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una vita non basta

Just hang on and suffer well

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L’imprecazione che unisce

Non è quella dei tifosi dell’Inter di poco fa contro il secondo dell’Udinese: “Iuliano pezzo di m… ” perchè quella in realtà offesa non è, ma mi riferisco a quella che Chiara si è fatta scappare ieri sera, senza volerlo, in un attimo di silenzio.  Dopo un paio di giri a vuoto del dj con canzoni di dubbio gusto, l’imprecazione (ok, ve lo dico, la bestemmia) è stata accolta con grida di giubilo da un gruppo di ragazzi poco distanti che si è scoperto essere italiani, a quel punto l’ennesima canzone fuori luogo si è trasformata in una festa tra connazionali con abbracci e sorrisi.

Quella di ieri sera all’Hydrozagadka per il party ’70-’80-’90, è stata comunque un’altra gran bella serata passata in questo Klub del quartiere Praga, oltre la Vistola, molto underground ma economico, con ottima musica e con un ambiente che adoro, molto più in sintonia con i miei gusti rispetto ai vari e più famosi Enklava e Teatro Cubano. Io, Domenico, il nostro guru Stefania, Kamila, Martina, Chiara e Riccardo che ha fatto il suo ingresso trionfale sbucando in pista correndo verso le 3 dopo che ci aveva bidonato per andare in locali a lui più congeniali. Poi l’attesa del bus notturno delle quattro e un quarto e la fermata alla stazione (che a differenza delle città italiane non è un luogo pericoloso o comunque territorio off-limits dopo un certo orario) per mangiare qualcosa e soddisfare il fabbisogno di zuccheri (soprattutto di Martina). Sono tornato a casa alle 5, col sole già sorto, pensando a quanto mi è mancato tutto questo negli anni passati, magari in  età e condizioni più adatte per questo tipo di serate, ma soprattutto a quanto sono stato fortunato a trovare questo bellissimo gruppo di amici.

E’ stata una settimana strana in cui ad un certo punto ho perso anche la nozione del tempo. La festività dell’1 maggio e quella del 3, festa per i polacchi ma non per il nostro team, hanno reso questi giorni abbastanza intensi. Ricordo soprattutto la spaghettata alla carbonara organizzata a casa mia lunedì sera con il guanciale originale portato da Roma da Giacomo, una goduria pazzesca!!!, la “gita” sulla “spiaggia” della Vistola con conseguente pizza al Zielona Ges dell’1 Maggio, la serata al Park Club del 2 sera, con me, Stefy, Minella e Domenico che abbiamo smontato le tende in anticipo per il lavoro dell’indomani, e le altre serate, sicuramente molto più soft, che però hanno trovato un riempitivo. In pratica sono uscito tutte le sere, e anche per stasera (mentre scrivo sono le 16 di domenica 6 maggio) è previsto qualcosa, un’ottima pizza al Zielona Ges forse.

Nessuna news lavorativa invece, nonostante ne aspetti ben tre. Pensavo di riceverne questa settimana, ma in fondo non mi dispiace, vorrei prolungare il più possibile questa permanenza qui, un posto che dopo avermi  fatto già smaltire le scorie di 9 anni di fango lavorativo mi sta facendo quasi ringiovanire, dal burbero e depresso vecchio di 35 anni mi ha trasformato in un sorridente e simpatico giovincello di 36. A volte penso che tornando in Italia potrei subire una regressione ancora più profonda, beh, vedremo.

Ah vabbè, è da due giorni che sono in fissa con Decenni di Minghi, che ok, non è roba da giovani rockettari, ma cavolo! è fantastica!!!! (così come 1950 che ovviamente non dimentico).

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How u doin’?

Quello che sta ormai diventando il consueto appuntamento  con il riepilogo della settimana, o meglio il weekend  appena trascorso,  questa volta ha trovato posto il mercoledì per lasciare spazio il lunedì al post sulla vergogna calcistica che ha per forza di cose influito anche sul mio sabato sera. Avevo organizzato un piccolo Inter fan club, o meglio haters of Juve fan club, a casa mia tra birra e patatine: io, il sempre presente Domenico, Riccardo, Federica e la guest star Andrea Orlando, il re delle draft. Stava per diventare una serata fantastica se non fosse stato per quei minuti finali a cui hanno assistito anche Stefania e Kamila. La serata si è comunque ripresa in seguito, quando raggiunti da Martina e la sua collega Agata, e con Daniele arrivato successivamente, abbiamo per la prima volta fatto il giro dei locali appena aperti lungo la Vistola. Una marea di giovani in giro tra i locali che uno dopo l’altro si affacciano sul fiume, tra discoteche, alcune veramente belle, all’aperto e gratuite, posti dove godersi una birra comodamente seduti in una sdraio, e altri tipi di servizi,  sorprendentemente senza nessun disturbo reciproco  tra i passanti, veramente una gran bel posto che penso sarà davvero un must per la nostra estate.

Tornando indietro posso dire che è stata una settimana un pò così…sempre positiva ma con un pò di pressione psicologica, forse molta pressione. Sono in attesa di una risposta per una promozione in azienda in un altro team appena creato in cui però non credo molto, e mi sono reso pure disponibile a discutere un’offerta di lavoro in Sicilia. E’ questo ultimo pensiero che mi assilla. Il posto sarebbe ottimo, project manager, braccio destro del direttore generale per quanto mi hanno spiegato, ma il contratto è solo fino a dicembre, con possibilità di rinnovo o comunque di essere spostato ancora più vicino casa con un ruolo diverso ma sempre ambizioso, sempre se ci dovesse essere la possibilità. Devo dire che l’idea di andare via da Varsavia mi riempie di dispiacere, qui sto veramente bene, vivo finalmente in una dimensione perfetta per me, soprattutto poi se l’alternativa è  un contratto di soli 6 mesi, ma è pur vero che è una delle rare occasioni che avrò per cercare di tornare a casa e bisogna forse anche tentarci, provarci, nonostante tutto. Com’è difficile prendere certe decisioni….

Il venerdì sera è stato invece trionfale. Abbiamo passato la serata in un noto klub underground del quartiere Praga per una serata a tema Depeche Mode. La dj, sempre lei, sempre bellissima e bravissima, ha buttato giù in sequenza molteplici canzoni dei mitici DM intervallate da altre dello stesso stile: Bowie, Cure, REM, New Order e tanti altri. Musica grandiosa! Io e Kamila, scatenata fan dei DM , in completo visibilio, Stefania e Chiara non hanno fatto altro che sottolineare da quanto avevano aspettato una serata così, altrettanto Dani anche se con molta meno enfasi,  Minella e Dome si sono fatti trasportare, Riccardo è rimasto ai margini. Stanchi, sudati e senza voce dopo aver cantato a squarciagola, ballato, saltato, insieme, da soli, abbracciati, la serata è finita verso le tre e mezza quando dentro un Uber che portava a casa me, Domenico e Kamila, forse prevedendo quello che che sarebbe successo il giorno dopo, abbiamo spiegato all’autista georgiano che la juve è sinonimo di mafia. Sembrava capire.

Anche la domenica si è rivelata  una gran bella giornata, come lo sono quasi tutte ormai. Ci siamo ritrovati pochi superstiti della sera precedente alle tre per un bel pranzo a base di carne che ci ha letteralmente messo ko. Complice questo stato ed il tempo grigio abbiamo deciso di stabilirci in un locale vicino che avevo adocchiato da tempo, Si chiama How u doin’? e tutto, dal menù all’arredamento, è ispirato al telefilm Friends. Io, Dome, Riccardo e Federica siamo entrati nel locale vuoto verso le quattro e mezza e ci siamo letteralmente buttati sul divano per un caffè. Un’ora e mezza dopo, con il locale ormai pieno, ci ha raggiunto Chiara con una sua amica in visita, Elisabetta, e tra frullati, birre con sciroppi, progetti per i prossimi giorni e discussioni varie, abbiamo passato un bellissimo pomeriggio che rimarrà nei nostri ricordi per un paio di scatti fotografici così belli da emozionare.

 

Tengo botta!

Tengo botta.

Anche questo è stato un lungo weekend, pieno di incontri, di serate, di cose da fare, così pieno che non ho potuto sbrigare nessuna faccenda di casa, non ho acceso il pc, sono riuscito solo a stirare un paio di camicie in fretta e furia, per impellente necessità.

Un giovedì sera alternativo, chiusi nel kebabbaro sotto l’ufficio dalla fine del mio turno (le 20:00) fino a quando ci hanno praticamente sbattuto fuori verso le 23:30. Ho raggiunto lì  i pochi rimasti che avevano iniziato alle 17, Daniele, Stefy, Alessia, Minella e soprattutto Paulina, un punto di riferimento per uno dei dipartimenti più importanti della mia azienda, e  Sara, uno dei grandi capi venuta in visita da Milano per tutta la settimana. E’ stata una bella occasione di conoscenza, sia per me che per loro, si è parlato di lavoro, di come si evolve il mercato, di futuro. Si è scherzato e si è bevuto, in grande amicizia, come se ci conoscessimo da tanto o fossimo grandi amici e non manager e impiegati. La serata si è poi protratta per un’altra ora  in centro per me, Ale, Stefy ed il povero Dani che distrutto dal sonno, dalla birra e dal freddo,  ha suscitato infinite risate.

Dopo il venerdì, quando rincasato alle 20 da lavoro e spesa  ho avuto appena il tempo di cenare e lavarmi prima di raggiungere gli altri da Pawilony per una birra pre-Enklawa, il sabato è stato una full-immersion social. Uscito alle 15 per recarmi a casa di Martina dove  mi aspettava anche Riccardo, abbiamo passato il pomeriggio in giro per negozi, abbiamo cenato al volo a casa mia con Federica e ci siamo recati all’Hard Rock per il concerto di una cover band degli U2. Da lì, insieme a  Domenico e Chiara ci siamo poi spostati in piazza Zbawiciela, al Plan B, per raggiungere Stefy, Kamila, Giacomo e Rossella e passare un paio d’ore di grande allegria scherzando e prendendoci in giro a vicenda. La serata è terminata su un Uber che portava a casa me, Stefy e Domenico dopo un paio d’ore al Teatro Cubano in compagnia di qualche altro superstite.

La domenica, sceso dal letto verso ora di pranzo dopo l’ennesima nottata e confermati gli accordi presi il giorno prima, verso le due e mezza mi sono incamminato verso casa di Martina con in mano il suo vestito del matrimonio acquistato il giorno prima e lasciato per comodità a casa mia. Da lì ci siamo avviati verso il parco di Mokotow raccattando per strada una sua collega, Agata, in uscita da lezione dall’università (ebbene si, qui le università sono aperte anche nei weekend). Io, Martina, Agata, Domenico, Riccardo e Chiara abbiamo così mangiato al pub Lolek un paio di piatti di ottima carne grigliata sul momento in una bellissima atmosfera conviviale per poi distenderci sotto il sole sul prato verde in mezzo a tanta gente e tante famiglie. Che bellezza!!!

Il bel tempo, l’arrivo di Chiara ma soprattutto di Riccardo, con cui è nato fin da subito un grande feeling, ha notevolmente aumentato la mia vita social e la bellezza del vivere a Varsavia. La vita che conduco al momento è forse fin troppo stancante e impegnativa ma ho deciso di battere il ferro finchè è caldo, di godermela al massimo finchè posso. A volte può essere anche un pò stancante ma ne vale davvero la pena.

Io tanto tengo botta!!

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Un compleanno infinito, e anche un po’ cubano. Part III

(…precedente)

Nonostante la nottata appena trascorsa e le poche ore di sonno la domenica ho riaperto gli occhi abbastanza presto. Dopo aver vegetato un po’ a letto ed aver sistemato i vestiti della sera precedente buttati sul divano in attesa di essere lavati visto tutto l’alcol assorbito involontariamente camminando per il locale, dopo una bella doccia ristoratrice ma non troppo, verso l’una mi sono diretto verso Manekin per il mio pranzo domenicale. Un paio di ore dopo ero già in giro con Ale e le sue amiche per una visita della città approfittando della bella giornata, la seconda di fila dopo settimane di freddo davvero polare. Il museo della scienza Copernico nel primo pomeriggio era già sold-out ma noi non ci siamo fatti scoraggiare e ne abbiamo approfittato per una bella passeggiata sul lungo Vistola con tanto di birra gustata in totale relax seduti  nella veranda di un bar, un posto che in estate sarà davvero meraviglioso e che per questo spero di avere la possibilità di vivere. L’ultima tappa della giornata, almeno per me,  è stata infine il museo di Chopin per una visita molto stile bimbi avendo passato buona parte del tempo a giocare nell’area a loro adibita.

Non è finita però, perché il weekend si è protratto fino al lunedì quando dopo il lavoro ci siamo ritrovati tutti nello stesso locale di venerdì, il preferito di Stefy, l’organizzatrice di tutto quanto,  per un aperitivo di saluti. Il locale tutto per noi, il cibo cucinato solo per noi, la foto di gruppo del proprietario finita subito sulla pagina fb del locale, la simpatia della cameriera toscana che col suo marcato accento ha fatto sentire Daniele a casa, poi un’ultima passeggiata, i saluti, gli abbracci.

Quando vivi all’estero, in un ambiente come questo, in situazioni come queste, ti accorgi di quanto è bella e anche strana la vita. Quanti sono gli incontri che fai, la gente che conosci, che frequenti per uno o due giorni e che probabilmente non rivedrai più anche se magari ricorderai per sempre. Quanta fratellanza si instaura, quante le profonde amicizie proprio per questo senso di comunione tra gente che si ritrova nelle stesse condizioni, lontana da casa. La parola che racchiude tutto è una: condivisione! E questa condivisione mi ha cambiato tanto, adesso mi sento un uomo migliore, con altre priorità, altri valori, e sicuramente  anche triste per aver scoperto tutto così in ritardo e per la certezza che purtroppo non durerà a lungo. Cercherò di goderne il più possibile, anche se in realtà non quanto vorrei.

 

 

 

Un compleanno infinito, e anche un po’ cubano. Part I

Il mio secondo capodanno fuori casa, il primo all’estero. Come l’ho passato vi chiederete? Benissimo! Ho avuto tante prove di amicizia che non mi aspettavo neanche, tutto ciò mi ha prima sorpreso e poi anche un po’ commosso. Per un paio di contingenze i “festeggiamenti” del mio compleanno, venerdì, si sono protratti per tutto il weekend e oltre per quello che io considero come un unico grande giorno.

La mezzanotte di giovedì l’ho passata a casa di Alessia, quella che è sicuramente la mia migliore amica qui in terra polacca. Abbiamo passato il tempo a parlare, ascoltare musica e portare avanti un puzzle di un paesaggio collinare davanti ad una birra. I primi auguri me li ha fatti lei dunque, seguita a ruota da quelli del mio caro amico, nonchè da qualche mese anche mio avvocato, “mastino”, ho invece passato i primi minuti del mio nuovo triste anno in più sul sedile di un’auto chiamata con la stupenda app Uber parlando di calcio italiano con Pawel, l’autista. Che fantastica conquista Uber! Ma magari ne parlerò a parte.

Odiando per ovvi motivi il giorno del mio compleanno quest’anno avevo cercato di porre rimedio cancellando la mia data di nascita su fb, sapete…mi secca proprio stare al centro dell’attenzione. Purtroppo però non avevo fatto i conti con mia zia che ha pensato bene di piazzare sulla mia bacheca un bel post di auguri, tra l’altro con un’immagine di dubbio gusto e con due giorni d’anticipo. Tutto saltato, o quasi, perché è vero che di post di auguri su fb ne ho ricevuti ben pochi, meno di una decina contro le centinaia degli anni scorsi, ma è anche vero che Federica ha scoperto il tutto spifferando tutta contenta la sua scoperta nel nostro gruppo whatsapp Piwo, che in polacco vuol dire birra. In realtà Alessia ed Enrico lo sapevano già, ma loro non avrebbero parlato.

Il 9 mattina a lavoro nonostante le mie preghiere affinchè non diffondessero troppo la voce tutto attorno a me è stato un continuo brusio di sorrisi, battute e auguri neanche troppo velati, tanto che la voce si è poi comunque sparsa anche se in modo limitato. Sono rimasto senza parole invece quando alle nove e mezza, in ritardo di mezz’ora dall’inizio del suo turno di lavoro, Ale, con ancora il cappotto,  si è presentata direttamente da me con un vassoio di dolcetti, i miei preferiti, comprati da lei ma da parte anche di Fede e Stefy, dolcetti che abbiamo poi mangiato insieme a lavoro dopo le 18, quando siamo rimasti pressoché soli insieme a Dani e Pasquale. Dopo il lavoro ci siamo poi avviati verso un locale del centro, gestito da un italiano, per un aperitivo terminato verso le 23. Una bellissima serata passata con Ale, Stefy, Domenico e Dani, amici che si sono superati anche questa volta, quando ad un certo punto si sono spente le luci del locale ed è entrato lo chef con una mega porzione di tiramisù con tanto di candelina sopra cantando happy birthday insieme a tutti gli altri avventori del locale mentre io ero paralizzato dalla sorpresa  e dall’emozione.

(segue…)

Home office

Parto da una premessa. La mia vita qui a Varsavia sta diventando così piena e frenetica che ho anche difficoltà a scrivere per questo mio blog. Ovviamente cercherò di fare in modo  di raccontarvi un po’ di tutto, magari un po’ in ritardo, ma in quel caso mi scuserete,  e  quindi di assicurare i miei tre post settimanali del lunedì, mercoledì e venerdì, sperando di mantenere questo passo. Il fatto è che trovata la giusta compagnia non mi annoio più, sono sempre impegnato in qualcosa e non vedo l’ora che arrivi la primavera e soprattutto l’estate per vivere quella che dicono essere una stagione davvero meravigliosa in città.

Per quanto riguarda la settimana trascorsa potrei parlarvi della carrambata con Agata, una mia amica polacca conosciuta tredici anni fa a Milano per il capodanno di Taizè, ma su questo scriverò un post ad hoc.

Vi parlerò qui invece di questo weekend targato home office. Una volta al mese, a volte due, a volte, se fortunati, nessuno, ci tocca un turno di lavoro nel weekend da svolgere a casa tranne che per il turno di sabato mattina. Devo dire che è questa una cosa davvero pesante per me perché oltre a non potermi godere  al massimo  il weekend ho anche un giorno libero durante la settimana che non so come riempire, preferirei davvero andarmene a lavoro. Questa volta però con i miei colleghi abbiamo messo su una strategia davvero funzionale, ovvero farci compagnia a vicenda.

Sabato è stato il turno di Alessia, ci siamo perciò recati a casa sua, non tutti però, solo io e Fede che ci ha raggiunto dopo pranzo. Abbiamo fondamentalmente cazzeggiato, tra foto buffe con le varie app e letture del futuro con le carte degli angeli (ahhah!). Domenica invece è toccato a me il turno 8-16. Verso mezzogiorno Alessia ha ricambiato il favore venendomi a fare compagnia in attesa di Federica, la cuoca del gruppo, insieme mi hanno sfamato e anche pulito la cucina, a buon rendere. Una volta finito il turno di lavoro abbiamo guardato un film fino all’arrivo di Daniele, Martina e Stefania quando abbiamo organizzato una mega mangiata di crepes con marmellata e/o nutella. Alla fine ci siamo ritrovati alle dieci e mezza io, Dani e Ale a cucinare per il pranzo lavorativo dell’indomani di tutto il gruppo.

Giornate davvero piacevoli. Meno piacevole è invece il freddo che ci ha investito, davvero terribile con temperature che sono arrivate anche a -15 °C e che in alcuni casi ci hanno fatto proprio soffrire, ed io ho pure perso i guanti…oggi però per fortuna qualche raggio di sole ha iniziato a fare capolino, la speranza è che continui per un weekend che si prospetta davvero impegnativo da un punto di vista social.

Il party

Io qui non ci volevo venire! Mi pesava proprio! Non volevo lasciare i miei affetti, le mie cose.

La mia voglia di tornare a casa  è poi cresciuta col tempo nei primi mesi fino a che click!  qualcuno ha azionato l’interruttore giusto e sconvolto i miei processi mentali. Ora non voglio più andarmene, o meglio,  non in tempi  ravvicinati.

L’interruttore lo hanno spinto in tanti: la vivibilità della città, l’atmosfera lavorativa, l’esperienza di vita che mi porta a godere in pieno di tantissime situazioni, ma soprattutto gli amici, in fondo siamo un gruppetto di colleghi che per simpatia, affinità mentali e di condizioni si sono avvicinati tanto.

Questo appena trascorso è stato IL WEEKEND,  quello del party aziendale. Lo aspettavamo da mesi e devo dire che  nonostante le aspettative fossero alte il riscontro è stato dello stesso livello, e voi sapete che molto spesso succede il contrario.

Ingresso in lista, un locale tutto per noi, il cibo (scarso per la verità), l’alcol (a fiumi), il manager europeo che apre le danze con un discorso molto easy e friendly e poi le riapre, ma per davvero, dando vita al delirio generale in pista. La compagnia giusta in più di 500 persone, il mio grandissimo team, il migliore (anche per i risultati lavorativi), i brindisi, le risate, tante, gli abbracci, il sostegno a chi non si regge più in piedi, le foto buffe, le dignità perse, le parrucche bionde, dirty dancing, le urla, i ritiri…. Una serata memorabile, non ne ricordo una più bella al momento ma di sicuro è stata una di quelle che non puoi dimenticare, mai.

Poi il dopo serata, anzi nottata, a casa di una collega  a mangiare frise (specialità pugliesi che non conoscevo),  ritornare a casa con uber, dormire qualche ora e ritrovarsi tutti a pranzare (fare merenda) in un locale,  tornare a casa della collega e buttarsi sul letto, farsi foto strane a vicenda e inviarle nel nostro gruppo messenger  a beneficio di chi sta ancora riposando. Poi la domenica con Ale tra pranzo, caffè e pancake in un locale tipo Central Perk, libri non trovati e soprattutto unicorni.

Durante la festa, venerdì sera, Francesco, prossimo rientrante in Italia, nel marasma generale mi ha abbracciato più volte sbiascicando sempre le stesse parole di autocommiserazione, quasi piangendo: “mi dispiace troppo lasciarvi”.

Descrive tutto.

Neanche io al momento ce la potrei fare.

 

Friday and Saturday night

Qui a Varsavia mi sono dovuto adeguare, anche per le uscite serali. E’ per questo che mi ritrovo spesso nei weekend a frequentare disco-pub, cosa che assolutamente non facevo precedentemente.

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Le differenze però sono tante, ad esempio: il freddo che non ti permette di rimanere all’aperto; l’atmosfera ben diversa da quella presente nei locali della mia zona e sicuramente  di gran lunga migliore; la musica, certamente di maggior qualità ed “ascoltabile” e quindi ballabile: tantissime hits anni 80,  Depeche Mode, Bowie, Madonna, Queen, e poi varie colonne sonore, da Footloose a Dirty Dancing….ammetto che a volte in compagnia quattro salti li faccio anche io, come resistere?  E infine i costi, male che mi vada posso spendere sui 10 euro, con tre consumazioni.

E poi, quando ti ritrovi dj di questo tipo….

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Ok mi arrendo

Visto che anche per questa sera rimarrò a casa, pressato sempre di più da Tessa ho deciso di iniziare a guardare il Trono di Spade. Anche perchè così così non sarò più emarginato dai discorsi di tutti. In compenso le ho chiesto di vedersi Breaking Bad, vediamo se lo farà.

Devo ancora finire Malcolm ma penso di riuscire a portare avanti entrambi senza troppi problemi.

Fortunatamente ho fatto amicizia con un piccolo gruppo di italiani, miei colleghi seppur di un altro Team. Dal prossimo weekend dovrei avere l’imbarazzo della scelta per le uscite. Non vedo l’ora. Sinceramente vorrei anche godermi un pò la vita qui a Varsavia.

Buon weekend a tutti

Tiramisù di mare

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In un precedente post vi avevo confessato che era mia intenzione in questo weekend riprendermi da questo brutto periodo e dalle beghe con gli  assurdi modus operandi delle agenzie interinali attraverso il cibo, o meglio un particolare piatto, nonostante il mio regime dietetico che comunque sto riuscendo a portare avanti con discreto successo (per i risultati vi farò sapere tra un mese).

E a tavola cosa riesce a farmi sentire felice e appagato se non un bel piatto di spaghetti con le vongole?  fatti da me of course!

Ecco per voi quindi un piccolo assaggio, una foto che ho tentato di rendere un pò artistica inserendo qualche sfocatura.

Per la ricetta se siete interessati sono disponibile a condividerla 🙂

Buon appetito

 

Sugli ultimi giorni

Non posso certo lamentarmi di questi ultimi giorni. Sono mesi che mi lagno per la mia vita monotona e sedentaria, per quel senso di sfiducia che aleggia su di me da un  po’, ed ecco che finalmente arriva un pizzico di brio, di speranza,  e anche di azione.

Da dove posso iniziare? Beh, questa volta  partirò dagli ultimi avvenimenti. Sarà un post un po’ più lungo del solito, spero che non molliate a metà, o addirittura adesso.

Ho passato il weekend ad Acireale. Motivo? Il matrimonio del fratello del mio migliore amico. Tra l’altro questo è stato anche un modo per poter passare un po’ di tempo con lui visto che è tornato giusto per l’occasione dalla lontana Cina, Shangai precisamente, dove da già qualche anno lavora con soddisfazione come architetto in una multinazionale americana. Costruisce alberghi, di lusso. Per non parlare del fatto che anche gli altri cugini, e soprattutto cugine,  sono miei cari amici, così come gli amici degli sposi, che per inciso, convivono da anni a Londra.

Gli sposi dunque. Sono stato tra i pochissimi ad essere testimone dell’inizio del loro amore. E’ una storia che risale al maggio 2006, quindi ben dieci anni fa. Il luogo Viterbo, dove entrambi studiavano e dove io e Mariano lo avevamo raggiunto per andare insieme al concerto del primo maggio, l’unico che ho visto e, posso dire ciò che penso?, l’ultimo di un certo livello, con Pelù, Ligabue, Baustelle, Bennato, Skunk Anansie, Pino Daniele, Alex Britti, Negramaro (che comunque io odio, non me ne vogliate) e tanti tanti altri. E’ stato quindi un onore essere presente anche al matrimonio, è stato un po’ come chiudere il  cerchio.

A parte il ricevimento, con del cibo davvero squisito e originale, ho particolarmente gradito il rito civile in comune. Una celebrazione più informale, calorosa, famigliare e molto più emozionante grazie ai vari contributi degli amici che hanno esternato i propri ricordi e i propri auguri.

Sazi come non mai, a proposito, non ci crederete, alla fine ero così pieno che sono riuscito nell’incredibile missione di strappare un occhiello della camicia con un solo sbadiglio di stanchezza. Davvero! Il pancino si è dilatato un attimo di troppo e STRAAAP!!!  Ma questa non è stata l’unica tragedia della giornata. La stessa notte, in albergo, scalzo, ho dato un bel calcio involontario ad un gradino. Risultato? Non solo ho perso una quantità spropositata di sangue ma adesso il dito in questione oltre ad aver assunto un colore rosso acceso si è gonfiato spropositatamente. E che dolore ancora oggi! Comunque si, dicevo, nonostante la stanchezza della lunga e faticosa giornata, questa non è finita certo al matrimonio. In serata tutti noi ragazzi, almeno una trentina provenienti da ogni parte del mondo, abbiamo invaso una birreria in centro sostando fino alle due di notte.

La domenica, dopo il risveglio e la colazione in piazza Duomo,  ci accingiamo tutti ad avviarci ognuno  verso il proprio paese, diverse ore di macchina ci attendono. Senonché la mia lei (dovrei trovarle una sigla per questo blog, un po’ come  Kikkakonekka con la sua MDM) mi convince con le cattive a trovare un’alternativa al ritorno a casa, in fondo è ancora mattina e lei di giorni liberi ne ha veramente pochi. Ecco quindi che si decide di andare, io e lei soltanto, ad Enna. Il più alto capoluogo italiano ci è di strada e lei non ci è mai stata. Peccato che sembri una città fantasma. Arriviamo verso l’una e mezza, posteggiamo e percorriamo tutto il centro storico fino al castello, l’attrattiva principale. Per strada solo noi! E un bel po’ di colombe in verità! Fa davvero freddo, e dopo essere saliti fino in cima alla torre del castello ci viene subito voglia di andare via. Prima di tornare verso casa però ci rechiamo in un famoso outlet della zona, giusto il tempo per lei di acquistare gli ultimi regali e per me di appropriarmi di una nuova camicia azzurra da cerimonia. La CK appena acquistata ad un prezzo vantaggioso è davvero bella  ma questo non basta a placare la mia tristezza , amavo la mia vecchia camicia, la acquistai per la mia laurea e mi ha accompagnato in tutti questi anni per vari eventi.

Ecco. Adesso posso anche parlare del resto.

Ho capito perché la camicia mi ha salutato, oltre alla quantità di cibo ingerita intendo. Oggi ho effettuato la mia solita pesata mensile scoprendo con orrore che negli ultimi 30 giorni ho messo su un kilo e 100 grammi. Mi sa che devo rimettermi in moto sul serio.

Yves, il coniglio,  cresce sempre di più ed è sempre più simpatico, soprattutto quando si alza sulle due zampette posteriori.  Adesso mi dà anche i bacini sulla mano.

Ho iniziato ad ascoltare assiduamente gli Afterhours, ve ne sarete già accorti. Li conoscevo ma solo superficialmente, giusto qualche canzone, adesso voglio approfondirne la discografia.

Probabilmente sarà un altro Natale al verde. Anche questo anno nessuno stipendio sotto le feste, nessuna tredicesima, e con questi gli arretrati salgono a sette mensilità. La situazione sta degenerando. Abbiamo inviato una lettera, una specie di ultimatum, dopo due anni di questa vita ci sembrava una cosa da fare ormai. Vedremo. A mio avviso ne vedremo delle belle tra non molto. Intanto io sono già in ferie, ferie lunghe,  fino al 9 di gennaio.

A proposito di Natale, c’è ancora una settimana di tempo ma io ho già terminato la mia corsa ai regali, mi mancano giusto un paio di cose facilmente reperibili. Sono sempre più efficiente.

Un’altra  novità la conoscete già. Sono stato invitato da Paola a far parte di questo nuovo progetto di blog condiviso. Siamo in sette. C’è chi scrive, c’è chi arricchisce i post con la sua arte fotografica. Si aggiungono tasselli di volta in volta, another brick in the wall, ognuno con il suo tempo e le sue capacità arricchisce l’altro. Seguiteci. Qui. Sette cervelli in cerca d’autore

Chiudo questo post fiume con le news lavorative. Non voglio entrare nei dettagli e neanche parlarne troppo ma questi ultimi sono stati giorni frenetici. Ho due contatti ben avviati, uno per l’estero e uno per l’Italia. Sembrano per ora evolversi positivamente e anche abbastanza velocemente, in parallelo. Molto probabilmente si rileveranno altri due buchi nell’acqua ma la speranza comunque c’è, e il fatto che siano due mi da molto morale per il futuro.

Scusate la logorrea. A presto

 

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Writer. Blogger. Professional misfit.

Soffio di respiri

Viola, 23 anni, studentessa, incosciente, innocente. Bovarista deleteria. Racconto di me, chi sono, cosa penso, sbaglio e rattoppo!

Perché Varsavia?

Il blog per gli italiani e perché dovete venire qui.

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