belane, l’investigatore privato più dritto di Los Angeles che si sbatte per risolvere i suoi assurdi casi commissionatigli da ancora più assurdi committenti. Alieni, coppie adultere, usurai, vecchi poeti francesi,  John Fante, Dante Alighieri  e la stessa Morte che gioca con lui accompagnandolo fino alla fine, sono tra i protagonisti di questo racconto dove tutto sembra girare attorno ad un Passero Rosso, di cui Belane è alla disperata ricerca e di cui tutti sembrano aver sentito parlare.  In mezzo le solite cose, l’alcol, le risse al bar, le discussioni sfrontate, il linguaggio sboccato, continui doppi sensi e il demone del sesso ormai  però sopito. E’ un Bukowski stanco che si racconta e che ci lascia in dono le sue considerazioni sulla vita, sull’esistenza ed il suo significato. E’ una lettera d’addio, che più originale non si può.

I pilastri della terra – K. Follett  ● ● ● ● ●   (25/01/2017 – 11/02/2017) new

Signori e signore ecco il romanzo totale! Un capolavoro assoluto di narrazione che riesce a tenere il lettore incollato in modo famelico per più di mille pagine.  Una lotta infinita tra il bene ed il male. Un tumulto di continue emozioni, di forti sentimenti e di avventure. Intrighi, lotte di successione, eredità, guerre, amori, tradimenti, speranze, sogni, gelosie, passioni, fame, paura, capacità,  non c’è una sfaccettatura dell’animo umano che viene risparmiata, tutto è elevato all’ennesima potenza. Più di cinquanta anni di storia all’ombra di una costruzione di una cattedrale in una Inghilterra caotica e dilaniata da guerre civili e dissidi interni. In una parola: il romanzo! Uno dei più belli mai letti!

Nel segno della pecora – H. Murakami ● ● ● ● ○   (11/02/2017 – 17/02/2017) new

Il solito libro in pieno stile Murakami dove la realtà e l’immaginario si fondono per dare vita ad una storia surreale quanto travolgente. Tutta la trama si dipana nella ricerca di una particolare pecora dagli strani poteri da cui dipende il destino politico ed economico del Giappone, ma è uno specchio per le allodole,in realtà il protagonista intraprende a sua insaputa un percorso individuale alla ricerca di sé, della sua vera natura, del senso della vita  di cui diviene completamente consapevole alla fine del tragitto. In questo lo aiutano i vari personaggi con cui entra in contatto: l’ex moglie, il suo gatto, il Maestro ed il suo braccio destro, la sua nuova ragazza dalle orecchie bellissime, il professore pecora e soprattutto il suo caro vecchio amico della giovinezza, il Sorcio. Il ritmo è incalzante, condito da bei dialoghi, alcuni assurdi, altri divertenti, per poi calare in un finale più lento, riflessivo e introspettivo in cui però emergono i micidiali incontri tra il protagonista e l’uomo pecora. Curioso il fatto che nessuno dei protagonisti del romanzo abbia un nome proprio, ad eccezione dell’amico barista Jay, forse perché l’unico che abbia già compreso il senso della propria vita. Davvero un gran bel libro, con un finale tra i più accessibili scritti dall’autore.

Piccola nota: Il Sorcio e l’Hotel Delfino saranno poi protagonisti anche di un altro celebre romanzo dello scrittore giapponese: Dance Dance Dance.

Alice nel paese delle meraviglie / Attraverso lo specchio – Carroll ● ○ ○ ○ ○  (18/02/2017 – 22/02/2017) new

Lo so. Con questa mia piccola recensione farò arrabbiare qualcuno e attirerò su di me imprecazioni varie, purtroppo però devo essere sincero e non posso non dire che sono rimasto tremendamente deluso da questa lettura che ho faticato davvero tanto a portare a termine. Ok, si, è vero,  questo libro rappresenta forse l’apoteosi della fantasia e del non- sense, e ne ero attratto anche per questo motivo. Purtroppo però, dopo un inizio incoraggiante, pagina dopo pagina mi sono smarrito in dialoghi a volte fin troppo  insignificativi, trame incomprensibili e una lettura a mio avviso non molto scorrevole e poco entusiasmante. Se il primo libro ha comunque degli spunti interessanti e può risultare anche piacevole (divertentissima la scena della duchessa in cucina), il secondo è davvero un supplizio  confusionario che neanche Humpty Dumpty ed il suo non-compleanno riescono a risollevare. Insomma, non ho trovato niente di stimolante, nessuna logica nascosta che qualcuno voleva farmi credere, ma piuttosto una elementare successione di  incontri della protagonista con bizzarri personaggi, molti dei quali purtroppo lasciano il tempo che trovano.

Vita di paese – A. Torre  ● ● ○ ○ ○ (22/02/2017 – 27/02/2017) new

Una bella quanto vissuta rivisitazione della propria storia familiare ma al tempo stesso un’accurata quanto interessante testimonianza della vita in un paesino siciliano intorno agli anni 50-60. Lo scrittore ne è un semplice abitante, senza aspirazioni letterarie se non quella di lasciare un ricordo ai figli, e infatti la prosa, per quanto passionale e scorrevole, spesso difetta in ripetizioni ed esagerazioni romantiche nelle descrizioni. Resta comunque una più che buona fonte storica dei tempi che furono.

Tutti i racconti – E. A. Poe  ○ ○ ○ ○ ○  (27/02/2017 – 11/03/2017) new

Per l’ennesima volta il mio impatto con i grandi classici della letteratura è risultato molto traumatico. Questa volta più del solito visto che a mio avviso questo è uno dei più brutti libri che io abbia mai letto, uno dei rarissimi casi in cui sono stato seriamente intenzionato a sospendere definitivamente la lettura prima della conclusione. Su 37 racconti della raccolta la stragrande maggioranza l’ho trovata pesante, prolissa, insignificante, incomprensibile, a volte persino illeggibile. Per fortuna ne ho trovato anche alcuni  interessanti, ben lungi dal definirli belli ma almeno leggibili:  Il gatto nero, La cassa oblunga, La sepoltura prematura e giusto un paio di altri.

Cattedrale – Carver  ● ● ● ○ ○    (11/03/2017 – 15/03/2017) new

Carver è uno dei mastri delle short- stories del 900. I suoi racconti sono originali  perché in essi non viene raccontato nulla, ovvero, vengono raccontati semplici momenti di vita, mai decisivi. In questi racconti il fatto importante è solo sfiorato, è già successo tempo fa o è ancora lungi dal succedere. A mio avviso Carver non ha l’anima di Fante, né la genialità di Murakami, ma nella loro semplicità i suoi racconti sono comunque piccole poesie, sono i pezzi del puzzle della nostra vita e sono scritti con superba maestria. Una piccola cosa ma buona, Da dove sto chiamando, Cattedrale, Febbre, Vitamine, Il treno… momenti della nostra esistenza da leggere tutti in un fiato.

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio – Murakami  ● ● ● ● ○    (15/03/2017 – 19/03/2017) new

Questa volta Murakami mette in soffitta la sua proverbiale prosa onirica per tuffarsi in una storia totalmente realistica come nel caso del suo più gran capolavoro Norwegian Wood. Anche questa volta si tratta di un romanzo di formazione, e soprattutto, anche questa volta il risultato è ottimo. Tazaki Tsukuru è un ragazzo che viene improvvisamente allontanato dalla sua stretta cerchia di amici. Privato senza un perché di quell’affetto così totalizzante e importante perderà ogni stima di se stesso passando periodi bui. Solo tanti anni dopo, spronato da una ragazza che potrebbe tirarlo fuori da quell’agonia, avrà la forza di affrontare finalmente il suo passato andando alla ricerca dei motivi di quell’allontanamento. E’ un libro davvero bello, magari un po’ triste, molto riflessivo, ma che si fa divorare voracemente. Peccato per il finale che lascia il lettore un po’ troppo col fiato sospeso e senza una importante risposta. Forse però questa volta la conclusione della storia non è tanto importante, per questo viene lasciata all’immaginazione del lettore che può articolarla secondo la sua sensibilità. In questo caso è il percorso che conta, la crescita, la maturazione e la presa di coscienza dei propri mezzi.  Ed è un percorso bellissimo.

Rock Bazar – Cotto  ● ● ●  ○ ○   (25/08/2016 – 26/03/2017) new

Bellissimo divertissement. In questo libro il celebre giornalista musicale raccoglie ben 575 storie del rock tra miti, leggende e storie vere. Ed ecco quindi Ozzy che sniffa le formiche o addenta un pipistrello vivo ad un concerto,  Keith Moon che suona la plancia di  comando di un aereo di linea come se fosse la sua batteria, le indimenticabili feste organizzate da Freddy Mercury, la famosa foto del fantasma di Jim Morrison, The shark episode e the octopus incident dei Led Zeppelin. E poi ancora Kurt Cobain, Patty Smith, Robert Smith, Sid Vicius, Brian Jones, Mike Jagger, Syd Barrett, Courtney Love e tanti, tantissimi altri. Davvero una piacevolissima lettura.

Battisti-Panella da Don Giovanni a Hegel – Ciarla  ● ● ● ● ●    (20/03/2017 – 06/04/2017) new

E’ un libro davvero importante questo, è unico! Il solo che offre una comprensibile chiave di lettura dei bianchi, i lavori del duo Battisti-Panella, dei singoli album, delle singole canzoni, tra gli album, tra le canzoni, delle copertine, tra le copertine. Ne avevo già parlato qui al momento dell’acquisto ma solo leggendolo ho compreso la grandezza di brani prima per me insignificanti. Un percorso davvero illuminante che si snoda in tanti altri significati posti su piani diversi. Davvero fantastico. Un libro che ogni fan dovrebbe avere. Unica pecca è quella di non riuscire a volte a chiarire in modo semplice le tematiche. In alcuni casi si fa un po’ fatica a stare dietro alla spiegazione, come nel caso di parte dei brani di L’apparenza, ma certi argomenti hanno riferimenti così intellettualmente elevati…magari la mancanza è la mia.

L’arte della guerra – Sun Tzu  ● ○ ○ ○ ○  (27/03/2017 – 17/04/2017) new

Composto nel IV secolo a.C. è ancora oggi il trattato di strategia militare più studiato, una lettura obbligatoria nei corsi di management, marketing e tante altre discipline. Diviso in tredici piccoli capitoli fornisce delle sagge indicazioni per la gestione di una campagna militare, ma sono oggi soprattutto preziose riflessioni per emergere in ambito lavorativo e nella vita di tutti i giorni. Una lettura semplice, leggera ma intelligente, riflessiva e soprattutto utile.

Fine turno – S. King  ● ● ○ ○ ○ (06/04/2017 – 23/04/2017) new

Fine turno è la degna chiusura della trilogia del Re che ha come protagonista il detective Hodges ed i suoi fidi collaboratori. Questo terzo capitolo si collega direttamente al primo in quanto è uguale la nemesi: il sadico Brady Hartsfield (non ho letto il secondo capitolo ma so che in quel caso i nostri combattono altra gentaglia). Questa volta però Brady è apparentemente immobile nel suo letto d’ospedale, ancora convalescente dal primo scontro, e non è facile collegarlo a tutte le strane e sanguinarie vicende che si susseguono. A mio avviso si tratta di un buon libro ma non paragonabile al primo che è superiore in pathos e fluidità della trama. Un gradino sotto le aspettative che noi fedeli lettori riponiamo nel Re.

Ossessione – S. King  ● ● ● ● ○    (24/04/2017 – 28/04/2017) old 2°

Uno dei primi romanzi del Re, scritto ancora prima di Carrie (sua prima pubblicazione) e poi edito successivamente sotto lo pseudonimo di Richard Bachman (come altri suoi romanzi prima di essere scoperto). Ossessione è però un titolo che oggi non è più possibile trovare  in commercio, l’unica speranza di averlo è quella di trovarlo di seconda mano da qualche pazzo che vuole disfarsene, un po’ come è successo a me, se non per il fatto che mi è stato regalato. Questo libro è stato messo al bando parecchi anni fa dallo stesso King, non voleva avere sulla coscienza altri tentativi di emulazione. La trama è infatti tristemente comune nelle cronache degli Stati Uniti: un ragazzo entra armato in un liceo e prende in ostaggio la sua classe. Ovviamente questo sarebbe stato troppo scontato per un genio come lui,  quindi il Nostro ci va giù pesante con la psicologia trasformando la “detenzione” in una catarsi collettiva, un’esperienza costruttiva dove ognuno riesce a liberarsi dei propri segreti e tabù più reconditi. Le conseguenze non saranno uguali per tutti.  A mio avviso un gran libro.

Tropico del Cancro – H. Miller  ● ● ● ○ ○    (28/04/2017 – 13/05/2017) new

Ne è passato di tempo dagli anni 60 ed il mondo non è più come allora, la stessa nostra esistenza così come la viviamo è totalmente diversa da quegli anni, eppure c’è ancora chi, nei commenti riportati in vari siti e blog, definisce indecente questo libro. E’ vero, nei primi capitoli c’è qualche frase forse un po’ troppo hard, ma a fine lettura tirando le somme non riesco a definirlo un libro osceno, anzi. E’ un flusso di ricordi della vita bohemien dell’autore nella Parigi degli anni 30. E’ un affresco pittorico della ville lumiére, dei suoi abitanti, delle sue strade, della vita che scorre per queste strade. E poi gli incontri, le persone con cui Miller fa amicizia, per goderne le virtù o più frequentemente soltanto per bisogno, per spuntarla, da squattrinato, giorno dopo giorno. Parla di prostitute, di donne, di finti letterati, di aspiranti artisti, di raggiri, di espedienti, di alcol, di lunghe sognanti riflessioni, ma fondamentalmente parla di libertà. E’ come quel film di Woody Allen, Midnight in Paris, solo che non rivivi la gente che ha fatto la storia dell’arte e della letteratura, i Picasso e gli Hemingway, ma gli umili, i sognatori, gli aspiranti Picasso, gli aspiranti Hemingway. Un libro vero, un pilastro del novecento, che ha ispirato la beat generation e che ha dato i natali a scrittori memorabili come Bukowski e Fante.

Correndo con le forbici in mano – A. Burroughs  ● ● ● ● ○    (13/05/2017 – 18/05/2017) old 2°

Un libro  stupefacente, osceno, folle, assurdo… e la cosa più sconvolgente è che si tratta di una storia vera. E’ l’adolescenza dello scrittore stesso, figlio di una coppia separata e lasciato dalla madre a vivere a casa del suo psichiatra, una specie di comune dove ogni buona norma è sovvertita così come ogni logica di comportamento, un posto dove accade tutto ed il contrario di tutto, dove l’albero di Natale resta montato per quasi tutto l’anno e dove se vuoi bucare il soffitto puoi farlo, senza problemi, senza dover preoccuparti di essere rimproverato. E’ un libro che non può annoiare, che stupisce pagina dopo pagina, e le nostre emozioni fanno le montagne russe leggendo dell’amicizia di Augusten con i vari componenti della famiglia, del suo amore gay con un uomo molto più grande, delle sue passioni, dei suoi sogni, della vita di tutti i protagonisti. Una vera sorpresa, un libro che si legge tutto d’un fiato, che fa ridere e riflettere, disgusta e sorprende.

Duma Key – S. King  ● ● ● ○ ○   (18/05/2017 – 09/06/2017) new

Ed ecco qui finalmente un ennesimo titolo del Re portato in cascina. Duma Key è un bel libro, con una trama che si dipana in maniera abbastanza semplice dall’inizio alla fine ma che a mio avviso raggiunge il suo apice nella prima parte. L’importanza di questo libro sta infatti nel messaggio, quello di combattere, di rialzarsi e ricominciare da capo dopo che un avvenimento ti ha sconvolto la vita. Edgar Freemantle ci riesce a fatica, a suon di “ce la posso fare”, e l’incidente in cantiere che l’ha privato prima di un intero braccio e poi della sua famiglia, si tramuta in un’opportunità di rinascita lontano da casa. Lì, in una baia della Florida, Duma Key, troverà due nuovi cari amici, un’anziana donna,  ed una nuova passione, la pittura. Grazie a loro riuscirà a sconfiggere delle vecchie oscure forze maligne che infestano quel luogo magico. Non tra i migliori del re ma di  certo consigliabile.

On writing – S. King  ● ● ● ○ ○   (18/04/2017 – 13/06/2017) old 2°

Questo non è il solito romanzo del Re. Non è una storia, né un racconto. E’ semplicemente un saggio sul mestiere dello scrittore nel quale il Nostro ci fornisce indicazioni e consigli di buona scrittura “rispondendo alle domande più frequenti che gli rivolgono ai seminari e alle conferenze e aggiungendo le risposte alle domande che vorrebbe gli ponessero”. Il risultato è che anche uno come me che non ha in mente di diventare uno scrittore ma che si limita per diletto e per catarsi a qualche scritto su questo blog può trovare le giuste dritte per migliorare il suo stile ed il suo approccio, anche se in realtà il talento è ben altra cosa e non ci sono seminari o libri che possono insegnartelo. E’ un libro interessante anche se a tratti abbastanza noioso, soprattutto quando appaiono evidenti le difficoltà di traduzione per esempi riconducibili soltanto alla grammatica inglese. E’ però un’opera davvero importante che non può mancare nelle librerie dei Fedeli Lettori in quanto non soltanto è possibile trovare all’interno diverse chicche sulla nascita e sulla scrittura di molte sue opere ma c’è tutta una parte, quella iniziale, che non è altro che una sua autobiografia che va dall’infanzia fino alla pubblicazione di Carrie, e un’altra, quella finale, che racconta del suo incidente del 1999 e di tutta la riabilitazione che ne seguì.

 Ora sei una stella – L. Garlando   ● ● ○ ○ ○   (13/06/2017 – 20/06/2017) old 2°

Questo è un libro sul calcio. Ma non il comune libro in cui vengono sciorinate statistiche, palmares e rose con la stessa passione di un professore che di prima mattina fa l’appello dei suoi alunni. Questo è un libro che trasuda di passione. Un anziano signore che indirizza il nipote al calcio e al tifo di una squadra di calcio raccontandone la storia, i protagonisti, gli aneddoti, e come questi abbiano interferito con la sua vita e la metamorfosi della sua città, Milano. E’ un’educazione sentimentale al calcio antico, quando la fede contava più dei soldi, e alla vita. E poco importa se i colori in questione sono quelli nerazzurri dell’Inter. E’ un bel libro, che appassiona, diverte e commuove. Certo, la trama è un po’ surreale, con questo 84enne ed i suoi due amici coetanei che conoscono tutti i protagonisti, o che fanno cose che certo a quell’età non potrebbero permettersi (uno di loro va fino a Kiev in auto!), soprattutto nelle ultime pagine quando si verificano eventi davvero impensabili. Per il resto però è un buon libro, leggero ma ricco di sentimenti e di battute geniali. Un must have per ogni tifoso nerazzurro a mio parere.

Identikit di un ribelle – P. Pelù   ● ● ○ ○ ○   (20/06/2017 – 28/06/2017) old 2°

Questo secondo libro del rocker fiorentino inizia da dove è finito il precedente, Perfetto Difettoso, ricoprendo quindi in maniera autobiografica tutti gli anni che vanno dall’inizio della carriera da solista all’ultimo album, sempre da solista, Identikit, con in mezzo la reunion con Renzulli e quindi la rinascita dei Litfiba con l’uscita dell’album Grande Nazione. Non mancano però aneddoti sull’infanzia e sui Litfiba  anni 80 e 90. E’ stato molto piacevole leggere questo libro, sia perchè molte parti sono davvero interessanti, da fan ma anche da comune lettore, sia perchè altre sono davvero divertenti, ma soprattutto perché certe avventure le ho vissute in prima persona. E’ anche vero  però che l’ho trovato molto meno coinvolgente e avvincente rispetto al precedente. Le vicende autobiografiche sono infatti intervallate da moltissimi capitoli di riflessioni, pensieri di natura politica, di denuncia sociale, di avvertimenti, che a volte rendono la lettura un po’ tediosa o anche deprimente, soprattutto perché traspare in maniera evidente la totale sfiducia del cantante nel nostro sistema sociale: la  mancanza di giustizia e di onestà,  e tutto quello che rende oggi davvero difficile vivere degnamente in questo Paese. Per veri fans.

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Letture 2016

Adoro leggere. Non posso farne a meno ad esempio la notte, prima di addormentarmi, o nei momenti di pausa. Sono uno di quelli convinti che leggere faccia vivere mille altre vite, non solo la propria. Sono anche abbastanza selettivo nella scelta dei libri e spesso anche controcorrente rispetto ai gusti maggioritari. Non amo i  grandi classici, non mi entusiasmano. Amo invece gli scrittori contemporanei e i romanzi di formazione. Non so quanti libri ho letto, o meglio, quanti ne ho comprati, quando avrò un po’ di tempo e voglia mi piacerebbe anche contarli e perché no, catalogarli. Fanno tutti bella mostra tra le mensole della mia stanza e del soggiorno, ordinati in maniera perfetta, in ordine rispettivamente di altezza, edizione e autore. Ci sono libri che ho letto una sola volta, altri che ho letto e riletto, ma solo da quest’anno ho preso la buona iniziativa di scrivere a matita le date di inizio e fine lettura in ognuno di essi. Ed è quindi da questo momento che posso riuscire con facilità a stilare l’elenco di tutti i libri letti durante l’anno (quelli terminati nei 12 mesi) in ordine di lettura e farne delle piccole recensioni a vostro uso e consumo.

Ecco quindi le mie letture del 2016 con relativi commenti e metri di personale giudizio.

Come interpretare il giudizio

○○○○○  pessimo;  ●○○○○  deludente;  ●●○○○  passabile;   ●●●○○  godibile/bello;   ●●●●○  molto bello;  ●●●●●  must read!

Potrebbe capitarmi di tanto in tanto di tornare a rileggere vecchi libri, cosa che d’altronde ho in mente di fare al più presto in maniera sistematica. Per questo motivo dopo la data di lettura  di ognuno troverete la parola “new” se si tratta di un nuovo libro, 2 se si tratta di una seconda lettura, 3 e così via

 La grande storia di Roma – Spinosa  ● ● ● ○ ○   (01/12/2015 – 13/01/2016) new

Ho comprato questo libro per sopperire alle mie insufficienti reminescenze scolastiche su questo periodo storico tanto importante per noi italiani. Il libro è chiaro, completo, si legge davvero con piacere e stimola la curiosità. Peccato per l’ultima parte forse un po’ troppo confusionaria anche se magari sono proprio le vicende ad essere tali.

 Il gran sole di Hiroshima – Bruckner ● ● ● ● ●  (14/01/2016 – 17/01/2016) 2

Un grande classico che dopo aver commosso il mondo  ha attraversato il confine della letteratura per diventare cultura e costume. Ancora oggi i bambini di Hiroshima creano le gru per non dimenticare. Ho già pubblicato una piccola recensione su questo libro, potete leggerla qui

 Ci rivediamo lassù  – Lemaitre    ● ● ● ● ○   (17/01/2016 – 06/02/2016) new

E’ un libro davvero bellissimo questo. Due commilitoni usciti a pezzi dalla prima guerra mondiale che per rifarsi una vita decidono di organizzare una mega truffa nei confronti dello Stato, lo stesso Stato che glorifica i caduti sul campo e si dimentica totalmente dei sopravvissuti all’ecatombe.  Ma non c’è solo questo. All’interno si affronta il problema dell’incomunicabilità tra un padre ed un figlio ed il desiderio di rivalsa dell’ultimo, c’è l’arrivismo  vergognosamente brutale di un ufficiale, la vera nemesi del protagonista, e c’è l’amore. Soltanto il finale mi ha un po’ deluso, mi aspettavo ben altro dopo tanta bellezza, per questo solo quattro stelle. Un libro comunque consigliatissimo

Il processo – Kafka  ● ● ○ ○ ○ (07/02/2016 – 16/02/201) new

Non vado matto per i grandi classici e in verità neanche questo mi ha particolarmente entusiasmato. Nonostante ciò devo però ammettere  che si tratta di un gran libro. La disperazione del protagonista, accusato di chissà cosa e chissà perchè, è tangibile, ed a niente serviranno i suoi tentativi di dimostrare la sua innocenza, sia perché non sa neanche di cosa discolparsi sia perché trova davanti a se il muro delle istituzioni che sono sorde ai suoi appelli.  L’intero romanzo nella sua narrazione e descrizione dei luoghi  aumenta questo senso di angoscia e via via anche di rassegnazione.  La cosa tragica è che Kafka in questo libro ha anticipato molti temi moderni così come attuali grandi problemi a volte così  vergognosi come la corruzione, lo strapotere di pochi eletti ed il macigno della burocrazia. E’ soprattutto questo libro a dare vita all’aggettivo kafkiano per descrivere qualcosa di assurdo, paradossale e angosciante.

 A tu per tu con Vincent Van Gogh  ● ● ○ ○ ○ new  (24/02/2016)

Una piccola ma completa guida all’opera pittorica del grande artista con inclusa biografia. Ho comprato questo libro al Van Gogh Museum di Amsterdam e l’ho letto per intero durante il viaggio di ritorno in aereo.

La strada per Los Angeles  – Fante  ● ● ○ ○ ○  (16/02/2016 – 06/03/2016) new

L’Arturo Bandini più sprezzante, insopportabile, razzista, attaccabrighe, egocentrico, megalomane, fastidioso. Il Bandini  che fa disperare la madre, litiga con la sorella bigotta, cerca di tener testa allo zio che vorrebbe fargli mettere la testa a posto, vorrebbe che lavorasse per mantenere la famiglia invece che stare chiuso in casa a scrivere stupidi e disgustosi romanzi che nessuno leggerà mai. E Arturo ci prova, prova molti duri e fetidi lavori ma non dura poi tanto, lui è destinato a ben altro, alla grandezza, e da grande uomo si comporta, fino a quando non capisce che la gloria non passerà mai da lì. Il primo e quindi anche il più acerbo, a mio parere il meno bello della saga ( il meno bello di tutta la bibliografia del grande scrittore italo-americano) ma imprescindibile per caratterizzare la personalità del mitico Arturo Bandini.

 La ragazza dello Sputnik – Murakami   ● ● ● ○ ○  (07/03/2016 – 17/03/2016) new

Classico romanzo alla Murakami che soprattutto nella seconda parte tende a diventare molto onirico confondendo così la realtà col sogno. E’ la storia di un triangolo amoroso: lui, insegnante, è innamorato di lei, la giovane e originale quanto strana Sumire, sua amica e confidente oltre che aspirante scrittrice che vive nel mito di Kerouac e della Beat Generation. Sumire a sua volta è innamorata dell’altra, Myu, quarantenne di gran classe e imprenditrice di successo, che sembra non ricambiare ma intanto l’assume come segretaria portandola con se in Europa per un viaggio di lavoro.  Lì  Sumire scompare misteriosamente. E’ così che i loro tre destini si uniscono.  Come per tutti i romanzi di Murakami, non è tanto importante il finale quanto la bellezza della prosa che ti abbraccia e ti culla in un dolce sogno dal quale ogni tanto ti svegli per non perdere il filo della realtà.

Cronache Furnaresi  – Chiofalo     ● ● ○ ○ ○   (18/03/2016 – 02/04/2016) new

Un piccolo libro che racconta la storia del piccolo paese nel periodo compreso tra la  fine dell’800 e l’inizio della seconda guerra mondiale. Una memoria storica per i cittadini dove è possibile però riscontrare usi,  costumi e tradizioni di un’epoca che fu.

Il ritratto di Dorian Gray  – Wilde  ● ● ○ ○ ○  (03/04/2016 – 17/04/2016) new

E’ un grande classico della letteratura, una storia originale che sicuramente tutti conoscerete già e che conserva la sua grandiosità col passare del tempo. Semplicemente non mi prende lo stile della scrittura, troppo  lontana dai miei gusti e quindi per me poco appassionante, purtroppo.  De gustibus…

 Sogni di Bunker Hill – Fante  ● ● ● ○ ○   (18/04/2016 – 22/04/2016)  new

L’ultimo libro della saga di Arturo Bandini, l’ultimo libro di John Fante che ormai sconfitto dal diabete, cieco e senza una gamba, detta il testo alla moglie. Arturo è adesso a Los Angeles, a Bunker Hill precisamente, lontano dai lussi e dalla ricchezza ma vicino a quel mondo, quello cinematografico dove riesce a trovare i primi lavori come sceneggiatore. Non tutto però fila come lui vorrebbe e tra colleghi, agenti letterari di vario tipo e strane effimere star, nonostante anche il discreto successo  Arturo non è contento e vaga alla ricerca del suo giusto posto nel mondo. Bellissimo ultimo atto di un personaggio ma soprattutto di uno scrittore che solo postumo verrà celebrato in tutta la sua grandezza, meritatamente.

Lui è tornato – Vermes  ● ● ● ○ ○   (22/04/2016 – 10/05/2016) new

Hitler si risveglia nel suo covo di Berlino e si ritrova catapultato ai nostri giorni conservando  però la sua ars oratoria e la sua visione del mondo. Dapprima spaesato, sostenuto dalla curiosità della gente e spinto da clamorosi e talvolta divertenti equivoci  riesce ben presto a trasformarsi in personaggio pubblico, popolare volto della tv e infine politico di successo.  L’idea è geniale, infatti è un bestsellers. Il libro nel complesso  lascia un po’ a desiderare, mi aspettavo di meglio,  anche se molti dialoghi sono davvero irresistibili e molti spunti fanno davvero riflettere molto. In appendice tutta una sezione di approfondimenti storici su quel periodo storico.

 Il grande libro del Rock e non solo – Cotto  ● ● ● ○ ○ (maggio 2014 – maggio 2016) new

Adoro leggere le pillole di Massimo Cotto nei momenti di stanca. In questo “calendario” ad esempio vengono riproposti  e ricordati giorno per giorno tutti i protagonisti e le storie del mondo del rock, dove la parola rock questa volta ha un senso più ampio, alla Celentano oserei dire. Ci troveremo quindi storie di cantanti, canzoni, dischi, concerti, ma anche scrittori, attori, film, poesie e tanto altro, tutto  rigorosamente dal mood rock. Un ottimo passatempo che non può che accrescerci culturalmente.

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve – Jonasson  ● ● ○ ○ ○ (10/05/2015 – 28/05/2016) new

Allan è un anziano svedese che fugge dalla sua casa di riposo solo poche ore prima dell’inizio dei festeggiamenti per il suo centesimo compleanno. Senza un perché e senza averlo preventivato di scatto ruba una valigia rimasta per un attimo incustodita alla stazione dei pullman dal suo proprietario e scappa dando così vita ad una importante vicenda poliziesca ma soprattutto ad  sequenza di  equivoci ed episodi tanto surreali quanto fantastici, non quanto però il passato dell’anziano protagonista che rivive in parallelo alla storia attraverso numerosi flashback. Storia leggera, leggerissima, di piacevole lettura. Da molti è stato definito una stregua di Forrest Gump, in realtà questo libro è molto più improbabile (molti degli eventi rasentano l’assurdità più assoluta) e fantasioso.

Dago Red – Fante  ● ● ● ○ ○ (28/05/2016 – 06/06/2016)  new

Fante riesce a farci ridere e allo stesso tempo commuovere in ogni cosa che scrive, sia esso un romanzo od un più breve racconto. Dago Red non è solo il vino rosso bevuto dai Dago, il termine dispregiativo con cui venivano indicati gli italoamericani, è anche una raccolta di questi racconti che vedono protagonista la famiglia Toscana, la solita famiglia Fante style con padre burbero, ubriacone e iracondo e la sua umile e devota moglie. Ovviamente i racconti sono meravigliosi, ma che ve lo dico a fare? Fante non si discute, si compra a scatola chiusa.

Kafka sulla spiaggia – Murakami   ● ● ● ● ○  (07/06/2016 – 31/07/2016) new

Nakata è un anziano signore rimasto un po’ stupido dopo un incidente avuto da bambino. Riesce a comunicare con i gatti ed è cercando quelli smarriti che si guadagna da vivere finché non è costretto a fuggire dopo una terribile esperienza vissuta con Johnny Walker, si proprio lui, quello del whisky.  Tamura Kafka è invece un quindicenne che scappa da casa per sfuggire alla profezia del padre “ucciderai tuo padre e giacerai con tua madre e tua sorella”. I destini dei due viaggiano in parallelo, concatenandosi, o forse no, fino a ritrovarsi, o forse anche no. In mezzo tanti fatti e personaggi assurdi: piogge di animali, il colonnello Sanders (si, proprio quello della catena  KFC), un bibliotecario androgino di una biblioteca molto speciale diretta da un’affascinante signora dal passato misterioso ma riconducibile ai due protagonisti (forse),   un bosco incantato, una ragazza sveglia ed un camionista in cerca di emozioni, ah si, certo, e i gatti. Che bellezza lasciarsi trasportare dallo scrittore giapponese dentro al surreale, all’onirico, all’inconscio, lontani da ogni logica ma dentro la grande bellezza della sua prosa.

L’imperatrice Sissi – Bestenreiner  ● ● ● ○ ○ (31/07/2016 – 18/08/2016) new

Si parte dal presupposto di  approfondire dal punto di vista storico la vita della celebre principessa, il suo rapporto con la corona, con il marito, con la suocera, la sua morte.  In realtà è un pretesto per conoscere la storia di tutta la sua famiglia e quindi al contempo la situazione storica dell’Europa a cavallo tra fine 800 e inizi del 900. Interessantissimo. Consigliato

Pleased to meet you  – Cotto  ● ● ● ○ ○ (27/05/2016 – 24/08/2016) new

Non è un’autobiografia questa ma un insieme di piccole esperienze di vita vissuta in giro per il mondo sempre a contatto con le grandi star, della musica soprattutto. E’ da questi incontri, durante le sue interviste, gli eventi da lui organizzati o presentati, o semplicemente davanti a una birra, a casa di un amico o seduti ad un ristorante,  che prendono vita situazioni a volte comici, a volte indecorosi e paradossali,  altre volte ancora commoventi o riflessivi. Succulente curiosità sulle star che Cotto ci racconta come solo lui sa fare.

I fratelli Karamazov – Dostoevskij    ● ● ● ○ ○  (18/08/2016 – 17/10/2016) new

E’ universalmente riconosciuto come un capolavoro della letteratura, non sarò certo io a dire il contrario. Ed in effetti il libro è molto bello. Non vedevo l’ora di leggerlo e non me ne sono pentito nonostante la lunghezza, la lentezza (e secondo me anche l’inutilità) di certe parti, soprattutto all’inizio del romanzo, e i nomi dei protagonisti che non solo sono già difficili da memorizzare ma cambiano di continuo.  Una storia appassionante, piena di pathos, dove le grandi emozioni dei personaggi vengono vissute anche dal lettore, un gran libro davvero insomma. Perché quindi solo tre stelle? Semplicemente non mi ha entusiasmato o emozionato come altri libri. Tutto qua. Questione di gusti o anche del momento personale in cui viene letto.

L’analfabeta che sapeva contare – Jonasson   ● ● ● ● ○    (12/11/2016 – 04/12/2016) new

Surreale e fantasioso come il primo libro dello scrittore svedese, ma anche molto più divertente, lineare, appassionante, coinvolgente e divertente. Le avventure di Nombeko, dei gemelli Holger, di Celestine e dei loro “amici”, i loro tentativi di sbarazzarsi di una bomba atomica e di sovvertire la monarchia,  sono veramente altamente consigliati per una lettura leggera e rilassante.

L’elefante scomparso e altri racconti – Murakami  ● ● ● ● ○   (04/12/2016 – 22/12/2016) new

La bellezza della scrittura dello scrittore giapponese colpisce anche nei racconti brevi. Bellissimi quelli di questa raccolta, 17 racconti originali, poetici, malinconici, riflessivi, con alcune escursioni verso generi meno congeniali come il giallo ed il thriller che non sfigurano davanti a mostri sacri come King in quanto ad originalità e pathos. L’unica pecca il fatto che spesso il finale dei racconti forse delude un po’.  Tra i migliori segnalo Il secondo assalto ad una panetteria, Affari di famiglia, Gli uomini TV ed Il nano ballerino. Ma è difficile sceglierne alcuni, in realtà sono tutti belli.

We will rock you

Massimo Cotto è un tuttologo della musica, lo definirei quasi un  onnisciente del settore. Lavora in questo campo da sempre, per la RAI, per le maggiori testate giornalistiche, curando le autobiografie di tanti grandi artisti e scrivendo numerosi piacevoli libri tra cui questo che consiglio a tutti gli appassionati delle sette note. In We Will Rock You vengono raccontati i segreti, le bugie, i miti, la genesi e le curiosità di ben 709 canzoni che, dopo aver letto il libro, ascolterete in maniera diversa perché saranno diventate storie che vi apparterranno un po’ e delle quali custodirete dei piccoli segreti che in questo caso sarà un piacere rivelare, perché no, avrete infatti l’occasione di fare bella figura in molte conversazioni raccontando prelibate chicche, come ad esempio che in Another Brick in the Wall dei Pink Floyd il coro era composto da 23 ragazzini  le cui  voci furono sovrapposte ben 12 volte per dare l’impressione che fossero molto più numerose; che la Mandy di Barry Manilow non era una donna bensì il suo cane; che Come Togheter fu scritta da Lennon con il fine di farne lo slogan per la campagna elettorale di Timothy Leary candidato a governatore della California; che quando il presidente dell’etichetta Atlantic ascoltò per la prima volta I Want To Know What Love Is dei suoi Foreigner scoppiò a piangere; che What a Wonderful World, il capolavoro di Armstrong, fu un grande flop con solo 1000 copie vendute per poi diventare un grandissimo classico soltanto alla morte del cantante. Queste e tantissime altre curiosità, anche molto più interessanti, da leggere e fare proprie perché, come canta Bruce Springsteen, “abbiamo imparato più da un disco di tre minuti che da tutto quello che ci hanno trasmesso a scuola”.

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Lunghi giorni e piacevoli notti

A proposito di libri, mi sono accorto solo qualche giorno fa che sto leggendo esattamente il cinquantunesimo libro del re, dove il re è ovviamente Stephen King  il cui cognome ne ha anticipato il destino.  Inizialmente sono  rimasto un attimo impressionato dal numero, cinquanta libri sono davvero tanti, chi l’avrebbe mai detto che avrei un giorno letto ben 50 libri di uno stesso autore? (in realtà tra poco saranno 52 perché oltre a questo in corso di lettura cioè “La leggenda del vento”, nel mio scaffale giace in attesa anche “Mr. Mercedes” ). Penso che questa ricorrenza sia da festeggiare o comunque da celebrare, e l’unico modo per farlo mi sembra sia quello di tirare un po’ le somme qui nel mio blog.

Ricordo come se fosse ieri il giorno in cui acquistai il suo primo libro, era l’1 maggio del 2002, al mio primo anno di università. Stavo passeggiando per il lungomare, solo, in mezzo ai tanti turisti che in queste ricorrenze si riversano a fiotti qui nella mia città, quando decisi all’improvviso di acquistare un libro, c’è da dire che fino a quel momento non potevo considerarmi certo un grande lettore. Entrai nell’unica libreria e tra i minibook in offerta  ad un prezzo davvero concorrenziale scelsi Cuori in Atlantide, sia perché avevo una grande curiosità di leggere finalmente qualcosa  del famoso Stephen King di cui tanto avevo sentito parlare, sia perché mi ricordavo di un servizio al tg proprio su questo libro. L’impatto è stato devastante, non riuscivo a smettere, avevo difficoltà pure a concentrarmi nello studio, poi però piano piano l’interesse è scemato fino ad esaurirsi del tutto ritrovandomi ad arrancare stancamente verso la fine. Qualche tempo dopo, complice una bancarella all’interno dell’università, decisi di riprovarci e acquistai Carrie alla modica cifra di 1000 lire. Era fatta! Da quel momento è iniziato quel lungo cammino da fedele lettore che mi ha portato ultimamente a percorrere la lunga strada verso la Torre Nera, la summa di tutti i suoi romanzi, il contenitore di tutte le sue storie.

E’ impossibile parlare di ogni libro letto vista la quantità. Innanzitutto è importante dire che scegliendo  Stephen King si va sul sicuro, raramente mi sono ritrovato ad odiare un suo libro (per quanto mi riguarda il peggiore è La storia di Lisey), ma bisogna dire che ce ne sono un bel pò che s’innalzano oltre il pur altissimo livello medio di qualità raggiungendo picchi vertiginosi di bellezza. IT  ad esempio, la storia del terrorizzante clown che ogni 25 anni torna a Derry per far incetta di bambini è una vera droga, da cui è impossibile staccarsi,  è impossibile dirsi “ok, per oggi basta” senza continuare per almeno un altro paio di pagine. E che dire di L’Ombra dello Scorpione? Quella fantastica eterna lotta tra il bene ed il male negli Stati Uniti ridotti a lande desolate da una terribile epidemia? Due libri di più di 1000 pagine ciascuno che avrei potuto tranquillamente continuare per altrettante ancora senza cedere per un momento alla stanchezza. E Pet Semetary? Meraviglioso, a mio avviso il libro più macabro, forse il mio preferito.

E’ sbagliato catalogare Stephen King come un gran scrittore di horror, non è solo uno scrittore di genere, non scrive solo romanzi violenti e bui, egli è innanzitutto un gran romanziere che riuscirebbe a mandare in visibilio i suoi lettori anche scrivendo semplicemente il contenuto di un elenco telefonico, ha una capacità di far entrare il lettore dentro la storia che non ha eguali, i protagonisti dei suoi libri prendono forma e diventano gente reale, amici che conosciamo da una vita. Per non parlare delle trasposizioni cinematografiche…King è, dopo Shakespeare, lo scrittore che ha avuto più trasposizioni teatrali e cinematografiche nella storia, i suoi libri hanno ispirato film di grande successo come Shining, Il Miglio verde, Misery non deve morire, Stand by me,  Le ali della libertà e tanti altri.

Mi piacerebbe continuare col presentarvi qualche altro bellissimo libro come 22/11/63 o il geniale Cose Preziose, ma non vorrei dilungarmi troppo col rischio di annoiarvi, penso che le cose già dette siano sufficienti per invogliarvi alla lettura di almeno una delle sue opere in modo che possiate trascorrere anche voi lunghi giorni e piacevoli notti.  Vi lascio dunque citando direttamente una frase del re, pescata direttamente tra le pagine di presentazione di un suo libro, una frase che a mio avviso potrebbe considerarsi come manifesto dei sui lavori:

“La sera, quando mi corico, sento ancora il bisogno di assicurarmi che le mie gambe siano sotto le coperte, una volta spenta la luce. Non sono più un bambino ma… non mi va di dormire con una gamba che sporge dal letto. Perché se una mano gelida si protendesse per caso da sotto il letto ad afferrarmi la caviglia, potrei anche urlare. Sì, potrei cacciare un urlo da svegliare i morti. Sono cose che non succedono, naturalmente, e lo sappiamo tutti. Nei miei racconti incontrerete esseri notturni di ogni genere: vampiri, amanti di demoni, una cosa che vive nell’armadio, ogni sorta di altri terrori. Nessuno di essi è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia.”

Il gran sole di Hiroshima

Ci sono momenti in cui la storia si piega ad un particolare evento che finisce per diventare un nuovo riferimento temporale, quel momento diventa la linea di demarcazione tra ciò che è avvenuto prima e ciò che accade dopo.

La grande folgore, come la chiama chi l’ha vissuta, o meglio chi è sopravvissuto ad essa, divide la storia in un prima e un dopo,  è l’inizio di un mondo in cui l’uomo ha portato a termine con esito positivo il primo tentativo di distruggere se stesso.

La grande folgore è ovviamente la bomba atomica sganciata su Hiroshima, l’inizio del nuovo mondo è il 6 agosto 1945.

Shigeo e Sadako sono fratello e sorella, due bambini che vivono l’Hiroshima ante folgore, due bambini che, col papà nell’esercito e la madre impegnata a lavoro in una fabbrica di armi, girano per la città, si mettono in fila per la settimanale distribuzione dei viveri, vivono piccole avventure, ascoltano con molta referenza i sogni, i racconti,  i consigli dei più anziani ed in generale soffrono la fame.

Dopo la grande folgore però la loro vita cambia.

Hanno avuto la fortuna di sopravvivere  senza riportare segni evidenti sul corpo, sono riusciti incredibilmente a riunirsi con i genitori, un miracolo.

Pian piano la nuova Hiroshima prende forma, con la ricostruzione, gli sciacalli, il mercato nero, e grazie ad un casuale incontro con un ex costruttore di aquiloni proprio quando pensava di aver perso tutto, il sig. Sasaki, padre di Shigeo e Sadako, ha l’opportunità di riavviare la sua vecchia bottega da barbiere.

Gli anni passano, Shigeo e Sadako crescono, sono ormai due adolescenti belli e robusti, Hiroshima sta finalmente tornando alla normalità, in giro si intravedono i primi segni della modernità, non solo palazzi nuovi costruiti con materiali diverso dal legno ma anche macchine in giro per le strade, negozi, abiti americani o comunque abiti prodotti in serie, primi cenni di capitalismo.

Un giorno si corre la tanto attesa staffetta scolastica da Tokio a Hiroshima e Sadako è stata scelta dalla sua squadra per effettuare l’ultimo tratto della corsa, è carica e fiduciosa, si è allenata tanto sotto la supervisione del fratello, ed in effetti  è protagonista di un’ottima gara, riesce a superare ben nove concorrenti tra cui anche alcuni maschi. Ma all’arrivo Sadako si accascia a terra, sfinita.

Passano i giorni ma Sadako non si riprende ed i medici non riescono a dare una diagnosi certa. E’ il sig. Sasaki che, memore dei racconti di altra gente,  convince la moglie a portarla all’ospedale americano, nonostante sia americano, nonostante sia un centro specializzato per la cura delle vittime della grande folgore.

Lì non hanno dubbi, i raggi gamma hanno avvelenato il sangue della piccola Sadako nonostante siano passati 10 anni da quel 6 agosto 1945, nonostante Sadako non abbia  presentato bruciature (o forse si?),  e l’avanzamento della malattia è tale che non ci sono più possibilità di guarigione.

Su idea di Shigeo, nonostante le energie sempre minori, Sadako comincia a ritagliare le 1000 gru di carta per poi appenderle al suo capezzale, le 1000 gru che le permetterebbero di guarire, e non importa se il suo vicino di stanza, il coetaneo Shigetomo, non ce l’ha fatta, lui è riuscito a realizzarne solo 400…

Il capolavoro di Bruckner è un libro semplice, piccolo, quasi leggero ma che suscita emozioni incredibili. Oggi a Hiroshima le gru di carta sono il simbolo della speranza e del ricordo, i protagonisti di ogni evento.

Assolutamente da leggere

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Alta fedeltà – Hornby

Pochi sono i libri che mi hanno emozionato come questo, forse perchè, come tantissimi del mio stesso genere, il genere maschile intendo, nel libro rivedo me stesso, le mie ansie, le mie paure, le mie delusioni, i miei sogni, i miei rimorsi. Alta Fedeltà è un lungo percorso nell’universo maschile, dai primi amori, dalle prime delusioni, all’età adulta, quando ormai trentenne (oggi più quarantenne, i tempi cambiano) ci si guarda indietro, ci si chiede se tutto è andato come avremmo voluto, si pensa a cosa sarebbe potuto essere se…., si rimugina su quei puntini di sospensione, ma se….se quella volta avessi detto questo o avessi fatto altro. Alta Fedeltà è un percorso karmico. Per capire veramente cosa vogliamo, o più semplicemente chi siamo, dobbiamo superare diversi ostacoli, alcuni davvero difficili. Rob Fleming è stato lasciato. Si strugge per questo, richiama le sue vecchie fiamme per capire il perché dei suoi fallimenti amorosi. Ripassa al rallentatore tutta la sua storia con Laura, cerca di capire dove ha sbagliato, pensa di saperlo, mette sotto processo se stesso, le sue ossessioni, le sue gelosie, i suoi comportamenti. Rob non è cambiato molto negli anni ma Laura si, adesso è una donna in carriera e forse la sua vecchia vita le sta stretta, lui le sta stretto. E intanto noi peniamo con lui, per le strade di una Londra underground (altra protagonista del racconto), per i pub, nel suo negozio di vinili di nicchia con i suoi due simpatici e assurdi dipendenti. Ragioniamo con lui, soffriamo con lui quando Laura comincia a vedersi con  il vicino di casa, ci troviamo in accordo o disaccordo con le sue continue classifiche, perché per Rob tutto si riduce ad una classifica, le 5 migliori canzoni d’amore, le 5 migliori canzoni per un funerale, le 5 migliori canzoni per affrontare meglio il lunedì, le 5 peggiori delusioni amorose e via dicendo. Tutto questo è un processo di formazione e tra incontri, concerti, nuove conoscenze, funerali, cantanti, vinili, telefonate della madre, cene con le amiche della ex, sorprese e sbattimenti, alla fine Rob si ritrova a rivestire i suoi vecchi panni da dj e stavolta è sicuro di aver capito che canzoni inserire nel nastro che registrerà quella sera. Il bello di questo libro è che Rob Flaming sono io, siamo tutti noi.

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L’uomo in nero fuggì nel deserto e il cavaliere lo seguì

Comincia così la saga della Torre Nera, la spina dorsale di tutta la produzione Kinghiana, l’opera che al suo interno contiene tutte le altre e che può definirsi la summa della sua bibliografia. I sette volumi che formano l’intera storia sono stati scritti nell’arco di trent’anni e traggono ispirazione dalla saga del Signore degli Anelli di Tolkien, da cui è stato ripreso il tema della ricerca, e dal film western di Sergio Leone Il buono, il brutto, il cattivo dal quale è stata ripresa l’ambientazione. Il protagonista è infatti un pistolero, Roland di Gilead, l’ultimo cavaliere sopravvissuto, che avanzando nel Medio-Mondo (uno dei tanti mondi paralleli al nostro) va alla ricerca della Torre Nera. Per raggiungerla dovrà superare notevoli difficoltà e mille peripezie insieme al suo ka-tet ovvero un gruppo di persone che si uniscono a lui e che lo aiutano nella ricerca condividendone il destino. Il primo volume intitolato proprio L’ultimo cavaliere è più un libro di presentazione, soprattutto del personaggio. Ad alcuni potrebbe apparire noioso (a me è piaciuto), in realtà King non fa altro che gettare le fondamenta per tutto ciò che succederà in seguito. Da qui infatti parte tutto, anche se in realtà si capisce come Roland sia in viaggio da molto più tempo. Si comincia a conoscere il misterioso pistolero, qualcosa del suo passato, fa la sua apparizione Jack, un bambino proveniente dalla New York del nostro mondo,  un personaggio che in seguito riapparirà per diventare membro del ka-tet, si superano tante difficoltà e si raccontano ancor più avventure per concludersi con lo scontro con la sua nemesi, l’uomo in nero.

Che dire…il viaggio è solo all’inizio e il costo del biglietto ci vale tutto.

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L’America di Bukowski

L’America delle strade, dei bassifondi, delle catapecchie e dei bar. L’America che non vedi nelle serie TV, nei telefilm, al massimo la scorgi nelle riprese di un notiziario di cronaca nera. L’America di chi vive di espedienti, di chi si lascia vivere e di chi vive di duro lavoro. L’America di chi non riesce a tenersene uno di lavoro o anche di chi non vuole tenersene uno, di chi non si reca in ufficio in giacca ma in canottiera o, se è fortunato, in camicia di infima qualità. L’America di chi vive di mille avventure, di chi puzza di alcol e cammina barcollando stringendo in mano la sua birra o il suo whisky, di chi sopravvive senza un soldo, l’ultimo lo ha speso all’ippodromo puntando sul cavallo meno quotato, di chi non vuole un amore ma ne preferisce tanti, tantissimi, anche se di soli 10 minuti. L’America di chi aspira a fare il postino perchè “Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare”. Il sesso, l’alcol ovviamente, ma in realtà forse la sua vera passione è la stessa vita. Una vita mai schiava di qualcuno o di qualcosa, se non una bottiglia. Bukowski, o meglio il suo alter ego Chinaski, è questo e altro ancora, è spietata realtà ma a volte, stenterete a crederlo, è anche poesia e sentimento. Alcuni di voi storceranno il naso ma è indubbio che nel profondo, almeno per un giorno,  ognuno di noi desidererebbe essere Charles Bukowski.

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1933 un anno terribile – John Fante

Ovviamente il 1933 è un anno che ad un attento amante della storia non ricorda molto, forse giusto l’ascesa al potere di Hitler in Germania. E infatti il titolo è un po’ fuorviante in quanto il 1933 è stato sì un anno terribile, ma poi neanche tanto, ma per Dominic, o comunque per la famiglia Molise, protagonista di questo grande seppur breve romanzo di John Fante. Così come in tutti i romanzi del grandissimo scrittore e sceneggiatore italoamericano protagonista del romanzo è una famiglia, ovviamente di origini italiane, caratterizzata da un capo famiglia zotico, burbero, ma  gran lavoratore e capace di slanci sorprendenti seppur rari, quasi unici; una moglie succube dedita alla casa e ai figli, una donna del sud dell’inizio del secolo scorso insomma, quando il femminismo era ancora un’utopia; una suocera che certo non le manda a dire, e dei figli con i loro  bisogni da soddisfare. Una tipica famiglia di emigranti italiani che all’inizio del secolo scorso dal sud dello stivale salpa verso il sogno di un futuro più luminoso in America,  che poi non è altro che la storia della vera famiglia Fante. Ma stavolta il destino sembra illuminare uno dei suoi componenti e il piccolo Dominic sogna già una folgorante carriera nella Major League grazie al suo mancino della potenza e precisione di un cannone, almeno secondo le sue convinzioni. E Dominic non dorme mica sugli allori, è consapevole di quel dono, di quella sua dote, e la cura con meticolosità, passa le giornate a parlare al suo braccio sinistro come fosse una persona vera, lo cura con abbondanti dosi giornaliere di balsamo, lo esalta, e sogna carriere folgoranti e soldi a palate. Ma la famiglia Molise non ha certo le possibilità economiche per sostenere tali sogni, non ha neanche la possibilità di poter acquistare un biglietto del bus per un provino con la più vicina squadra professionista, e figuratevi se quel bifolco del padre concepisce una simile idiozia. Tra sogni, liti, dispetti, amicizie, passioni e amori tutto in uno stile che definirei alla John Fante, quindi al contempo divertente e tragico, a noi  non  resta che leggere, appassionarci, ridere, per poi farci straziare il cuore e commuoverci per il finale. Grazie mitico Fante, paladino dei poveri emigranti, romanziere dei più disperati, giocoliere con le nostre emozioni.

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