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Domeniche d’agosto

Le domeniche estive sono giorni che sopprimerei volentieri. Il mio paese viene letteralmente invaso da una incredibile massa di “turisti”, in buona percentuale davvero maleducata e incivile, che riempiono le strade ma soprattutto la spiaggia. E’ impossibile uscire, ancora di più godersi il mare, e con questo caldo opprimente poi…

Non mi resta che chiudermi in casa, ma non è che le cose migliorino poi molto. Non c’è condizionatore che regga, il caldo è asfissiante, lo spazio è minimo ed il nervosismo sale a livelli preoccupanti. Non ci sono neanche le partite a distrarti.

Quando la domenica d’agosto va a coincidere con la festa del Santo Patrono poi si raggiunge il jackpot. Non sono mai riuscito a divertirmi in questa festa, anzi, ultimamente mi rende anche abbastanza scontroso. Ogni volta ci si aggrappa a delle aspettative che vengono sempre disilluse. Ci si riunisce in gruppi più o meno numerosi in cui ognuno porta avanti le sue idee: chi vuol andare a vedere i fuochi d’artificio in spiaggia, chi no, chi vuole fare il figo spendendo una notevole quantità di denaro per prenotare un tavolo in qualche nota discoteca del posto, chi no, chi vuol vedere il concerto, chi no, chi vuole una birra, chi il cocktail, chi vuole andare lì, chi là, e intanto si discute e si gira a vuoto o si aspetta invano qualcuno o qualcosa in mezzo alla folla incalzante. Uno stress inutile.

Io ormai da anni non partecipo più neanche alle vecchie tradizioni. N’tinna a mare? No, grazie. Mi limito a fare qualche centinaio di metri a piedi verso le otto di sera, vedere passare la processione e tornare a casa per uscire poi molto più tardi, aspettando con ansia che tutto passi presto per potermi finalmente godere l’estate come più mi piace. Come due giorni fa ad esempio, quando ho passato davvero una bella serata nel modo più semplice che si possa immaginare.

Domani con Tessa andremo a Capo D’Orlando per una due giorni di relax a mare lontani dalla quotidianità, poi raggiungeremo i miei al paese dei miei nonni che è non molto distante. Lì saluterò i parenti, mio cugino ma soprattutto mio zio che caso vuole sia appena tornato per un mesetto dalla sua nuova vita in Argentina. Ovviamente mi strafogherò di granite, of course!

E’ l’ultima settimana prima di mettermi sotto con la preparazione di tutto il necessario per la partenza. Ogni giorno che passa sono sempre più convinto della bontà della scelta, a volte persino mi rammarico di non essere riuscito a iniziare questo tipo di esperienza lavorativa prima, con qualche anno in meno, con più tempo a disposizione per sperimentare e godermi tutti i vantaggi della situazione,  ma in fondo per come si sono svolte le cose è stato questo il momento giusto.

Buone ferie a tutti

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Dal balcone

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Già l’anno scorso da queste pagine vi ho parlato dei tramonti. Cosa c’è di più bello di un bel tramonto sul mare? E quanto deve essere bello poterselo godere a casa, dal proprio balcone?

Per una volta la foto del post non è mia ma di Tessa, l’ha scattata dal balcone di casa sua. E’ fortunata lei, ogni sera può godersi questo spettacolo. E insieme a lei ne  godono anche tutte quelle persone che sono suoi ospiti visto che il piano superiore del suo appartamento è ormai da anni un apprezzato affitta camere. E come potrebbe non piacere? Una vista del genere, il mare a neanche un minuto di strada a piedi, un capolavoro dell’architettura a meno di cinque, sorrisi, salsedine, profumo di olio abbronzante, cannoli, cassate, tradizione.

What else?

 

Un’estate fa…questa

But the last day of summer
Never felt so cold
The last day of summer
Never felt so old

The last day of summer – The Cure

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Isole Eolie in 9 scatti

Quest’anno abbiamo deciso per una vacanza diversa. Considerato il poco tempo a disposizione ed un budget molto limitato abbiamo infatti optato per una meta vicina e soprattutto estiva. Per una volta niente caldo opprimente senza possibilità di refrigerio, basta al solito lungo peregrinare tra musei, chiese e castelli, niente più metro, né bus né aerei. Che estate sia questa volta! E infatti il mezzo più usato è stata la barca, il posto più vissuto il mare. Ecco le isole Eolie, profumano d’estate.

E’ stata una piccola vacanza ma intensa, con tante esperienze vissute, tanti nuovi amici da ricordare con affetto, tanti bei panorami e sensazioni da togliere il fiato. Non me l’aspettavo davvero.

Come base abbiamo scelto l’isola più grande dell’arcipelago, Lipari, da lì abbiamo poi fatto visita a quasi tutte le altre.

Lipari è un’isola dove l’atmosfera della vacanza ti entra dentro, la respiri ad ogni angolo, ad ogni passo, con quella miriade di uffici turistici che ti offrono le più disparate escursioni, con tutta quella gente che ti cammina intorno vestita di vacanza, negli abiti come nella serenità dipinta in volto, tutti quei sorrisi, le tovaglie da mare sotto il braccio, i sopra-costumi, tra una granita e l’altra così buone da creare dipendenza (ma io soffro di dipendenza da granita già dall’infanzia). E poi le passeggiate, i negozi, il castello e la zona archeologica, ma soprattutto la marina piccola che per me è l’immagine simbolo dell’estate, una cartolina.

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Sulla banchina della Marina Piccola di Lipari
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Veduta di Lipari

Lipari si vive ovviamente pure la notte, quando il corso principale e le strade limitrofe  si riempiono delle sedie e dei tavoli dei vari locali, ognuno dei quali intrattiene i propri avventori con un gruppo che suona dal vivo, e quell’infinità di persone, di ragazzi che  si ritrovano a gruppi in un determinato angolo, in attesa di chi li porti a ballare in una particolare spiaggia o addirittura in un’altra isola, ogni sera un party diverso.

Abbiamo fatto due escursioni in tre giorni, Panarea e Stromboli prima, il giorno dopo Vulcano, tre luoghi ed un grande comune denominatore, il mare, azzurro, pulito, meraviglioso.

Da Lipari a Stromboli c’è un’ora e mezza di barca ma nel mezzo ci sono  Panarea e varie fermate nei posti più caratteristici, per riposarsi ma soprattutto per godere di quello splendido mare,  facendo un tuffo in quello scenario fantastico, tra macchine trasformate in barche e gelatai itineranti tra le imbarcazioni, e trovando anche il tempo per un salvataggio a tre ragazze rimaste alla deriva con il loro canotto preso in affitto. Le soste in realtà sono servite anche a far riprendere chi soffriva il mal di mare,  qualcuno ci ha fatto anche un po’ preoccupare, e mentre al ritorno recuperavano le forze dormendo in plancia si sono perse uno degli spettacoli più belli, ovvero un cielo stellato che lontano da ogni luce artificiale si è mostrato in tutto il suo splendore bloccandomi estasiato col naso all’insù per tutto il tragitto.

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Panarea
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Autonauti

La cosa più bella delle escursioni è sicuramente la possibilità di poter fare amicizia, senza questi incontri sicuramente la vacanza non sarebbe stata così bella. Per Panarea e Stromboli eravamo sedici in barca e alla fine si è creata anche un bella atmosfera, anche se il gruppo si è sempre diviso in gruppetti più piccoli durante le soste. Panarea l’abbiamo visitata da soli. Una bella isola, con dei punti davvero paesaggistici, le stradine strette strette in cui scorazzano macchinine elettriche che fungono da taxi. Si nota una certa nobiltà, non solo per la moltitudine di lussuosi yacht, quasi navi, ormeggiati davanti al porto.  Di gran lunga però ho preferito Stromboli, più a misura d’uomo, più “povera”, più caratteristica e tranquilla, meno turistica. Stromboli è stata più divertente, l’abbiamo girata con due coppie dello stesso gruppo, simpaticissimi davvero. Insieme abbiamo deciso di avviarci su per il vulcano con l’obiettivo di raggiungere i 400 metri in modo da avere una veduta privilegiata della sciara del fuoco, ovvero il ripido pendio formato da lava e lapilli che dal cratere scende fino al mare. Il percorso è stato lungo, faticoso e impegnativo, con alcuni tratti anche abbastanza pericolosi visto il nostro equipaggiamento non idoneo, ma ne è valsa la pena. Ci è mancato davvero poco per raggiungere i 400 metri  ma la sciara l’abbiamo vista e anche molto bene, e comunque un panorama mozzafiato ci ha accompagnato per tutto il tragitto. La discesa poi, quasi al buio e in notevole ritardo,  ci avrebbe causato non pochi problemi se non avessimo incredibilmente trovato un aiuto tempestivo quanto fortunato da un camioncino che ci ha tirati su al volo. Lunghi discorsi al molo sotto le stelle in attesa della barca ed un bagno notturno sulla spiaggia sono le altre cose che ricordo di una giornata lunga, anzi lunghissima, stancante ma ricca di emozioni.

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Murales a Stromboli
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La sciara del fuoco a Stromboli

Il giorno dopo altro giro altra corsa. Avevamo previsto una tranquilla giornata al mare nelle vicine spiagge dell’isola quando alla fine decidiamo per un tour in barca a Vulcano. E’ proprio nella piazza della Marina Piccola che in attesa del nostro skipper (“lo riconoscerete subito, è alto e biondo, sembra un modello” ci avevano detto in agenzia) facciamo conoscenza degli altri quattro ragazzi che ci avrebbero fatto compagnia per tutta la giornata. In barca ci siamo solo noi ed il mitico Giuseppe, lo skipper appunto,  che al ritorno  diventerà il nostro eroe quando cederà alle nostre supplichevoli richieste e si fermerà nella stessa bellissima baia dell’andata per un ultimo bagno. Basta poco per diventare amici, giusto un paio di tuffi e qualche battuta per rompere il ghiaccio, Vulcano la si girerà quindi insieme, con un motorino ed una mitica Citroen Mehari verde, diretti verso la cima, destinazione Capo Grillo, per una fantastica vista di tutto l’arcipelago. Una passeggiata, una granita, un bel bagno nelle caratteristiche sabbie nere, la puzza dei fanghi, risate,  prese in giro, il ritorno a Lipari nel tardo pomeriggio. Una giornata meravigliosa, divertente, spensierata. Con i quattro ragazzi di Siracusa ci rivediamo un po’ dopocena, ci sentiamo ancora oggi.

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In barca verso Vulcano
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In barca verso Vulcano

Per noi la vacanza finisce lì, o meglio la mattina dopo. Sono stati tre giorni inaspettatamente belli che hanno un po’ mutato il mio ideale di vacanza estiva. E’ stata la prima volta a mare, la prima senza musei, con il costume, e mi è proprio piaciuta. A volte non c’è bisogno di superare i confini per divertirsi e godere di tante bellezze, per stare bene, insieme, senza spendere tanto. Le Eolie valgono la Grecia, Santorini a parte. Poi certo, la compagnia è importante, ma io sono sempre stato fortunato in questo.

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Isole Eolie viste da Capo Grillo, Vulcano

Rieccomi

Sono appena tornato, più abbronzato che mai, dalla mia piccola vacanza nelle isole Eolie…che dire…sono stati dei giorni fantastici tra granite, ottimo cibo, escursioni, natura e paesaggi mozzafiato, mare cristallino, gite in barca, scalate a piedi ma anche su due e quattro ruote, incontri e nuove amicizie. Non mi sono fatto mancare proprio nulla questa volta!

Non pensavo di potermi divertire così,  che mi potesse piacere tanto passare le mie ferie al mare piuttosto che in una città d’arte europea…questo viaggio ha praticamente rivoluzionato il mio concetto di vacanza.

Spero al più presto di riuscire a farvi vivere, per quanto possibile ovviamente,  le mie stesse emozioni attraverso il mio solito diario di viaggio completo di foto, ma sono già sicuro di non riuscirci, non sono così bravo nello scrivere e descrivere.

Intanto si va avanti, l’estate continua e non dobbiamo fermarci.

A presto

 

 

Privilegi estivi

Mi rendo conto di essere un privilegiato. Almeno sotto certi aspetti.

Abito in un angolo di paradiso, un angolo di paradiso che sta purtroppo letteralmente cadendo a pezzi, un po’ come tutti i comuni italiani, ma forse, mi spiace dirlo, molto più rovinosamente, ma molto di più.

Che peccato! Che rabbia!

Di amici ne sono rimasti pochi. Il lavoro è inesistente, sempre se non ti va di essere indegnamente sfruttato. Le strade sono desolate, i negozi ed i locali chiudono, i ragazzi scappano via, tant’è che a volte, conoscendosi più o meno tutti, mi capita di pensare a questo o quel ragazzo o ragazza, a quanto tempo è che non mi capita di incontrarli, salvo poi scoprire che si sono trasferiti a Milano o ancora meglio, sempre di più, all’estero.

Ma non è sempre stato così. Fino a circa otto anni fa d’estate sembravamo vivere in un posto magico, un ombelico del mondo, e anche in inverno c’era un certo movimento.

Nonostante tutto ancora oggi mi sento a volte comunque un privilegiato.

Ho il mare a due passi. Ma veramente. Solo perché abito un po’ in periferia per andarci devo prendere il motore ma in meno di due minuti sono già lì. Quelli che abitano in centro ci vanno a piedi impiegando lo stesso tempo.

E già la gente mi invidia per questo.

L’invidia si trasforma in rabbia, e a volte la gente non mi insulta solo per buona educazione, quando confesso di non essere ancora andato in spiaggia quest’anno.

Lo so, è vergognoso.

In realtà non è colpa mia, è che al momento il bagno a mare per me è off-limits ancora per almeno un paio di settimane a causa dei postumi di quel piccolo intervento di quasi un mese fa.

Il fatto grave è che comunque questa situazione non mi pesa più di tanto.

Diversi erano i tempi in cui ci ritrovavamo in tanti in spiaggia, ogni giorno,  dal primo pomeriggio fino a dopo il tramonto,  tra scherzi, nuotate, partite di beach volley, discorsi, progetti, magari anche di tanto in tanto godendo della vista e a volte anche della compagnia di quella che i Baustelle definiscono YE-YE, ovvero la calata delle turiste dal nord Europa, anche se storicamente sono sempre stati i francesi a colonizzare le nostre strade nei mesi estivi, e di fatti ancora oggi di amicizie oltre le Alpi ne abbiamo un po’.

Oggi, al massimo, tranne uno-due giorni la settimana, posso godere della compagnia di un buon libro, che non è neanche male, o dello spettacolo naturale del tramonto nella nostra scenografica spiaggia (sfido a trovarne una migliore, almeno come panorama),  visto che odiando la confusione e la sempre presente volgarità e inciviltà di alcuni, preferisco andare a mare nel tardi pomeriggio, il momento più adatto per goderselo al meglio.

Certo, chi mi legge da un luogo che è lontano dal mare, chi fa dei massacranti viaggi toccata e fuga la domenica o va incontro a spese non indifferenti per una piccola vacanza sui litorali in questo momento sicuramente mi odierà, e lo capisco anche.

L’estate è ancora alle porte e sicuramente, con tutto il tempo libero a disposizione tra l’altro, tra un po’ starò qui a farmi odiare nella maniera opposta, ovvero raccontandovi dell’abbronzatura (sempre appena accennata, ma in questo caso è colpa della melanina), dei bagni al tramonto o, perché no, a mezzanotte, degli aperitivi in riva al mare, delle danze scatenate sugli scogli, di discoteche sotto le stelle,  di bionde trecce e occhi azzurri e poi…, di scollature che feriscono mortalmente,  di sigarette Copenaghen, schiene spogliate che profumano di Stoccolma, di minigonne pallide.

Non odiatemi, almeno come io non vi odio in inverno.

 

 

 

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