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una vita non basta

Just hang on and suffer well

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Natale

Fottiti Grinch !

Ci ha provato anche quest’anno il Grinch. Questa volta ci ha provato anche con me, voleva portarmi via il Natale. Ci ha provato in tutti i modi, tenendomi lontano dalla famiglia, rendendo Varsavia una città triste, vuota, desolata, senza neanche un bar aperto, un pub dove prendersi una birra, senza nessuno per strada.

Purtroppo per lui non c’è riuscito, o almeno non in pieno. Non posso lamentarmi del mio Natale alla fine. Avere la casa libera oltre a rendermi felice e rilassato mi ha dato la possibilità di ospitare altri sventurati come me, e allora si è partiti la sera della vigilia con una cena in cinque: io, Francesco, Mateusz, Federica e Rossella. Menù: farfalle al salmone, merluzzo con patate, soppressata, nduia e altri fantastici formaggi calabresi. E’ stata una serata di compagnia che però si è spenta un po’ presto, forse il pensiero di casa ci ha un po’ depressi.

Ben diverso è stato il giorno di Natale, grazie soprattutto ai due superospiti, Pasquale e la sua fidanzata Maria Grazia, che con la loro verve napoletana non solo hanno dato quello sprint in più necessario a ravvivare l’atmosfera ma ci hanno letteralmente portato il natale, con il loro abbigliamento, i loro dolci, le loro creazioni e soprattutto la loro allegria.

Ci siamo seduti a tavola alle tre e mezza e ci siamo alzati solo a mezzanotte quando ci siamo accorti che forse era il momento di staccare. In mezzo tanto, ma proprio tanto cibo (oltre a ciò che era rimasto la sera precedente anche tre teglie di lasagne, due al ragù e uno vegetale, pizza, salsiccia con patate e dolci)e poi discussioni, riflessioni, gossip, discorsi sul futuro e su quest’Italia allo scatafascio, giochi, ma soprattutto grasse risate.

Il Grinch, ormai inesorabilmente sconfitto, ci ha provato per l’ultima disperata volta, facendoci suonare il campanello alle undici di sera dalla guardia del palazzo per dirci di fare meno rumore. I nostri tranquilli discorsi a tavola forse minacciavano la desolazione che aveva creato intorno, le nostre risate forse stonavano con la grande tristezza varsaviese.

Ma che cavolo, non abbiamo fatto una piega, lo abbiamo sconfitto definitivamente!

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Auguri

Tantissimi auguri di Buon Natale a tutti voi!

Spero che passiate un bellissimo giorno in compagnia dei vostri cari. Io purtroppo sono a migliaia di km di distanza dai miei ma spero di recuperare presto.

Un abbraccio a tutti voi.

Natale, lettere

Cari mamma e papà,

Siamo dispiaciutissimi di non essere potuti venire a Natale. Avevamo fatto piani per tutta l’estate, ma i soldi che avevamo bastavano appena per fare i regali ai bambini. […]

E’ stato uno strano Natale per Joyce e me. Non è stato come gli altri. Credo che l’unico modo per godersi il Natale sia di passarlo con la propria gente. Il fatto che non potevamo essere a Roseville ha levato un pò della gioia di quel giorno.

Ho pensato tantissimo  a voi ed ero molto infelice perchè ero così lontano. Ricordavo i Natali in Colorado […]. Vi abbiamo passato tanti bellissimi Natali. […]. Ho passato questo Natale a pensare a quei giorni e a desiderare di poterci tornare, tutti noi.

Lettere 1932-1981 – John Fante

Warsaw in Christmas

Nel weekend appena trascorso Varsavia si è illuminata a festa. Sono state accese le luminarie e la magia, l’atmosfera natalizia che ne è scaturita, è davvero impossibile da testimoniare attraverso qualche foto. Io comunque ci provo, consapevole che non riuscirò a rendere giustizia a quanto di bello ho visto e vissuto.

 

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Nevica

Una delle mie più grandi curiosità, qui a Varsavia, era quella di vivere un inverno che fosse tale. Abituato a stare in t-shirt fino a Natale e non amando particolarmente il caldo non vedevo l’ora di affrontare un vero inverno. Dopo qualche giorno delle scorse settimane in cui la temperatura si era fatta davvero bassa oggi finalmente al mio risveglio ho trovato tutto bianco e con fiocchi di neve che continuavano a scendere.

Che goduria! Ero felice come un bambino.

La situazione non è cambiata neanche dopo le otto ore di lavoro quando sono tornato a casa assumendo quasi le sembianze di un pupazzo di neve.

Domani è il primo di dicembre, un mese da cui mi aspetto tanto sotto ogni aspetto, anche dalla neve.

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L’aspetto negativo

L’aspetto negativo di vivere a Varsavia è sicuramente quello di non poter tornare a casa quando vuoi. Oggi ho riguardato i voli per gennaio, non Natale!, gennaio!!, e sono già saliti a 250 euro. E mancano ancora tre mesi!  Voi dovete fare conto che io con quei soldi ci pago quasi tutto l’affitto e sicuramente è una cifra che non riesco a mettere da parte alla fine del mese. In pratica il ritorno a casa per una settimana manderà in fumo circa tre mesi di risparmi polacchi! E lasciamo perdere il fatto che se ho voglia di casa, anche per tre giorni, devo pensarci quattro mesi prima.  E lasciamo perdere il fatto che per questo motivo passerò le feste natalizie in completa solitudine.

E’ per questo che il mio obiettivo è quello di spostarmi da qui, di tornare in Italia o al massimo muovermi verso Francia, Olanda o Germania. Qui si sta bene, davvero bene, ma devo considerare che sarò sempre legato alla mia terra e nonostante qui lavori e guadagni abbastanza da vivere decentemente il mio potere d’acquisto a casa mia è praticamente minimo,  che, ad essere ottimisti, non è poi neanche zero come quello di molti amici e conoscenti che il lavoro ormai hanno pure smesso di cercarlo.

Al momento non riesco davvero a vedere uno spiraglio di stabilità.

AUGURI

Un caloroso augurio di

BUON NATALE

a tutti i followers del mio blog.

Spero che questi siano per voi giorni ricchi di gioia e serenità

 

Neogrigio

 

Sugli ultimi giorni

Non posso certo lamentarmi di questi ultimi giorni. Sono mesi che mi lagno per la mia vita monotona e sedentaria, per quel senso di sfiducia che aleggia su di me da un  po’, ed ecco che finalmente arriva un pizzico di brio, di speranza,  e anche di azione.

Da dove posso iniziare? Beh, questa volta  partirò dagli ultimi avvenimenti. Sarà un post un po’ più lungo del solito, spero che non molliate a metà, o addirittura adesso.

Ho passato il weekend ad Acireale. Motivo? Il matrimonio del fratello del mio migliore amico. Tra l’altro questo è stato anche un modo per poter passare un po’ di tempo con lui visto che è tornato giusto per l’occasione dalla lontana Cina, Shangai precisamente, dove da già qualche anno lavora con soddisfazione come architetto in una multinazionale americana. Costruisce alberghi, di lusso. Per non parlare del fatto che anche gli altri cugini, e soprattutto cugine,  sono miei cari amici, così come gli amici degli sposi, che per inciso, convivono da anni a Londra.

Gli sposi dunque. Sono stato tra i pochissimi ad essere testimone dell’inizio del loro amore. E’ una storia che risale al maggio 2006, quindi ben dieci anni fa. Il luogo Viterbo, dove entrambi studiavano e dove io e Mariano lo avevamo raggiunto per andare insieme al concerto del primo maggio, l’unico che ho visto e, posso dire ciò che penso?, l’ultimo di un certo livello, con Pelù, Ligabue, Baustelle, Bennato, Skunk Anansie, Pino Daniele, Alex Britti, Negramaro (che comunque io odio, non me ne vogliate) e tanti tanti altri. E’ stato quindi un onore essere presente anche al matrimonio, è stato un po’ come chiudere il  cerchio.

A parte il ricevimento, con del cibo davvero squisito e originale, ho particolarmente gradito il rito civile in comune. Una celebrazione più informale, calorosa, famigliare e molto più emozionante grazie ai vari contributi degli amici che hanno esternato i propri ricordi e i propri auguri.

Sazi come non mai, a proposito, non ci crederete, alla fine ero così pieno che sono riuscito nell’incredibile missione di strappare un occhiello della camicia con un solo sbadiglio di stanchezza. Davvero! Il pancino si è dilatato un attimo di troppo e STRAAAP!!!  Ma questa non è stata l’unica tragedia della giornata. La stessa notte, in albergo, scalzo, ho dato un bel calcio involontario ad un gradino. Risultato? Non solo ho perso una quantità spropositata di sangue ma adesso il dito in questione oltre ad aver assunto un colore rosso acceso si è gonfiato spropositatamente. E che dolore ancora oggi! Comunque si, dicevo, nonostante la stanchezza della lunga e faticosa giornata, questa non è finita certo al matrimonio. In serata tutti noi ragazzi, almeno una trentina provenienti da ogni parte del mondo, abbiamo invaso una birreria in centro sostando fino alle due di notte.

La domenica, dopo il risveglio e la colazione in piazza Duomo,  ci accingiamo tutti ad avviarci ognuno  verso il proprio paese, diverse ore di macchina ci attendono. Senonché la mia lei (dovrei trovarle una sigla per questo blog, un po’ come  Kikkakonekka con la sua MDM) mi convince con le cattive a trovare un’alternativa al ritorno a casa, in fondo è ancora mattina e lei di giorni liberi ne ha veramente pochi. Ecco quindi che si decide di andare, io e lei soltanto, ad Enna. Il più alto capoluogo italiano ci è di strada e lei non ci è mai stata. Peccato che sembri una città fantasma. Arriviamo verso l’una e mezza, posteggiamo e percorriamo tutto il centro storico fino al castello, l’attrattiva principale. Per strada solo noi! E un bel po’ di colombe in verità! Fa davvero freddo, e dopo essere saliti fino in cima alla torre del castello ci viene subito voglia di andare via. Prima di tornare verso casa però ci rechiamo in un famoso outlet della zona, giusto il tempo per lei di acquistare gli ultimi regali e per me di appropriarmi di una nuova camicia azzurra da cerimonia. La CK appena acquistata ad un prezzo vantaggioso è davvero bella  ma questo non basta a placare la mia tristezza , amavo la mia vecchia camicia, la acquistai per la mia laurea e mi ha accompagnato in tutti questi anni per vari eventi.

Ecco. Adesso posso anche parlare del resto.

Ho capito perché la camicia mi ha salutato, oltre alla quantità di cibo ingerita intendo. Oggi ho effettuato la mia solita pesata mensile scoprendo con orrore che negli ultimi 30 giorni ho messo su un kilo e 100 grammi. Mi sa che devo rimettermi in moto sul serio.

Yves, il coniglio,  cresce sempre di più ed è sempre più simpatico, soprattutto quando si alza sulle due zampette posteriori.  Adesso mi dà anche i bacini sulla mano.

Ho iniziato ad ascoltare assiduamente gli Afterhours, ve ne sarete già accorti. Li conoscevo ma solo superficialmente, giusto qualche canzone, adesso voglio approfondirne la discografia.

Probabilmente sarà un altro Natale al verde. Anche questo anno nessuno stipendio sotto le feste, nessuna tredicesima, e con questi gli arretrati salgono a sette mensilità. La situazione sta degenerando. Abbiamo inviato una lettera, una specie di ultimatum, dopo due anni di questa vita ci sembrava una cosa da fare ormai. Vedremo. A mio avviso ne vedremo delle belle tra non molto. Intanto io sono già in ferie, ferie lunghe,  fino al 9 di gennaio.

A proposito di Natale, c’è ancora una settimana di tempo ma io ho già terminato la mia corsa ai regali, mi mancano giusto un paio di cose facilmente reperibili. Sono sempre più efficiente.

Un’altra  novità la conoscete già. Sono stato invitato da Paola a far parte di questo nuovo progetto di blog condiviso. Siamo in sette. C’è chi scrive, c’è chi arricchisce i post con la sua arte fotografica. Si aggiungono tasselli di volta in volta, another brick in the wall, ognuno con il suo tempo e le sue capacità arricchisce l’altro. Seguiteci. Qui. Sette cervelli in cerca d’autore

Chiudo questo post fiume con le news lavorative. Non voglio entrare nei dettagli e neanche parlarne troppo ma questi ultimi sono stati giorni frenetici. Ho due contatti ben avviati, uno per l’estero e uno per l’Italia. Sembrano per ora evolversi positivamente e anche abbastanza velocemente, in parallelo. Molto probabilmente si rileveranno altri due buchi nell’acqua ma la speranza comunque c’è, e il fatto che siano due mi da molto morale per il futuro.

Scusate la logorrea. A presto

 

Vorrei cantare insieme a voi…

… di magica armonia, auguri COCA COLA e poi un coro in compagnia…

Ve la ricordate? L’indimenticabile pubblicità di Natale anni 80 della celebre bevanda!

Il video ha iniziato a girare su Facebook, come ogni anno d’altronde, e guardandolo non si può non provare un tuffo al cuore pensando a quanto belli fossero quei tempi.

Nostalgia canaglia, questa maledetta!

TAG: caro Santa Claus per Natale vorrei…

Mi aspettavo un TAG del genere in questo periodo e devo dire che è un piacere poterlo fare perché mi fa quasi sentire di nuovo bambino. Ringrazio ovviamente chi mi ha taggato Almenotu per quest’occasione concessami e Valeinperfection per averlo creato.

Regole:

  • Citare da chi e’ partito il tag e chi vi ha nominato
  • Scrivere la letterina a babbo natale elencando cosa vi piacerebbe trovare sotto l’albero
  • Taggare 3 blog ed avvisarli

 

Letterina a Babbo Natale:

Caro Babbo Natale sono anni e anni che non ti scrivo e soprattutto che non ti penso. Lo rifaccio oggi, giusto quando avrei veramente un sacco di cose da chiederti per me ed il mondo intero. Il rischio di diventare molto banale c’è, ed in questo periodo lo si diventa ancor di più, banali,  ma effettivamente sono queste le cose che ormai mi stanno al cuore. Or dunque iniziamo. Mi potrei fermare anche alla prima richiesta ma penso che andrò avanti approfittando dell’occasione concessami, perché sono sicuro che questa volta mi ascolterai ed esaudirai le mie richieste. Vorrei veramente che finisse quest’agonia che non  consente di vivere una vita normale perché, nonostante gli ultimi dati resi pubblici, intorno a me vedo solo agonia, vorrei che tutti avessero la possibilità di un lavoro, ma di un lavoro decente,  niente  pagamenti ogni 3-4 mesi, niente stipendi ridicoli a fronte di 9-10 ore di lavoro. Vorrei che si apra la mente di chi ci governa, che questa gente si battesse per il bene comune così come dovrebbe e non soltanto per quello personale, vorrei che il tetto delle aspettative non fosse così basso da poterlo anche toccare, vorrei che la vita media di una prospettiva non fosse più una campagna elettorale. Poi vorrei la salute, per me e i miei cari, che è la cosa più importante, ed in generale un po’ più di armonia e felicità che stanno via via per perdersi in questo tempo.  Per le cose materiali magari scriverò una letterina a parte, forse, perché potrebbe essere lunga anche un misero rigo e solo dopo averci riflettuto a lungo,  quindi penso che non ne valga neanche la pena.

E’ ancora presto ma spero che tu Babbo Natale voglia anche portare i miei più cari auguri a tutti i miei amici blogger, illuminando le nostre tastiere, perché la bellezza del mondo passa un po’ anche da noi.

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