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Italia

Siracusa in 9 scatti

Lasciata Ragusa ci siamo diretti  a Siracusa per l’ultima breve tappa della nostra vacanza.

Dai tesori barocchi siamo passati quindi alle splendide testimonianze di antiche civiltà e all’eleganza dell’isola di Ortigia. La differenza tra i due posti è risultata subito evidente: diversa la confusione, diversi i colori.

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Anfiteatro romano

Siamo arrivati nella tarda mattinata e dopo aver parcheggiato,  sistemato  i bagagli in camera e ascoltato le dritte del simpaticissimo Giuseppe, il proprietario del b&b, ci siamo subito attivati per quella che sarebbe stata una lunga giornata, fisicamente probante ma allo stesso tempo piacevolissima.

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Teatro greco

La prima tappa è stata il Parco Archeologico. Al prezzo di 10 euro di ingresso abbiamo potuto ammirare splendide antiche testimonianze  come  l’orecchio di Dioniso, il teatro  greco e l’anfiteatro romano. Il parco è veramente ben mantenuto ed è un piacere girare tra i suoi verdi sentieri nonostante l’inaspettato clima torrido. Tessa ne è stata deliziata, la sua passione per l’archeologia è stata stavolta ben ripagata.

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Tessa in giro per il Parco archeologico

Dopo un piccolo pit-stop in stanza per lasciare qualche indumento di troppo abbiamo subito ripreso il cammino stavolta dirigendoci verso l’isola di Ortigia. Due ponti collegano l’isola al resto della città, è sempre Siracusa ma sembrano due mondi differenti. Subito ci si ritrova davanti una bellissima piazza dominata dai resti del Tempio di Apollo. Da lì ci siamo diretti a sinistra, verso il mercato. Non siamo andati lì a caso e non abbiamo aspettato di pranzare alle due per nulla, noi volevamo il panino di Borderi.  La coda allo stand è durata un’ora ma ne è valsa davvero la pena. Il sig. Borderi è uno spettacolo. Guardarlo condire quei panini con quella sua incredibile maestria è stato veramente fantastico. Lui intanto parla, racconta, insegna,  filosofeggia, scherza, si indigna e di tanto in tanto tira qua e là sugli avventori qualche fetta di mortadella appena affettata, o qualche mozzarella appena legata. Cinque euro per un chilo di bontà alta una quindicina di centimetri che ci è servita da pranzo e cena.

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Orecchio di Dioniso

Pieni e felici ci siamo avventurati quindi per le vie dell’isola. Non è grande, si gira in poche ore, ma è bella, pulita, solare, con splendidi luoghi.  Un vero gioiellino.

Piazza del Duomo è davvero fantastica. Si estende in grandezza con la sua pianta rettangolare e ti viene quasi voglia di correre a perdifiato in tutte le direzioni. Libertà. La cattedrale è decentrata su un lato lungo ma attira su di se l’attenzione con le sue dimensioni e lo splendore della sua facciata.

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Piazza Duomo con la cattedrale sulla destra

Prendendo  una via che scende dal lato corto opposto costeggiando la bella chiesa di Santa Lucia alla Badia si giunge al papireto e alla piazza adiacente esposta al sole da cui si può ammirare una splendida vista della costa. E’ da qui che partono le due passeggiate sul mare: sulla sinistra lo stretto lungomare Alfeo, con i suoi locali, e, ad un livello più basso, sulla destra,  il nuovo Foro Vittorio Emanuele II  che con le sue dimensioni sono sicuro che in estate si trasformi in un vero e proprio luogo di attrazione e ritrovo per migliaia di persone (li conterrebbe tutti senza problemi).

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Chiesa di Santa Lucia alla Badia in Piazza Duomo

Il pomeriggio è stato allietato dall’incontro con due dei ragazzi conosciuti l’anno scorso alle Eolie. E’ stato davvero bello rivedersi. Insieme abbiamo passeggiato per le caratteristiche strade, poi abbiamo preso posto davanti ad un gazebo parlando e  ridendo tanto davanti ad un irresistibile bicchiere rinfrescante di un intruglio a base  di sciroppo alla menta, succo di limone, Schweppes e granita al limone. Ne ho bevuti tre bicchieri almeno.

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Lungomare Alfio

La serata finisce con un ultimo giro insieme per godere del tramonto sul mare, un selfie  di gruppo da inviare agli altri due ragazzi dell’avventura della scorsa estate, i saluti e la promessa di rivedersi presto, poi  il rientro a piedi verso il b&b.

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Veduta di Siracusa dalla piazza accanto al Papireto

Il mattino dopo è il momento della ripartenza. Prima di metterci  in marcia per attraversare quasi per intero la Sicilia c’è un’ultima cosa ancora da vedere, in fondo l’abbiamo ad appena qualche metro. E’ il santuario della Madonna delle lacrime, con la sua pianta circolare e la sua cupola che è un punto di riferimento per tutta la città. Una chiesa diversa, particolare,  moderna ma comunque affascinante.

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Santuario Madonna delle lacrime – interno

Finisce così il nostro breve soggiorno nella costa orientale della Sicilia. Di questi giorni ricorderò soprattutto le persone che abbiamo incontrato e conosciuto, persone affabili, gentili, a volte strane ma tutti innamorati pazzi della loro terra, un attaccamento che raramente ho visto in altri posti.

 

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Ragusa in 7 scatti

Ed è così che finalmente siamo partiti alla scoperta del nostro tanto celebrato barocco siciliano. Il tempo limitato non ci ha consentito di  girare l’intera valle in lungo e largo (non siamo riusciti a visitare Noto ad esempio) ma questo non ci ha impedito di colmare questa grave lacuna in maniera soddisfacente.

La nostra base è stata ovviamente Ragusa, in un comodo b&b proprio nel cuore di  Ibla. La città infatti si divide in due, la parte più antica, Ragusa Ibla appunto, dove si concentrano i capolavori del barocco, ed in alto, la parte più nuova, Ragusa, che a sua volta si divide in altre due zone.

Ragusa Ibla è davvero una bomboniera. Piccolissima, si gira in un paio d’ore,  il tempo necessario per perdersi tra i vari bellissimi  vicoletti scoprendo suggestivi scorci e ammirando le splendide chiese ed i magnifici palazzi, o perché no, anche per  rilassarsi nel verde dei suggestivi giardini Iblei.  E’ questo il modo migliore  per godersi il barocco e tutto il suo patrimonio UNESCO in completa serenità vista la tranquillità, forse anche eccessiva, del luogo.

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Veduta di Ragusa Ibla

Il duomo di San Giorgio ovviamente è l’attrazione principale. E’ uno dei simboli del barocco siciliano la cui bellezza così ammaliante non è soltanto data dalla sua struttura architettonica ma anche dal modo in cui  è incastonato nel tessuto urbano.

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Duomo di S. Giorgio

La sua cupola è un punto di riferimento ed è un piacere giocare a fotografarla da vedute sempre differenti.

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Cupola del duomo

Altra suggestiva attrazione è la piccola chiesa barocca di San Giuseppe, con un prospetto frontale che ricorda tantissimo il duomo situato a pochi metri.

Dopo venti minuti di strada a piedi da Ibla si giunge a Ragusa. Il tragitto a qualcuno potrebbe risultare un po’ faticoso, anche per via di tutte quelle scale da salire, ma non è una fatica sprecata in quanto lungo questo percorso si possono ammirare panorami davvero fantastici.

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Ragusa ovviamente ha ben poco da condividere con Ibla.  E’ una città quasi anonima, senza  particolari  punti interessanti eccezione fatta per l’edificio delle Poste, qualche vecchio palazzo baronale e la bella cattedrale situata nella suggestiva piazza San Giovanni. E’ proprio in cattedrale che abbiamo fatto la fortuita conoscenza del sig. Giovanni, un arzillo ottantacinquenne conosciuto da tutti che ci ha spiegato fin nei minimi dettagli ogni particolare della chiesa per poi accompagnarci per un bel pezzo di centro storico facendoci da Cicerone, raccontandoci la storia, le tradizioni e gli aneddoti della città, e facendoci scoprire la bellezza di alcuni punti che senza la giusta presentazione sarebbero passati inosservati. Che fortuna averlo incontrato ed aver potuto godere della sua compagnia e dei suoi racconti.

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Particolare di un palazzo baronale

L’ultimo pomeriggio lo abbiamo passato in giro, visitando prima Marina di Ragusa e poi Modica. Il primo è un piccolo paese costruito lungo la costa, con un bel lungomare e ad abitazione prevalentemente estiva, e nonostante fossimo a marzo l’atmosfera che si respirava era proprio quella, la spensieratezza della bella stagione. Modica invece è una città ben più grande, anche essa tra le mete turistiche più rinomate della zona. Ci siamo arrivati nel tardo pomeriggio ed il tempo a disposizione per girarla è stato davvero poco. Ci siamo inoltrati sul calar della sera per le vie in salita che portano al castello fermandoci davanti la casa natale di Quasimodo. Poi, anche un po’  scoraggiati, abbiamo fatto un giro per il corso principale,  visitato  la chiesa di San Pietro e acquistato un po’ di quel famoso cioccolato per il quale la città è rinomata. Purtroppo non siamo riusciti invece a vedere il duomo di San Giorgio, una grande mancanza, una cosa piuttosto mortificante,  ma anche un’opportunità per un futuro ritorno.

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Scorcio di Modica

Isole Eolie in 9 scatti

Quest’anno abbiamo deciso per una vacanza diversa. Considerato il poco tempo a disposizione ed un budget molto limitato abbiamo infatti optato per una meta vicina e soprattutto estiva. Per una volta niente caldo opprimente senza possibilità di refrigerio, basta al solito lungo peregrinare tra musei, chiese e castelli, niente più metro, né bus né aerei. Che estate sia questa volta! E infatti il mezzo più usato è stata la barca, il posto più vissuto il mare. Ecco le isole Eolie, profumano d’estate.

E’ stata una piccola vacanza ma intensa, con tante esperienze vissute, tanti nuovi amici da ricordare con affetto, tanti bei panorami e sensazioni da togliere il fiato. Non me l’aspettavo davvero.

Come base abbiamo scelto l’isola più grande dell’arcipelago, Lipari, da lì abbiamo poi fatto visita a quasi tutte le altre.

Lipari è un’isola dove l’atmosfera della vacanza ti entra dentro, la respiri ad ogni angolo, ad ogni passo, con quella miriade di uffici turistici che ti offrono le più disparate escursioni, con tutta quella gente che ti cammina intorno vestita di vacanza, negli abiti come nella serenità dipinta in volto, tutti quei sorrisi, le tovaglie da mare sotto il braccio, i sopra-costumi, tra una granita e l’altra così buone da creare dipendenza (ma io soffro di dipendenza da granita già dall’infanzia). E poi le passeggiate, i negozi, il castello e la zona archeologica, ma soprattutto la marina piccola che per me è l’immagine simbolo dell’estate, una cartolina.

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Sulla banchina della Marina Piccola di Lipari
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Veduta di Lipari

Lipari si vive ovviamente pure la notte, quando il corso principale e le strade limitrofe  si riempiono delle sedie e dei tavoli dei vari locali, ognuno dei quali intrattiene i propri avventori con un gruppo che suona dal vivo, e quell’infinità di persone, di ragazzi che  si ritrovano a gruppi in un determinato angolo, in attesa di chi li porti a ballare in una particolare spiaggia o addirittura in un’altra isola, ogni sera un party diverso.

Abbiamo fatto due escursioni in tre giorni, Panarea e Stromboli prima, il giorno dopo Vulcano, tre luoghi ed un grande comune denominatore, il mare, azzurro, pulito, meraviglioso.

Da Lipari a Stromboli c’è un’ora e mezza di barca ma nel mezzo ci sono  Panarea e varie fermate nei posti più caratteristici, per riposarsi ma soprattutto per godere di quello splendido mare,  facendo un tuffo in quello scenario fantastico, tra macchine trasformate in barche e gelatai itineranti tra le imbarcazioni, e trovando anche il tempo per un salvataggio a tre ragazze rimaste alla deriva con il loro canotto preso in affitto. Le soste in realtà sono servite anche a far riprendere chi soffriva il mal di mare,  qualcuno ci ha fatto anche un po’ preoccupare, e mentre al ritorno recuperavano le forze dormendo in plancia si sono perse uno degli spettacoli più belli, ovvero un cielo stellato che lontano da ogni luce artificiale si è mostrato in tutto il suo splendore bloccandomi estasiato col naso all’insù per tutto il tragitto.

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Panarea
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Autonauti

La cosa più bella delle escursioni è sicuramente la possibilità di poter fare amicizia, senza questi incontri sicuramente la vacanza non sarebbe stata così bella. Per Panarea e Stromboli eravamo sedici in barca e alla fine si è creata anche un bella atmosfera, anche se il gruppo si è sempre diviso in gruppetti più piccoli durante le soste. Panarea l’abbiamo visitata da soli. Una bella isola, con dei punti davvero paesaggistici, le stradine strette strette in cui scorazzano macchinine elettriche che fungono da taxi. Si nota una certa nobiltà, non solo per la moltitudine di lussuosi yacht, quasi navi, ormeggiati davanti al porto.  Di gran lunga però ho preferito Stromboli, più a misura d’uomo, più “povera”, più caratteristica e tranquilla, meno turistica. Stromboli è stata più divertente, l’abbiamo girata con due coppie dello stesso gruppo, simpaticissimi davvero. Insieme abbiamo deciso di avviarci su per il vulcano con l’obiettivo di raggiungere i 400 metri in modo da avere una veduta privilegiata della sciara del fuoco, ovvero il ripido pendio formato da lava e lapilli che dal cratere scende fino al mare. Il percorso è stato lungo, faticoso e impegnativo, con alcuni tratti anche abbastanza pericolosi visto il nostro equipaggiamento non idoneo, ma ne è valsa la pena. Ci è mancato davvero poco per raggiungere i 400 metri  ma la sciara l’abbiamo vista e anche molto bene, e comunque un panorama mozzafiato ci ha accompagnato per tutto il tragitto. La discesa poi, quasi al buio e in notevole ritardo,  ci avrebbe causato non pochi problemi se non avessimo incredibilmente trovato un aiuto tempestivo quanto fortunato da un camioncino che ci ha tirati su al volo. Lunghi discorsi al molo sotto le stelle in attesa della barca ed un bagno notturno sulla spiaggia sono le altre cose che ricordo di una giornata lunga, anzi lunghissima, stancante ma ricca di emozioni.

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Murales a Stromboli
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La sciara del fuoco a Stromboli

Il giorno dopo altro giro altra corsa. Avevamo previsto una tranquilla giornata al mare nelle vicine spiagge dell’isola quando alla fine decidiamo per un tour in barca a Vulcano. E’ proprio nella piazza della Marina Piccola che in attesa del nostro skipper (“lo riconoscerete subito, è alto e biondo, sembra un modello” ci avevano detto in agenzia) facciamo conoscenza degli altri quattro ragazzi che ci avrebbero fatto compagnia per tutta la giornata. In barca ci siamo solo noi ed il mitico Giuseppe, lo skipper appunto,  che al ritorno  diventerà il nostro eroe quando cederà alle nostre supplichevoli richieste e si fermerà nella stessa bellissima baia dell’andata per un ultimo bagno. Basta poco per diventare amici, giusto un paio di tuffi e qualche battuta per rompere il ghiaccio, Vulcano la si girerà quindi insieme, con un motorino ed una mitica Citroen Mehari verde, diretti verso la cima, destinazione Capo Grillo, per una fantastica vista di tutto l’arcipelago. Una passeggiata, una granita, un bel bagno nelle caratteristiche sabbie nere, la puzza dei fanghi, risate,  prese in giro, il ritorno a Lipari nel tardo pomeriggio. Una giornata meravigliosa, divertente, spensierata. Con i quattro ragazzi di Siracusa ci rivediamo un po’ dopocena, ci sentiamo ancora oggi.

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In barca verso Vulcano
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In barca verso Vulcano

Per noi la vacanza finisce lì, o meglio la mattina dopo. Sono stati tre giorni inaspettatamente belli che hanno un po’ mutato il mio ideale di vacanza estiva. E’ stata la prima volta a mare, la prima senza musei, con il costume, e mi è proprio piaciuta. A volte non c’è bisogno di superare i confini per divertirsi e godere di tante bellezze, per stare bene, insieme, senza spendere tanto. Le Eolie valgono la Grecia, Santorini a parte. Poi certo, la compagnia è importante, ma io sono sempre stato fortunato in questo.

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Isole Eolie viste da Capo Grillo, Vulcano

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